Nove mesi per un parto rinviato e prossimo all’aborto viste le ”sviste e i rinvii calcolati”, nelle strategie politiche locali e regionali, che hanno fatto dell’ufficio di presidenza del consiglio comunale di Matera quasi una zona franca. A denunciare il caso è il portavoce del M5S al Comune, Antonio Materdomini, che è tornato alla carica sulla questione nell’ultimo consiglio comunale ma senza risposte accettabili. Ma non demorde e in occasione della protesta del #tuttiacasa nel piazzale del Comune, con alcune decine di simpatizzanti, cittadini e rappresentanti di altre forze politiche come Liberi e Uguali, è tornato sulla questione. ” E’ da giugno scorso e in coincidenza con la nascita del governissimo – ha detto Materdomini- che nell’ufficio di presidenza (composto dal presidente Angelo Tortorelli, e dai consiglieri Nunzia Antezza e Rossella Rubino,non ci sono rappresentanti delle minoranze. Prima c’era Nunzia Antezza (PD) a rappresentare la minoranza che è ora è di maggioranza nel governissimo. All’opposizione ci sono io, il consigliere Manicone, per esempio. Ma nessuno della minoranza è rappresentato. Si parla di staffette, alternanze che investono altri contesti e strategie, ma il dato di fatto è che l’ufficio di presidenza è monco e quindi tutti gli atti approvati sono da considerare nulla per questo vizio di forma e di sostanza che dura da nove mesi. Naturalmente non ce ne staremo con le mani in mano e le contraddizioni devono emergere”. Un riferimento preciso ad andare avanti …con tutte le conseguenze, a sentire Materdomini, che la cosa comporta. ” Le giunte guidate da Raffaello De Ruggieri -ha detto  il portavoce pentastellato-fino alla nascita del governissimo con il Pd e alle ultime polemiche davvero forti tra Matera si muove e Partito democratico, confermano che la richiesta affinchè tutti vadano a casa è giusta e non è più rinviabile. Stiamo rimediando una figuraccia, frutto di giochi e strategie locali e regionali delle quali la gente è stufa. Tutti a casa e ben venga il commissario a tutti i livelli. Matera 2019 doveva essere un progetto autonomo, sotto gli aspetti decisionali per la nostra Città, ma coinvolgente con il territorio  e invece siamo fermi allo striscione che campeggia sulla facciata del Municipio, ormai sbiadito ” Matera città candidata capitale europea della cultura 2019”. Che figura! Ci sono dei responsabili e non solo a Matera che hanno rovinato tutto. La gente non ne puo’ più e il voto del 4 marzo scorso lo ha confermato”. Già il 53 per cento dei suffragi ha fortemente ridimensionando il Pd in particolare . Siamo alla frutta…anzi finita anche quella, frullata nella marmellata rancida di prugne del governissimo…sul quale in tanti recitano il ‘ mea culpa”. Troppo tardi. Togliete il disturbo se avete dignità e senso di responsabilità. Ne dubitiamo. A novembre si vota per le regionali e nessuno ha intenzione di andare a casa, alla vigilia e in un clima deludente e torbido ( ci riferiamo sempre alla trasparenza) che annuncia il 2019.