Bilancio di previsione del Comune di Materaa approvato a maggioranza (22 a favore e 4 contrari) dopo una lunga maratona, che abbiamo seguito a sprazzi, tra emendamenti, ordini del giorno, mozioni, precisazioni che avrebbero sfiancato anche i ruminanti più avvezzi a masticare- come il ‘Bos lassus” dell’emblema cittadino- il bolo di numeri, poste e polemiche. Ci ha pensato il consigliere Antonio Sansone, con un lungo intervento sofferto, che ha ripercorso la storia dell’ultimo triennio consiliare, dal sostegno alla maggioranza trasversale con Matera 20-20 che ha eletto il sindaco De Ruggieri alla disfatta del Governissimo, a riscaldare gli animi prima del voto. E prima di lui il consigliere Francesco Paolo Manicone,che non hanno partecipato al voto finale. Ma ci hanno pensato Salvatore Adduce prima e Angelo Cotugno sul filo di lana a portare tensioni e riflessioni a mille e quest’ ultimo ha indotto il sindaco a chiedere scusa al consigliere Antonio Sansone, accusato di ”essere stato ispirato” nel suo intervento … nè più nè meno – come ha ricordato Cotugno- come tanti altri in consiglio. Il sindaco ha fatto marcia indietro precisando che ”…non era quello il valore…ma che su certi certi temi non lo hanno reso libero…” Il lettore valuterà nell’intervento come stanno le cose. Fatto sta che Salvatore Adduce riferendosi al travaglio di Sansone, pentitosi del percorso fatto e tradito nelle aspettative riposte sul sindaco De Ruggieri e sul progetto di tre anni fa, ha commentato con un lapidario ”….Chi ve l’ha fatta fare?” riferendosi a quanti avevano una tradizione di SInistra e hanno scelto un progetto diverso con De Ruggieri sindaco ” Le cose -ha detto Adduce- contro natura non si debbono fare. Mi riferisco a Sansone, Paterino, Cotugno… Anche a livello locale, come pure a livello nazionale….Se non c’è una forza che tiene insieme. Se non c’è storia si rischia di essere disorientati….Non è colpa del governissimo…E’ la conseguenza non la causa del disorientamento…non confondiamo causa con effetto. Le storie non si inventano…La insoddisfazione è la conseguenza di quella scelta…E allora non ci scoraggiamo, spingiamo la nave verso il 2019”. Ci ha pensato Angelo Cotugno,che spesso si è beccato e per vecchie ruggini con Salvatore Adduce,ha replicare alla sua maniera facendo riferimento ”alle porte aperte” del Pd verso quanti stanno avendo ripensamenti e sono alla ricerca di un porto sicuro. ” Si parla di nuova giunta con chi ci sta -ha detto Adduce.Mi auguro che si punti su responsabilità anzicchè sugl equilibri”. E qui l’ex segretario della Camera del lavoro ha citato per intero Francesco De Gregori con ”La storia siamo noi…La storia siamo noi nessuno si senta offeso siamo noi questo prato di aghi sotto il cielo la storia siamo noi, attenzione nessuno si senta escluso.La storia siamo noi siamo noi queste onde nel mare questo rumore che rompe il silenzio
questo silenzio così duro da masticare” concludendo con un ” Ognuno si piange la propria storia, compagno Salvatore,e ognuno darà conto all’elettorato”. Repliche inevitabile ma il presidente del consiglio non ha concesso la parola…che è andata in sottofondo. Chiarimenti di là da venire e posizioni ferme a tre anni fa, quando il Pd fu attraversato da spaccature interne e da regie regionali, fino alla esperienza del governissimo. Porte aperte? Mah. Vediamo solo porte sprangate. Tanta vis politica, ma ci ha pensato il consigliere Toto Augusto ( Forza Italia) a destare l’attenzione di dirigenti, amministratori e consiglieri citando le osservazioni dei sindaci revisori, in relazione ai crediti inesigibili. ”Un materano su tre -ha detto Augusto Toto-non paga le tasse. Alcuni riferiscono di non ricevere le cartelle. Puo’ darsi…Ma non posso pensare che non possano pagare. Dovremo fare di più e recuperare queste risorse e magari affidando incarichi ad avvocati esterni”. Vedremo.E, comunque, occorrerà andare a fondo alle cause di questa incapacità a recuperare crediti ed evasione. Di altro taglio l’ntervento del sindaco, che ha ringraziato le ”amazzoni” della Finanza, coordinate dall’asessore Eustachio Quintano, per un ‘bilancio in equilibrio ‘ e che è l’espressione di ”una tradizione del Comune di Matera”’ e di ”una sintesi di qualità condivisa”. Poi la elencazione di alcuni risultati raggiunti o prossimi ad esserlo: il regolamento urbanistico nel consiglio comunale del 13 aprile, la vicenda della infrazione dell’Unione europea sulla discarica per rifiuti solidi urbani di borgo La Martella, l’espletamento del bando comprensoriale raccolta rifiuti, le 48 unità assutne, i 62 milioni di euro in appalto e poi le valutazioni politiche fino al governissimo e sulla volontà popolare. ” Tre anni fa- ha detto De Ruggieri-noi eravamo al 36 per cento e il pd con Adduce al 47 per cento. Sapete come andate. La volontà popolare ha ribaltato quella indicazione. Se ora siamo cosi…c’è stata una riconciliazione del voto popolare. E aggiungo chi è senza peccato scagli la prima pietra, perchè i momenti di blocco. hanno creato stasi, pause”’ Poi il riferimento al lungo intervento del consigliere Antonio Sansone, che ha espresso disagio su quanto accaduto nel triennio e verso l’operato del sindaco nel quale aveva creduto. ” Sansone -ha detto De Ruggieri- può anche liberarsi del sindaco, ma si liberi di qualche suggeritore…Ora si tratta di affrontare il problema di tenuta del consiglio. Ritroviamo senza veti ed esclusioni un modo per recuperare tutte le energie vitali dentro e fuori il consiglio per rilanciare la città, con l’invito a cancellare riserve ed egoismi e a un impegno totalizzante”. Poi le scuse e le precisazioni che troverete rivedendo la maratona consiliare su www.ilmiotg,it e anche altre coloriture verbali, sonore e  sulle scie di suonerie… La storia, e non solo quella del consiglio va avanti, con lo scoprimento del busto a Giovanni Pascoli. Un’altra storia, costellata da qualche polemica, ma risolta con il vento nuovo che spira in via Aldo Moro. Avanti tutta…per chi ci sta a remare con il sindaco nocchiero Raffaello De Ruggieri.