Consiglio di amministrazione della Fondazione ” Matera-Basilicata 2019” sulla graticola, come era immaginabile, durante il consiglio comunale annuale (la ridondanza ci sta tutta) che ha riservato il consueto spazio alla relazione e alle considerazioni -senza slides- del direttore generale Paolo Verri, della presidente Aurelia Sole, del sindaco Raffaele De Ruggieri e poi del suo delegato (ma dalle sedie-scranni del salone dell’ente camerale) Salvatore Adduce.

Non c’erano il presidente della giunta regionale Marcello Pittella e quello della Provincia Francesco De Giacomo, ma c’era il presidente del consiglio e vicepresidente Angelo Tortorelli che rappresenta la Camera di commercio.

E del resto l’effetto graticola ci sta tutto dopo le note polemiche venute da più parti sulle vicende dell’Open design school, della Cava del Sole, del Museo Demo etnoantropologico, del ruolo e del progetto della Fondazione sul Palazzo dell’Annunziata che ospita la Biblioteca, senza dimenticare le interrogazioni di consiglieri comunali e regionali sui noti problemi di ”comunicazione e di trasparenza” di una Fondazione sempre più regionalizzata e sulle perplessità legate alla riforme statutarie.

Animi pertanto tesi a conferma che quando il rapporto con la massima assemblea cittadina (lo abbiamo verificato in altre occasioni) o con la città che non sa come si muove e cosa fa la Fondazione (solo problema di comunicazione?) che si esprime anche a livello locale con ”build up, call, community,cluster, legacy” come il latinorum dell’avvocato Azzeccagarbugli di Manzonziana memoria.

E così l’affermazione di Paolo Verri, ”All’esterno siamo considerati un’eccellenza, qui la nostra credibilità finisce sotto la suola di una scarpa” che ha ripreso le considerazione del sindaco sull’argomento, ha confermato le distanze della Fondazione da una città e anche da una regione (non ci riferiamo al massimo ente territoriale) che tre anni fa avevano sperato in ben altro percorso.

I fatti parlano chiari e i tanti interventi susseguitesi nel dibattito in consiglio hanno confermato diffidenze (pur tra qualche apprezzamento sulla ripresa di attività degli ultimi mesi) verso un organismo che continua ad andare avanti per conto suo ma applicando il dossier e questo pur essendoci rappresentanti che siedono in consiglio comunale pur rivestendo ruoli diversi. Ed è questa una delle incongruenze della Fondazione per come è stata pensata, con una forte presenza politica (non autonoma e dialettica, precisiamo) e con scarsissima capacità imprenditoriale come sarebbe stato opportuno che fosse.

E i nodi sono venuti al pettine con tutta le contraddizioni che la cosa comporta. Tant’è che Paolo Verri in più occasioni, è stato costretto quasi a fare da capro espiatorio, per tutte le osservazioni e prese di posizioni di diverso taglio venute dai consiglieri, fino a indurre la consigliera Maria Teresa Vena ha che scelto (nonostante gli inviti a ripensarci del presidente del consiglio) a non concludere il suo intervento in relazione al rapporto tra scuole medie superiori e Fondazione.

Era giusto che ci fossero anche gli altri componenti del consiglio di amministrazione, per interloquire su altri quesiti. Siamo d’accordo con il direttore generale quando ha detto che sarebbe stato opportuno convocare anche la Regione per il ruolo che ha e che ha stanziato 400.000 euro alla Fondazione per il progetto Mirabilia, poi girato alla Camera di commercio, che per motivi di budget ridotto quest’anno non ha versato la quota associativa.

E obiettività per obiettività ha parlato anche del mandato ricevuto dalla Regione sul Palazzo dell’Annunziata, partendo da un bando aperto a tutte le associazioni culturali della Basilicata, già mappato nel dossier di candidatura che sono al momento oltre 330.

Si sono candidati -ha detto Verri- 81 soggetti in rappresentanza di oltre 145 gruppi vari e di questi selezionati 30 accompagnati lungo un percorso in fase di conclusione. E proprio dopodomani nel prolungamento di un consiglio di amministrazione(parte tenuto a Potenza) andremo a proporre la deliberazione di una cifra importante tra il 5,5 e i 6,5 milioni di euro con i quali realizzare i 25 progetti principali del dossier di candidatura. Una media di 250.000 -300.000 euro a progetto così potremmo inviare una lettura a quelli che hanno fatto domanda come primo percorso e poi concludere la selezione entro l’8 gennaio alfine di inaugurare il 19 gennaio 2018 una fase di cantiere pubblico, che troverà come principale sede il Palazzo dell’Annunziata e in particolare l’area che oggi è occupata dalla Mediateca, in virtù di una mandato datoci dalla Regione Basilicata di riprogettazione complessiva del Palazzo un vero e proprio Beaouburg della città , rifunzionalizzando non solo la Mediateca ma anche la Biblioteca, ma anche gli spazi che affacciano a livello zero con una serie di associazioni presenti e anche ripensando a tutto il sistema degli accessi che già da oggi possono farci salire da livello zero a livello tre ma che sono chiusi, senza nessuna barriera o altro che non sono le chiavi per aprire gli spazi, che vengono tenuti separati. Il nostro modello è lo spazio della città danese di Aarhus, capitale europea 2017, che molti ragazzi hanno apprezzato con attività delle scuole che hanno potuto vedere come poter utilizzare una biblioteca contemporanea come luogo di incontro e di scambio tra i cittadini e il sistema della conoscenza.”

Un argomento destinato a riaprire il confronto con la Provincia, ente proprietario dell’edificio e gestore della Bilblioteca, con l’Associazione Amici della Biblioteca che ha espresso perplessità su un progetto ricorrente che vedrà nel Palazzo dell’Annunziata anche l’Apt di Basilicata negli spazi a ridosso della Mediateca. Già gli spazi.

Verri ha ripreso le preoccupazioni dell’ultima nota del consiglio di amministrazione sulla sede, visto il contenzioso in corso tra Comune e ditta esecutrice dei lavori nel Palazzo del Casale, e circa la carenza di organici. Problema serio ma da affrontare con la dovuta attenzione e con la massima trasparenza sopratutto quando si parla di organici, un argomento sensibile alle scelte e alle pressioni, purtroppo, della politica che in questo momento guarda solo al posizionamento per  le elezioni politiche. Altro che invito a guardare al 2019.

Non ci sono i soldi per la cerimonia inaugurale, ma si provvederà per tempo. Carne al fuoco tanta come da bandi, accordi, previsioni per sponsor, ticket, sguardi e proposte per il dopo 2019,  progetti attivati che attendono di entrare nella fase operativa. Ma va recuperato il rapporto con la città e il territorio.Non è facile…e il tempo rimasto è poco.

Per quanti vogliano approfondire www.ilmiotg.it per rivedere le fasi del consiglio