Viviamo in una Nazione di impuniti! E’ questa la malinconica conclusione a cui ci si deve rassegnare? Sembrerebbe proprio di si a giudicare dalla sequela di assoluzioni in appello di imputati per reati di cronaca nera oppure per fatti e misfatti della Pubblica amministrazione a danno dei cittadini.

L’avevamo già scritto su questo blog qualche giorno fa, a proposito della vicenda di Stefano Cucchi : in questo Paese non c’è mai un responsabile per ciò che accade. Una circostanza che assume un aspetto inquietante quando è riferita a vicende che hanno visto cittadini subire lutti e danni da parte di responsabili di uffici e cariche pubbliche.

Eppure sembra davvero che nessuno debba mai pagare. Non c’è mai qualcuno a cui imputare la responsabilità di ciò che accade. Non ci sono controlli efficaci, non vengono perseguiti gli autori delle decisioni. E questo clima di impunità che da un lato allarga la sfiducia nelle istituzioni da parte dei cittadini, dall’altra alimenta un clima di irresponsabilità diffusa proprio tra coloro chiamati a ricoprire compiti pubblici. S’avanza sempre di più la convinzione che si può fare di tutto di più che….. alla fine non succede nulla.

E’ qualcosa di devastante che  porta anche ad un generale abbassamento della qualità delle prestazioni pubbliche, anche quelle più delicate, oltre che la diffusione di un “normale” prassi di illegalità diffusa.  Spesso non percepita come tale sia da chi la pratica che da chi la subisce.

Ne sono un esempio le cronache della malasanità, che sono solo la punta dell’iceberg. Fatti che vengono a galla per qualche denuncia o per lotte intestine frutto di gelosie professionali come nel caso dell’Ospedale San Carlo di Potenza, dove una equipe di chirurghi avrebbero continuato ad operare per molte ore una paziente deceduta durante l’intervento, solo per mascherare le proprie responsabilità.

Ma chi ha avuto la sventura di essere ricoverato in qualche nosocomio può sicuramente raccontare innumerevoli episodi di superficialità, di sciatteria e  di supponenza che non sempre degenerano in conseguenze gravi ma danno il polso del clima generale in cui si sta precipitando.

E che dire degli Enti Locali? Chi ne ha dimestichezza saprà che vige il rispetto della separazione tra indirizzo-controllo (riservato agli amministratori) e gestione (riservata ai dirigenti)  operata dalla famosa legge Bassanini, norma che è aggirata quotidianamente. Con amministratori che invece di fare il loro mestiere e programmare cosa fare in tempo utile, di fatto si intromettono nella gestione costringendo i dipendenti in soggezione a seguirli e ad assecondare condotte che  portano spesso gli Enti alla bancarotta. Quando però gli imbrogli pretesi ed ottenuti da dipendenti compiacenti o indotti al loro volere non bastano più e il Comune viene condannato al fallimento si cerca in tutti modi di evitare che si giunga ad individuare i responsabili.

Anche qui è ancora la Basilicata ad offrire in queste settimane un caso emblematico con il suo capoluogo di regione, il Comune di Potenza, che a fine anno si è svelato essere in conclamato stato di dissesto, rispetto al quale si sta facendo di tutto e di più per trovare una pezza che lo eviti.

Si dice nell’interesse dei cittadini, ma appare sempre più evidente che la corsa contro il tempo, con un superforaggiamento della Regione, serva piuttosto ad evitare le inevitabili conseguenze che si scaricherebbero su quegli amministratori che hanno provocato questo disastro (affiancati da dirigenti e organismi di controllo interno che hanno tenuto il moccolo) con interruzione delle loro carriere politiche ancora in ascesa.

Anche in questo caso il tema delle responsabilità se posto viene sopportato come l’orticaria. Come se non ci fossero stati atti e scelte amministrative e gestionali operate da persone in carne ed ossa. Chi ha avuto, avuto, avuto…chi ha dato, ha dato, ha dato…è il refrain che va di moda, alla faccia dei Comuni che hanno operato dentro i limiti di norme e di risorse.

Ma è evidente che se non si ripristina con urgenza un clima di rispetto della legalità e di un efficace sistema di controllo e sanzionatorio delle responsabilità che devono essere precise ed immediatamente individuabili, lo scempio continuerà in ogni campo…fino al disfacimento completo. E sempre senza colpevoli, ovviamente.