Rivoluzione per il Ministro dei beni culturali, Dario Franceschini, ma nei fatti la riforma delle Soprintendenze rappresenta in pratica un provvedimento discriminatorio in vista di Matera capitale europea della cultura per il 2019, soprattutto in Basilicata, dove accentramento e sede unica a Potenza per la neonata “Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio’’ rappresenta uno svuotamento di funzioni sul territorio Materano.

Nella Città dei Sassi ci saranno gli uffici decentrati, mentre l’autonomia decisionale (ribattezzata coordinamento)e di spesa nel capoluogo di regione. Nessuna posizione preconcetta ma ci basta la storia amministrativa degli ultimi 40 anni per nutrire non poche perplessità sull’argomento.Lo abbiamo visto in questi anni con lo svuotamento di funzioni degli uffici regionali, con la ‘’governance’’, la chiamano così degli enti subregionali del settore agricolo, di enti di servizi privati da Italgas a Telecom che alla fine sono scomparsi dalla Basilicata per una giurisdizione più ampia in dipendenza da Campania, Puglia o Calabria , come sta accadendo per Trenitalia o per l’Amministrazione penitenziaria.

E l’interrogativo posto ieri in coda al servizio, sempre su questo blog, “peccato, chiude un altro presidio culturale’’ ha trovato conferma in un comunicato del consigliere regionale Nicola Benedetto- dal titolo “Una sola Soprintendenza per la Basilicata penalizza Matera e i programmi al 2019”.

E preoccupazioni avevamo sentito in campagna elettorale con la razionalizzazione delle strutture museali. Poche voci di dissenso, ma poi la cosa è andata avanti e finora con buoni risultati, ma è presto per un bilancio.Peccato non aver potuto aver risconto, perché rimasta inattuata, la riforma sul turismo regionale con l’annunciato trasferimento , fatto nel 2014 dal presidente della giunta regionale di Basilicata, Marcello Pittella, di istituire a Matera la sede unica dell’Azienda di promozione turistica della Basilicata.

Da allora silenzio a conferma dell’accentramento e del “t(e)n(i)m ‘’mman tutt nuj’’ teniamo saldamente in mano tutto noi… E Matera? Benedetto non ha peli sulla lingua e parla di sottovalutazione del problema, che non è questione di campanile ma di buon senso.

Nicola benedetto
BENEDETTO (CD) : MATERA PENALIZZATA DA RIFORMA
‘’La nuova articolazione territoriale delle Soprintendenze -scrive Nicola Benedetto- illustrata ieri dal Ministro Franceschini che prevede una sola Soprintendenza per la Basilicata con sede a Potenza, di fatto sguarnisce la città di Matera proiettata al 2019 di un presidio importante (la precedente Soprintendenza ai Beni Storici Artistici e Paesaggistici) e risponde solo a logiche di risparmio. Non a caso i parametri scelti dal Ministro – numero di abitanti, della consistenza del patrimonio culturale e della dimensione dei territori – sono gli stessi che penalizzano da tempo la “piccola” Basilicata con la chiusura di numerosi uffici statali. Nelle scelte condivise dal Premier Renzi – che ieri ha “festeggiato” (a Mantova ndr) la Capitale Italiana 2016 della Cultura rinviando la sua visita nella Capitale Europea 2019 – c’è un’altra forte sottovalutazione del nostro patrimonio culturale: l’istituzione di dieci nuovi istituti autonomi, di cui il 50% nel Lazio. Ciò dimostra che quando si vuole i soldi si possono trovare nei capitoli di bilancio statale mentre per Matera dovrebbero bastare 28 milioni in quattro anni (grazie a fondi europei), di cui solo 2 milioni quest’anno, senza Soprintendenza e senza nuovo personale. E’ evidente che non possono bastare i fondi regionali :nella legge regionale di Stabilità approvata dalla Giunta in vista della sessione di bilancio troviamo, all’articolo 9, per il 2016 solo 700mila euro a favore della Fondazione Matera 2019 di cui 500mila per spese di funzionamento e 200mila per attuare il programma di attività, a fronte del milione 200mila euro iscritti nell’esercizio finanziario 2015. Se vogliamo passare da “Con la cultura non si mangia” (Giulio Tremonti, potente ministro dell’Economia del governo Berlusconi) a “con la cultura si mangia” convinzione che si sta affermando da qualche tempo nel Paese – il valore economico dell’industria della creatività è pari a 47 miliardi di euro, ovvero il 2,9% del Pil; notevole anche il numero degli occupati pari a 1 milione – bisogna investire di più in risorse finanziarie, umane e strutturali specie nel Sud e non solo a Pompei, Caserta ed Ercolano’’.

