Pubblichiamo a seguire una nota con la quale Antonello MOLINARI, coordinatore regionale della campagna elettorale di Liberi e Uguali in Basilicata, commenta l’esito del voto politico del 4 marzo scorso.

Viene rilevata la “chiara volontà di cambiamento ed un severo giudizio negativo sulla gestione della Cosa Pubblica ” espressa così massicciamente dagli elettori ed il rammarico per il fatto che ciò abbia penalizzato anche “la proposta di Liberi e Uguali, un soggetto politico sorto a ridosso delle elezioni, evidentemente purtroppo ancora accomunato agli occhi dell’ opinione pubblica, nonostante la scissione, alle deludenti esperienze governative del Pd” a cui è andato un consenso “al di sotto delle aspettative“.

Certo in Basilicata LeU consegue un risultato doppio rispetto a quello nazionale, ma che non è bastato ad eleggere nessun suo rappresentante in Parlamento. Solo il paracadute in terra di Renzi ha consentito la permanenza in Parlamento di Roberto Speranza.

Si assicura che comunque  “Il progetto politico di Liberi e Uguali prosegue” per “per la costruzione di una nuova ed accogliente casa progressista“.

Un documento, questo di Molinari,  chiaramente di circostanza che non affronta i veri nodi di questa debacle della sinistra italiana e lucana. Nodi che erano ben visibili già all’inizio di questa avventura  e che da queste colonne abbiamo all’epoca segnalati.

A cominciare da un equivoco che va sciolto e che forse, per la sua storia, non  attiene alla sensibilità politica di Molinari. Ma che dovrebbe essere particolarmente chiaro a Folino, Bubbico, Speranza. Giusto per fare dei nomi uniti dalla stessa cultura politica d’origine.

Quella che bisogna costruire non è una generica “casa progressista” o di “centro sinistra”, MA UN PARTITO DI SINISTRA!

Perchè è questo che è mancato a queste elezioni ed è quello che non deve mancare ai prossimi appuntamenti.

Senza un soggetto definito ed autonomo non sarà possibile fare alcun centro-sinistra perchè (lo ripetiamo sino alla noia) di centro c’e n’è in abbondanza, manca l’altro pezzo.

E poi quello del 4 marzo è stato un voto “antisistema” (nessuno è contento di questo stato di cose) e dato che viviamo in un “sistema capitalistico” dovrebbe essere abbastanza elementare convenire che è da sinistra che sarebbe dovuta venire la proposta più naturale e radicale.

Ed è in assenza di questa proposta che la ventata di cambiamento ha gonfiato le vele di chi più paventava un cambiamento.

DAL VOTO UN SEGNALE DI CAMBIAMENTO DI RINNOVAMENTO DELLA POLITICA

“Il responso elettorale è stato netto ed inequivocabile, soprattutto nel Mezzogiorno ed in particolare in Basilicata, con il corpo elettorale che, con un’affluenza superiore alle precedenti consultazioni, ha espresso una chiara volontà di cambiamento ed un severo giudizio negativo sulla gestione della Cosa Pubblica a qualsiasi livello istituzionale, di cui democraticamente e doverosamente occorre prendere atto.

In tale contesto, è risultata complessivamente penalizzata anche la proposta di Liberi e Uguali, un soggetto politico sorto a ridosso delle elezioni, evidentemente purtroppo ancora accomunato agli occhi dell’ opinione pubblica, nonostante la scissione, alle deludenti esperienze governative del Pd.

In ogni caso, Liberi e Uguali, sebbene con un risultato al di sotto delle aspettative e delle sue oggettive potenzialità di radicamento elettorale, ha conseguito l’obiettivo minimo di un’autonoma presenza nel Parlamento Italiano, che oggi rappresenta il punto di ripartenza per la ricostruzione di un nuovo centrosinistra.

In Basilicata- grazie anche alla candidatura di personalità autorevoli e rappresentative come Filippo Bubbico, Cristiana Coviello, Vincenzo Folino e Roberto Speranza- Liberi e Uguali, con il 6,44%, cifra quasi doppia rispetto a quella nazionale, ha ottenuto la percentuale più alta d’Italia, con un significativo picco di quasi il 10% nella città di Potenza, che ha fatto registrato il dato più elevato per Liberi e Uguali tra i capoluoghi di regione.

Nonostante ciò ed al generoso impegno profuso dagli altri candidati a questa tornata elettorale, dai dirigenti e da tantissimi militanti, che ringrazio di cuore uno ad uno, non è stato centrato, per qualche centinaia di voti, l’obiettivo di eleggere un deputato ed un senatore nella nostra regione.

In Parlamento saremo rappresentati dal nostro leader, Roberto Speranza, eletto in un’altra circoscrizione. Insieme a lui, non disperdendo il patrimonio di cittadinanza attiva e di passione politica aggregatosi attorno alle nostre idee e proposte in questi mesi, ci adopereremo per rifondare in Basilicata un nuovo campo progressista, democratico e civico, che fornisca risposte all’altezza delle aspettative di cambiamento e di rinnovamento della politica emerse dal voto di domenica scorsa, proponendo ai lucani, a partire dalle elezioni regionali del prossimo autunno, una credibile ed innovativa alternativa politica e programmatica all’attuale desolante stato in cui versa la Basilicata.

Il progetto politico di Liberi e Uguali prosegue, gli oltre 20.000 voti ricevuti dai lucani rappresentano solo la prima pietra per la costruzione di una nuova ed accogliente casa progressista, democratica, civica ed ambientalista per riconnettere sentimentalmente la politica con i bisogni e le esigenze del popolo lucano.”

Antonello MOLINARI