Al momento non ci sono comunicazioni preventive da parte della presidenza del consiglio dei ministri, per gli eventuali sopralluoghi organizzativi, in vista della preannunciata visita a Matera del presidente Matteo Renzi. C’era stata una prima data possibile per il 9 gennaio, poi le opportunità del 16 e del 23 con l’annuncio in tv del capo di governo che si sarebbe recato prima a Caserta, cosa avvenuta, e poi nella Città dei Sassi.

Nessuna certezza e si sa che le visite, sia pure limitate a poche ore, vanno messe a punto per tempo. Si ipotizza un programma di massima, che coinvolgerà Comune, Regione Basilicata e Fondazione Matera-Basilicata 2019, che consisterebbe in un incontro istituzionale o in un consiglio comunale aperto, da tenere all’auditorium o la teatro Duni, sulle opportunità aperte da Matera capitale europea della cultura per il 2019, che investe il Mezzogiorno, e il programma di promozione dei beni culturali e turistici del Bel Paese nel segno di ‘’ Italia 2019’’.

Tutto da vedere e in relazione alle disponibilità del presidente del consiglio dei ministri, che in questo momento è oberato di impegni e di non pochi grattacapi in Italia e all’estero, che lascerebbero prevedere un ‘’opportuno’’ rinvio ad altra data. Sul tappeto ci sono argomenti che riguardano la Basilicata legati al referendum sulle estrazioni petrolifere e alla autonomia decisionale del governo nel rilascio delle concessione. Una eventualità, ricordiamo, non ancora definita ma che tiene vivo l’interesse di Regioni, partiti, associazioni ambientaliste e compagnie petrolifere.

La visita di Renzi a Matera porterebbe a Matera una cospicua rappresentanza di movimenti contro le trivelle, contribuendo ad accrescere il clima non certo dialettico tra Governo e territorio. Per cui… meglio lasciar raffreddare la questione. E poi ci sono le attese per Matera 2019. Nella legge di stabilità sono state annunciate risorse per la città e per quel programma, ma non conosciamo ancora tempi e modalità di erogazione di risorse e sulla deroga a spesa e ad assunzioni per far funzionare la macchina comunale.

Una deroga che è legata a quanto richiesto all’Unione Europea, ‘’perplessa’ ‘ se non in ‘’parte contraria’’ a concedere flessibilità e credito al BelPaese. Il presidente del consiglio dei Ministri dal canto suo, e fa bene, tiene duro e invoca autonomia decisionale e governativa tirando fuori i risultati raggiunti e chiedendo all’Europa di investire per lo sviluppo, anzicchè continuare a portare avanti la politica finanziaria e di austerity legata a paesi dalle economia forti ,come la Germania.

Un gioco delle parti che mette in luce più di qualche nervo scoperto, vedi polemica con il presidente della commissione U.E Jean Claude Junker alla quale risponde, periodicamente, in maniera rassicurante, il ministro dell’economia Pietro Carlo ‘’Pier Carlo’’ Padoan.

Finita? Macchè. E ancora è in piedi la questione delle Unioni civili che sta diventando argomento da campagna elettorale, insieme alla conflittualità sulla questione morale tra Pd e il Movimento Cinque Stelle in vista delle imminenti elezioni amministrative. Politica in movimento a livello nazionale e locale, con i partiti impegnati a consolidarsi al proprio interno e rinviando a tempi migliori il posizionamento di forze e correnti, Basilicata compresa.

Verifiche? Rimpasti? Se ne riparlerà quando le condizioni lo consentiranno, a Matera come a Potenza. La visita di Matteo Renzi è anche questo. Ma c’è tempo per parlarne. Magari più in la. Attendiamo un tweet…se in Prefettura e quindi al Comune e in Regione arriveranno nelle prossime ore da Matteo Renzi disponibilità ufficiali.