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UN’ALTRA ROGNA PER MATTEO RENZI
Rinvio a parte della visita del presidente del consiglio dei Ministri ( il premierato in Italia non esiste), che potrebbe venire sabato 30 gennaio o chissà quando, dipende dai suoi impegni, restano tutte le perplessità sull’argomento tanto più che si sa poco o nulla sulle modalità di attuazione e di erogazione delle risorse e delle iniziative annunciate per Matera capitale 2019 : 28 milioni di euro, deroga alla legge di stabilità in materia di spesa e di assunzioni come è stato fatto per Milano Expo 2015.Finora non c’è un cantiere… E la cosa non è buon segno, visto il rallentamento da ‘’grigiore accentratore’’ che ha investito da oltre 1 anno la Fondazione ‘’ Matera-Basilicata 2019’’. Tiene banco la questione del bilancio consuntivo che continua a restare nel cassetto, dopo le perplessità venute fuori in commissione regionale bilancio che ha dato il via libera a una delibera di giunta per 300.000 euro per l’esercizio 2014. Già, ma cosa?? e con chi si è speso? Top secret… Paolo Verri direttore del comitato e ora delle Fondazione, con l’incarico doppio tra Puglia e Basilicata- ricordiamo approvato dai due presidenti di giunta regionale- in una dichiarazione a ‘’La Gazzetta del Mezzogiorno’’ ha detto di essere pronto a illustrare…’’ Ma finora non si è messo nulla. Non è il momento ? Il consiglio di Amministrazione della Fondazione, che non si riunisce da un po’, dovrebbe prendere posizione su questa e su altre cose annunciate come quella sul bando per la scelta del direttore generale. Quando? Come e se ..nessuno lo sa. Si rinvia tutto,a quanto pare, al dopo visita del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che ha nella Basilicata ( è evidente per quanto accaduto finora) un rapporto non semplice – per usare un eufemismo- quasi una ‘’Via Crucis’’ costellata , (mettendo da parte la nascita di una giunta ibrida al Comune di Potenza) dalla vicende per le autorizzazioni petrolifere, con relativo referendum, del sito unico nucleare, sui disegni ricorrenti per l’accorpamento di questi territori in macroregioni e conseguente svuotamento o decentramento di funzioni in nome della spesa e della logica dei numeri (siamo in 580.000 residenti sulla carta ma la forza lavoro è la metà o quasi scarse risposte in tema di trasporti (la questione ferroviaria viaggia sulla logica dei due pesi e delle due misure nulla o quasi sulla Taranto –Metaponto, mentre il completamento della Ferrandina –Matera è stato opportunamente cancellato, e qualcosa si muoove sulla Potenza – Roma con le continue prese di posizione dell’assessorato regionale ai trasporti), per finire ai Beni culturali,archeologici e ambientali come dimostra la vicenda della Soprintendenza Unica regionale. Finchè avremo una figura dinamica con una visione intelligente della gestione e dei problemi, senza creare dissapori con le realtà territoriali a cominciare dall’uso e dalla promozione di contenitori e siti, non dovrebbero esserci problemi. Ma senza garanzie non si va da nessuna parte, soprattutto se dovessero essere premiate per ragioni di opportunità o carriere figure senza infamia e senza lode, ma ‘’sensibili’’ alle direttive dell’accentramento- La patata bollente passa agli addetti ai lavori, al sindaco di Matera affinchè si faccia sentire, ai parlamentari eletti in questo collegio, e al ministro Dario Franceschini. Un bando anche per i Soprintendenti?

02/07/2013 Roma, assemblea dell'ANIA, nella foto il ministro per i Rapporti con il Parlamento Dario Franceschini

02/07/2013 Roma, assemblea dell’ANIA, nella foto il ministro per i Rapporti con il Parlamento Dario Franceschini

LA RIFORMA DEL MINISTRO
Ricordiamo cosa aveva detto il Ministro , durante la riunione congiunta delle Commissioni Cultura di Camera e Senato, ha esposto il progetto di completamento della riorganizzazione del Mibact, presentato alle Parti sociali e al Consiglio Superiore dei Beni Culturali.
«Ancora un passo avanti –aveva detto Franceschini nella riorganizzazione del Ministero per i Beni culturali. Le nuove soprintendenze parleranno con voce unica a cittadini e imprese riducendo tempi e costi burocratici. La riorganizzazione prosegue nella strada di valorizzazione del patrimonio. Vengono per questo istituiti 10 nuovi musei e parchi archeologici autonomi retti da altrettanti direttori che saranno selezionati con un nuovo bando internazionale». Da qui la creazione delle ‘Soprintendenze Archeologia, Belle Arti e Paesaggio’. Con questo intervento aumentano i presidi di tutela sul territorio nazionale, che, proprio per l’archeologia, passano dalle attuali 17 Soprintendenze Archeologiche alle nuove 39 Soprintendenze unificate (a cui si sommano le due Soprintendenze speciali del Colosseo e di Pompei).
La nuova articolazione territoriale – negli intenti del Ministero – intende realizzare una distribuzione dei presidi più equilibrata ed efficiente ed è stata definita tenendo conto del numero di abitanti, della consistenza del patrimonio culturale e della dimensione dei territori.Ogni nuova Soprintendenza parlerà con voce unica ai cittadini e verrà articolata in sette aree funzionali: organizzazione e funzionamento; patrimonio archeologico; patrimonio storico e artistico; patrimonio architettonico; patrimonio demoetnoantropologico; paesaggio; educazione e ricerca.
Ciascuna Soprintendenza – assicurano dal Ministero – costituirà un riferimento univoco per la valutazione di qualunque aspetto di ogni singolo progetto, dalla tutela di beni archeologici per arrivare all’impatto paesaggistico, passando per gli aspetti di carattere artistico e architettonico: a un’unica domanda corrisponderanno un unico parere e un’unica risposta. Al centro ci sarà una sola Direzione generale Archeologia, belle arti e paesaggio, che garantirà il coordinamento delle Soprintendenze su tutto il territorio nazionale. Poi l’annuncio di Mantova con la Istituzione delle nuove Soprintendenza, solo una in Basilicata con sede a Potenza- Rivoluzione conclusa ?. Mancano all’appello i privati. Un argomento da valutare con attenzione, mantenendo separati il ruolo e la proprietà pubblica (dello Stato) dei beni culturali, evitando che si creino percorsi o società speculative che nel nostro Paese hanno creato solo danni e malaffare. Un clichet già visto con lo spezzatino dei grandi gruppi e di società pubbliche, ceduti ad ex amministratori poi alla guida (coincidenze?) di piccoli gruppi privati. Non hanno creato reddito, lavoro, ma solo illegalità e profitto per pochi. Vade Retro….