E perchè no? Macroregioni per recuperare efficienza, organizzazione e liberarsi dagli squilbri degli opportunismi politici di bassa lega, che in Basilicata stanno producendo spopolamento, emigrazione di giovani e povertà nonostante le potenzialità di risorse come acqua,petrolio, gas, ambiente e cultura. La provocazione e la nascita di un comitato per le macroregioni va visto con attenzione sopratutto in una regione con due sole province, ma con un peso spropositato verso Potenza rispetto a Matera. La terza provincia, Melfi, avrebbe bilanciato il peso contrattuale. E invece abbiamo assistito e continuiamo ad assistere a un accentramento di funzioni e poteri, che hanno impoverito la regione. Responsabili? Nessuno, naturalmente. La nostra forza avrebbe dovuto essere il decentramento per aggregare le aree marginali delle regioni vicine che, guarda caso, dal Vallo Di Diano alla provincia di Taranto vorrebbero con un referendum prima e con una legge parlamentare, poi, unirsi alla Basilicata. Nei fatti le cose stanno diversamente e il disagio, in una popolazione in continua diminuzione, c’è tutto. Hai voglia a dire stiamo uniti,quando al tavolo della ripartizione di fondi che dovrebbe puntare sul priorità ed esigenze di territori si guarda, piuttosto ai collegi elettorali, con la complicità dei venduti e degli svenduti di turno. La nota diffusa da Io Sud e Matera Si Muove è un ulteriore contributo a guardarsi intorno, che si tratti di Macroregioni o di aree metropolitane. Ridisegnare riferimenti per omogeneità, cultura e vocazioni sono un dato di fatto. E Matera 2019, comunque la si prenda, aldilà di liberalità e buonismi di maniera confermano che il futuro appartiene ai cittadini, a quelli che ragionano con la propria testa e non l’hanno portata all’ammasso da nessuna parte. Nella foto una ipotesi della Penisola ripartita in 12 macroregioni. La provincia di Matera con la Terra d’Otranto…e quella di Potenza tra Campania e Calabria. E’ la storia e i fatti che lo dicono. Dibattito aperto.

MEZZOGIORNO: IO SUD E MATERA SI MUOVE ADERISCONO A COMITATO PER MACROREGIONE

Il Movimento “Io Sud” di Adriana Poli Bortone e il movimento civico “Matera si muove” di Pasquale Di Lorenzo hanno aderito al comitato per la macroregione del Mezzogiorno. lanciato ieri a Napoli da movimenti meridionalisti e leader politici di Forza Italia, dal senatore Gaetano Quagliariello, dall’ex governatore della Campania, Stefano Caldoro.

 

“È un tema che trattiamo sin dalla nascita di Io Sud nel 2009 – afferma Adriana Poli Bortone –  nell’ambito di una riforma istituzionale e costituzionale che, senza intaccare l’unità d’Italia, operi una riduzione delle attuali regioni in 5 macroregioni ciascuna delle quali con la sua specificità. La riduzione dei costi, questa sì che sarebbe davvero evidente, eliminando parecchi pesi: malasanità e agenzie con costi ormai insopportabili, soprattutto per i cittadini delle regioni meridionali. In questo modo si contribuirebbe concretamente ad una forte riduzione del debito pubblico e quindi ad investimenti che facciano crescere l’occupazione. Occorrerebbe riprendere anche il tema che pure Tremonti aveva abbozzato di una banca del Sud che, nelle valutazioni di merito, sia vicina alle esigenze del Mezzogiorno d’Italia. Nei prossimi giorni daremo vita a banchetti per la raccolta delle firme con la certezza di avere larga adesione da parte dei meridionali e di tutti i meridionalisti. Da iscritta a Forza Italia ritengo che il movimento, non solo non confligga con gli interessi del partito, ma anzi dia a questo maggiore forza e rispetto all’attenzione che intende dedicare al Sud della nazione,” chiarisce la senatrice Adriana Poli Bortone.

 

A Io Sud si affianca il movimento civico di Pasquale Di Lorenzo di Matera “Matera si muove”, di recente passato all’opposizione in amministrazione comunale per forti divergenze politiche in merito alla gestione arrogante e priva di prospettive di decollo del territorio, del Pd.

“È una iniziativa quella di Quagliarello, Caldoro e della Poli Bortone, – ha specificato Pasquale Di Lorenzo –  che dà realmente speranza all’intero territorio meridionale che può assumere un suo protagonismo mettendo da parte fastidiose incrostazioni e sacche di clientele e vassallaggi che hanno pesantemente influito sull’immagine negativa del Mezzogiorno d’Italia a causa di oggettivi sprechi ed inefficienze. Siamo pronti a partire con l’ausilio di un gruppo di giovani entusiasti e desiderosi solo di poter trovare per merito i loro spazi occupazionali”