E’ anche “dall’emergenza ambientale e idrica del Metapontino” che Liberi ed Uguali di Basilicata trae la “conferma della chiusura di un ciclo politico e della necessità delle discontinuità” nel centro-sinistra della nostra regione.

Lo scrive nel comunicato che segue Antonello Molinari, la voce narrante lucana delle posizioni dell’organizzazione che fa capo a livello nazionale a Pietro Grasso.

Una denuncia feroce di un sistema clientelare che sarebbe alla base di tutte le distorsioni, ultima questa dell’Itrec e idrica del Metapontino, in essere nella nostra regione ascrivibili a quel PD di cui pur larga parte dei dirigenti di LeU hanno fatto parte sino a qualche mese fa.

E se è vera una così radicale accusa, davvero si pensa che quel grumo possa essere tagliato e convertito in qualcosa di profondamente diverso (e credibile agli occhi dei lucani) nei pochi mesi che ci separano dal rinnovo del Consiglio Regionale?

LeU dovrebbe essere forse un più chiaro ed intellegibile sul suo futuro prossimo, sulla definizione di un suo profilo netto di sinistra e non così ambiguamente declinato in un distino “centro-sinistra”, nonchè sulle sue alleanze elettorali anche del prossimo novembre.

Non sappiamo se tra chi traccia i suoi scenari futuri vi sia abbastanza consapevolezza del timore diffuso -proprio in larga parte dei suoi militanti- di una letale alleanza (magari con caminetti già in essere) con questo PD così maleficamente dipinto.

Ma ecco a seguire il comunicato stampa a firma di Antonelo Molinari:

DALL’EMERGENZA AMBIENTALE E IDRICA DEL METAPONTINO LA CONFERMA DELLA CHIUSURA DI UN CICLO POLITICO E DELLA NECESSITA’ DELLA DISCONTINUITA’

“Un sistema di potere ripiegato meramente sulla gestione e sulla velleitaria raccolta del consenso non può che produrre danni alla Basilicata, compromettendone seriamente le prospettive di sviluppo e, forse, addirittura di futuro.

Le perverse logiche clientelari, che stentano ad essere accantonate, e la promiscuità di ruoli e funzioni tra controllori e controllati, troppo spesso hanno determinato scelte al ribasso nella designazione dei dirigenti di importanti aziende pubbliche, tese più a premiare la fedeltà del nominato nei riguardi del designatore che a valorizzare competenze e professionalità d’eccellenza, soprattutto in settori delicati quali l’ambiente e la sanità, che impattano direttamente sulla salute dei cittadini.

E’ senz’altro meritoria l’azione di tutela esercitata dalla Magistratura che ha recentemente disposto il sequestro d’urgenza di tre vasche di raccolta delle acque di falda e di una condotta di scarico dell’impianto Itrec di Rotondella gestito dalla Sogin, nell’ambito dell’inchiesta su una presunta contaminazione delle acque sversate nel mar Jonio.

Purtroppo, non c’è una corrispondente consapevolezza da parte delle altre istituzioni e degli organi preposti alla vigilanza ed alla prevenzione che continuano a sottovalutare la gravità della questione ambientale in Basilicata, con il sistema politico oggi al comando della nostra regione che continua ad essere avvitato su sé stesso, preso a disquisire unicamente di assetti di potere prossimi venturi, ignaro che- se non vi sarà una netta e chiara discontinuità di metodi, persone ed azioni- questi esercizi autoreferenziali risulteranno puramente accademici ed a Novembre l’unico bis che ci sarà riguarderà l’esito delle elezioni, analogo a quello del 4 marzo.

Non è d’altronde una logica tutta politicista quella che rischia di compromettere la formidabile opportunità di Matera 2019, a causa dei ritardi accumulati e dei dubbi di legittimità che gravano sulle modalità di nomina del Presidente della Fondazione?

Nel frattempo, 100.000 cittadini del Metapontino da diversi giorni non possono usare l’acqua a fini potabili e devono fronteggiare il concreto rischio del collasso di un’intera economia, che doveva rappresentare il volano per lo sviluppo turistico ed agricolo della nostra regione.

Nel metapontino, infatti, si è di fronte ad una vera e propria emergenza sociale ed ambientale, che non può essere affrontata con il deleterio gioco dello scaricabarile tra il gestore del servizio idrico, Acquedotto Lucano, e gli organismi preposti al controllo, Asm ed Arpab, che tardano a rendere noti gli esiti dei prelievi effettuati o, peggio, litigano tra di loro sulle rispettive responsabilità, con la Regione, a cui tutte queste aziende fanno riferimento, a recitare il ruolo di spettatore inerte.

Ai Sindaci dei Comuni costretti ad emanare le ordinanze di divieto d’uso potabile dell’acqua ed alle popolazioni del Metapontino che rappresentano è doveroso esprimere piena solidarietà per i disagi che stanno subendo, che rischiano di provocare un colpo letale al tessuto economico, produttivo e sociale di una delle aree territoriali più fiorenti e dinamiche della Basilicata.
Se- nella sottovalutazione della gravità delle fonti d’inquinamento del mare, dell’acqua e dell’ambiente nel litorale jonico lucano- ci sono responsabilità di gestione, e/o anche politiche, che emergano chiaramente e si assumano i consequenziali provvedimenti per restituire un minimo di tranquillità alle comunità interessate.

Dal canto suo, il centrosinistra, se vuole davvero rigenerarsi con i fatti e non con le parole ed avere ancora possibilità di successo alle elezioni regionali del prossimo autunno, ammetta coralmente che si è definitivamente chiuso un ciclo politico e permetta l’avvio di una reale nuova stagione politica in grado di recuperare fiducia e credibilità nel popolo lucano.”

Antonello MOLINARI