Come nel classico “gioco dell’oca” Matera ritorna alla casella di partenza. E si ritrova di colpo a tre anni fa, quando ci furono le elezioni comunali che bocciarono l’amministrazione uscente di Salvatore Adduce (che pure aveva il merito di aver accompagnato la Città alla conquista del titolo di Capitale Europea della Cultura per il 2019) e vinse la ormai famigerata “Arca di Noè” con sulla tolda di comando l’anziano e coriaceo Raffaello Giulio De Ruggieri.

In quell’occasione fu penalizzata la temeraria e divisiva ricandidatura di Adduce da un  voto popolare frutto di dissenso diffuso nella Città che non percepì solo chi non era più in grado di capire ciò che stava accadendo intorno.

Fu premiata una poliedrica ammucchiata che teneva dentro di tutto di più e che era evidente sin da allora non avrebbe retto alla prova del governo quotidiano in assenza di una cabina di regia fatta da chi era a capo delle liste insieme al Sindaco, a sua volta garante del tutto che si era raccolto intorno a lui. Una cosa incredibilmente complessa persino in tempi in cui erano presenti partiti veri, figuriamoci nell’epoca della politica organizzata intorno a tizio o caio.

Da lì in poi la Città è stata costretta ad assistere impotente (a parte la reazione nell’urna del 4 marzo scorso) una lunga via Crucis fatta di guerriglie interne e assalti all’arma bianca da parte dell’ex maggioranza che ha sempre ritenuto un torto la sconfitta, addebitandola sbrigativamente ai “traditori”, senza mai un minimo di autocritica che pur non sarebbe guastata.

Ed eccoci qua nell’anno di grazia immediatamente precedente a quello che dovrebbe (doveva, oramai) essere l’occasione storica per questa bella Città ridotta in braghe di tela, assolutamente in ritardo all’importante appuntamento, come se il voto popolare dell’epoca non ci fosse stato.

Dal Palazzo di Città (e caminetti adiacenti) s’alza il sempreverde urlo del Marchese del Grillo: “Perchè io so io e voi non siete un cazzo” !

Un concetto reso concreto con il “governissimo” prima ed ora con la nomina di Salvatore Adduce alla presidenza della Fondazione Matera Basilicata 2019.

Ma c’era davvero bisogno di fare tutto questo casino ai danni della Città?

Non sarebbe stato meglio all’epoca che Adduce avesse ascoltato l’invito a non ricandidarsi e consentire così la formazione di una proposta elettorale, sebbene di continuità ma inclusiva delle criticità che emergevano, con candidato sindaco proprio De Ruggieri come veniva suggerito?

Sappiamo che non è di moda l’autocritica (quando si perde o le cose vanno male le colpe sono sempre degli altri).

Ma almeno ora, che tardivamente si mettono insieme (al termine del percorso peggiore che si potesse fare) quelle energie anche individuali (ora logoratissime) che era possibile unire tre anni fa, non sarebbe male un mea culpa collettivo.

Ma nessuno può pensare a queste bazzecole, già si incrociano le armi per la battaglia delle regionali…che pena.

Comunque buon lavoro, perchè nel frattempo la Città in pochi mesi (che in genere bastano a fare un nuovo carro della Bruna) dovrebbe recuperare il gap accumulato per non fare nel 2019 una figuraccia agli occhi dell’Europa e del Mondo.

Speriamo che se la cavi, nel mentre a livello di infrastrutture l’occasione è già persa…..