Questione di giorni…o dopo la festa della Bruna? Da più parti rassicurano che giovedì 22 giugno, dopo il solstizio d’estate, il Comune di Matera avrà la nuova giunta di larghissima maggioranza (tranne il m5s)per un governo di ‘’responsabilità municipale’’ o “governissimo’’. Ma il sindaco Raffaello De Ruggieri, sentito a margine della conferenza stampa sulle edicole votive di vico Case Nuove, invita alla calma con un lapidario ‘’ mica facile…costruire una casa nuova’’. A buon intenditor…E certo. L’intesa con il Pd c’è ma ci vorrebbe la buonanima del senatore scudocrociato Massimiliano Cencelli e del suo celeberrimo manuale spartitorio della Prima Repubblica, per trovare la quadra. Soprattutto dopo la presa di posizione del consigliere di maggioranza Francesco Paolo Manicone, contrario a un governissimo e che qualche ripensamento l’ha procurato in relazione alle intese tradite e ai progetti originari di coalizione, con vincitori e sconfitti di nuovo insieme, e dopo la conta di appartenenza che lascia fuori qualcuno. Sarà una giunta a nove che pare debba lasciar fuori le tre donne assessore, in virtù di uno scarso peso di rappresentanza consiliare o di appartenenza : Antonella Prete, Francesca Cangelli e Paola D’Antonio. Al Pd andrebbero , come concordato, tre assessori ( uno ciascuno alle componenti antezziana, orlandiana e chiurazziana), uno a Forza italia(conferma di Michele Casino) , uno a Matera si muove che cambierebbe Massimiliano Amenta per una donna ( Adriana Poli Bortone è stata un ”desiderata), Matera capitale riconfermerebbe la dimissionaria Marilena Antonicelli, mentre resterebbero gli inamovibili Enzo Acito ed Eustachio Quintano per il sindaco Raffaello De Ruggieri, che più volte ha espresso stima e gratitudine alla senatrice Maria Antezza per il sostegno dato all’Amministrazione comunale. Il peso antezziano al tavolo del governissimo sarebbe evidente e questo rischia di far inclinare la barca da un lato, sopratutto in casa Pd. Strategie? Vedremo. Ma non è escluso che il nono assessore vada alla componente Pittelliana, quella che va da Maridemo Giammetta(esterno) ai consiglieri Angelo Lapolla a Rossella Rubino, che potrebbero esprimere una figura esterna.Una donna? E Alleanza Per L’Italia (Api) con il consigliere Antonio Lionetti resta fuori dal governissimo? O si trova altra soluzione compensativa? E la componente che fa capo all’assessore regionale Nicola Benedetto resta fuori? Ma come dimenticare l’assessore alla Mobilità, il socialista Valeriano Delicio, che è uno come pochi, estremamente operativo pronto a rimboccarsi le maniche e ad affrontare qualsiasi tipo di problema? Anche qui scelte difficili per non privarsi di una risorsa preziosa. Se proprio non dovesse trovare spazio in giunta non si esclude una posizione di staff o similare, che abbiamo già visto con la giunta guidata da Mario Manfredi quando si adottò una situazione simile per l’ex assessore allo sport Gianfranco Bruno. Altri tempi e contesti…Ma una situazione agli interrogativi posti va trovata. A questo aggiungiamo, poi,la questione delle quote rosa e delle deleghe e si ritorna al cerino in mano. De Ruggieri come Muzio Scevola? Conosce bene la storia(ai somari consigliamo di consultare almeno wikipedia) e ha ottima memoria per incappare in simili errori. Piuttosto occorre capire quanto pesano le poche righe sottoscritte dai consiglieri di maggioranza con il sindaco, il 13 giugno scorso, che hanno preceduto l’accordo con il Pd per tre assessori in giunta, la carica di vicesindaco e la rappresentanza del capogruppo ed ex sindaco Salvatore Adduce nel cda della Fondazione “Matera-Basilicata 2019” dopo le modifiche statutarie. “In un momento di riconosciuto prestigio nazionale e europeo di Matera – è scritto nel documento- i sottoscritti consiglieri comunali ripropongono con forza il loro impegno incondizionato nella gestione del governo della città. Il mandato ricevuto dall’elettorato vieta personali e/conflittuali all’interno dell’esistente maggioranza e impone il dovere della massima unione e della totale concordia. Forti di tale rinnovato patto di governo, riconoscendo il ruolo e le prerogative del sindaco, identificandosi nelle sue azioni e nelle sue scelte. Ripropongono il metodo del confronto democratico per la definizione di ogni problema e di ogni dialettica interna’’. Un impegno ispirato ai massimi principi di coesione, ma che nei fatti in due anni ha messo in luce non pochi problemi di coesione per prevedibili problemi di rappresentatività e per l’assenza nella gran parte dei casi dell’autorevolezza di partiti o di segreterie degne di tal nome. E così ( segnaliamo la firma ritirata su quel documento dal consigliere Manicone) si è andati al rinnovato confronto con il Pd dopo il sostegno ricevuto in occasione del voto di bilancio, tra astensioni e voti favorevoli, ampiamente riportati delle componenti antezziane, renziane, pittelliane e il rientro delle componenti dissenzienti, ‘’costole’’ del Pd, come ha ribadito in altre occasione il segretario cittadino del partito democratico, Cosimo Muscaridola. E mo’ ? Si tiene conto delle posizioni a riva segnate dalla precaria e mutevole cartina geografica della politica locale, per nulla autonoma nelle scelte e nelle decisioni, ma che ha un segno di posizionamento e di opportunismo a favore del vento , quando si tratta di levare l’ancora…in danno della città come sanno fare gli angeli della malasorte. E le elezioni politiche e regionali sono tra queste: costituire una maggioranza comunque per portare a Roma chi è ai nastri di partenza da sempre. Non spingete. I posti sono pochi e qualcuno potrebbe affogare a riva o ricevere uno sgambetto a riva. Non sarebbe la prima volta e poi con quale maggioranza elettorale affidabile? In Basilicata briganti in aumento e fanno paura…quando calano credibilità della politica e occupazione.