Peggio di tangentopoli del ’92.

Napolitano è giustamente preoccupato che la indignazione popolare verso i fatti corruttivi di cui è piena la cronaca, porti alla generalizzazione e alla disaffezione dalla politica.

Non bisogna generalizzare, ma la stampa non aiuta a distinguere. Non tutti i politici e non tutti i partiti sono corrotti, ma la stampa sembra alimentare l’idea che sono tutti uguali, che rubano tutti. Questa idea sbagliata serve a proteggere chi ruba davvero nella cortina fumogena del ruban tutti. Cortina alzata apposta per impedire all’opinione pubblica di distinguere fra chi ruba e chi NON ruba.

Per esempio lo scandalo immenso di Roma Capitale vede coinvolto l’entourage della destra anche estrema (quelli che scrivono sui muri “Mussolini non rubava” – Lui), il PDL,  e in minor parte esponenti PD, ma non solo non viene ben chiarito che questi approdano al PD, dopo numerosi cambi di casacca, provenendo da mondi cattolico, da PDL da Udeur da Margherita, ma sembra invece che ci sia il PD nelle questure e che sia Marino il colpevole di tutto e che comunque so’tutti uguali. È singolare che circoli massicciamente, anche nel web, la foto di inquisiti a cena col ministro e un paio di esponenti PD, proprio a rimarcare l’errato messaggio che sia il PD il corrotto e che comunque so’ tutti uguali.  Fa comodo a tanti lasciarlo credere, ma invece NON SONO TUTTI UGUALI.

Da Tangentopoli in poi, gli scandali hanno riguardato ruberie del pentapartito DC PSI PLI maxime del PSDI che vide inquisiti praticamente tutti i segretari del partito, e poi del CAF, della destra e del centro cattolico e anche della emergente Lega con i famosi 200 milioni.
Non tutta la politica si dimostrò corrotta: solo una parte della politica.
Il PCI, non fu coinvolto in Tangentopoli, salvo (e basta!! con) la pagliuzza del compagno G, che non può autorizzare, nella sua marginalità, a dire “tutti uguali”.

Più vicini ai nostri giorni sono gli scandali  MOSE (Lega e PDL), EXPO 2015, (PDL) fondi dei partiti (Lega e famiglia, PDL er Batman) Protezione Civile, G8 La Maddalena, G8 L’Aquila New Town, Regione Lombardia e Piemonte e Abruzzo: ebbene tutti, sempre, massicciamente, riguardano il PDL e la Lega.

Basta sfogliare i giornali e risvegliare qualche ricordo per valutare quanto marginale sia il coinvolgimento di esponenti della sinistra negli scandali nazionali e locali e come, quando il malaffare ha lambito il PD, salvo rarissimi casi, si sia trattato quasi sempre di ex democristiani finiti nel PD, basti pensare al tesoriere della Margherita.
Eppure, la vulgata vorrebbe che siano tutti uguali, tutti corrotti. Ma non è così.

In Italia dobbiamo convincerci che i politici  non sono tutti uguali: molti, moltissimi politici non rubano, non si arricchiscono, non trafficano, non si lasciano corrompere.
Chi non è in vendita, fa paura: per questo c’è interesse a lasciar credere siano tutti uguali.

L’Italia deve capire che ci sono politici onesti e a essi affidare la guida del Paese.
Se ciò non dovesse accadere, il Paese, la democrazia, sarebbero irrimediabilmente condannati.
Ma è urgentissima una svolta nella selezione del personale politico: i partiti, almeno quelli che possono farlo, debbono allontanare i personaggi discutibili, di moralità dubbia, dai precedenti oscuri e acquisire nei ranghi decisionali e nella amministrazione della cosa pubblica persone rispettabili e capaci, non corruttibili, non in vendita. In Italia ce ne sono, ma negli ultimi decenni si sono o sono stati allontanati dalla politica.
La politica inoltre deve promuovere una selezione rigorosa dei ruoli amministrativi del Paese, stanare i corrotti e prevenire il diffusissimo fenomeno della mazzetta con provvedimenti specifici.
E’ quasi tardi, ma forse si fa ancora in tempo.