Francesco Paolo Manicone, consigliere comunale di Matera che ha fatto della coerenza una regola di vita, proprio non ci sta e ha battuto i pugni sul tavolo, dimettendosi dalla presidenza della commissione ambiente a quanto pare per le vicende dell’Osservatorio Ambiente , una realtà che marcia al rallentatore per i tanti temi che rischiano di far saltare tante situazioni ed equilibri regionali. L’ingegnere,eletto nelle liste di Osiamo per Matera del candidato sindaco Angelo Tortorelli, ma autonomo nelle scelte (ricordiamo le battaglie sulla vicenda delle emissioni ambientali su vari impianti) come aveva fatto quando nella passata consigliatura, quando militava nel Pd, non si sbottona e si limita a commentare con un ” Io sono un uomo libero e coerente.E mi impegno per la città…” . Una frase lapidaria che lascia trapelare malcontento e disagio per la piega che starebbe prendendo la verifica infinita (si era partiti da una risposta in 48 ore) per la ricomposizione della giunta, con alcune anime della maggioranza che hanno chiesto un cambio di passo fissato,inizialmente, nella riduzione da 9 (su questo non cambia nulla) a sei assessori , con azzeramento delle deleghe, delle spese dello staff del sindaco, nell’ingresso in giunta di Maridemo Giammetta referente su Matera della campagna elettorale per Pittella e in un elenco di priorità programmatiche, che impongono a valle riposizionamenti a catena nell’Arca d Noè, l’eterogenea maggioranza che due anni fa ha eletto il sindaco Raffaello De Ruggieri. Una situazione che va avanti con trattative tra alti e bassi e con la sfida del sindaco Raffaello De Ruggieri all’insegna del celeberrimo ” Ci vedremo a Filippi..” e cioè in sede di approvazione del bilancio, fissato al 28 marzo. Ufficialmente non ci sono pressioni regionali, co la presa di posizione – riportata da alcune testate. del presidente della giunta regionale Marcello Pittella- di non intervenire nelle vicende dei Comuni di Potenza e Matera. E del resto con lo sconquasso correntizio in casa Pd e nella corrente renziana conviene stare tranquilli e vedere come va a finire. Acque stagnanti anche per vicende sulla trasparenza gestionale e statutaria (ci sono tre interrogazioni parlamentari) della Fondazione ” Matera- Basilicata 2019” , sulla quale si torna a parlare di nuova governance e di un coinvolgimento del presidente della Fondazione Sassi Vincenzo Santochirico, di altre situazioni compensative di visibilità per questo o quel consigliere , sospese o pendenti come quella dell’Ente Parco della Murgia, dove lo stesso ing Paolo Manicone (ricordiamo) è stato candidato per il Comune di Matera. Tante gocce, in definitiva, che avrebbero fatto traboccare il vaso, senza dimenticare la storia della coperta troppo corta tirata anche da piccoli componenti della coalizione come i Popolari per Matera, rimasti finora fuori da ogni tipo di visibilità e responsabillità. A questo aggiungiamo le prese di posizione di esponenti regionali e locali di non toccare gli attuali assessori, in vista del voto alla Regione e alle Politiche, a cominciare dalle componenti femminili. La palla torna nelle mani del sindaco (appassionato di basket) al quale si chiede autonomia e di essere libero nelle decisioni. Quasi una provocazione di Paolo Manicone ”uomo libero”, ma scomodo, poco funzionale a giochi e compromessi di bassa lega politica. Domani,intanto, consiglio comunale con l’inevitabile richiesta dai banchi delle opposizioni sullo stato del confronto tra Raffaello De Ruggieri, che tira dritto per la sua strada, e le componenti della coalizione che hanno chiesto il cambio di passo Angelo Cotugno e Saverio Vizziello ( Matera Capitale), il presidente del consiglio comunale Angelo Tortorelli (Osiamo per Matera), Angelo Lapolla e Rossella Rubino ( De Ruggieri Sindaco). Altro dibattito altra attesa fino al 24 marzo. Il consiglio passerà, perchè non conviene a nessuno andare sfasciare tutto e andare a casa. E poi arrivano Le Palme, con il ramoscelo d’Ulivo della Pace, e i due appuntamenti di maggio con la visita dei ministri economici del G7 e degli amministratori del Mezzogiorno con il presidente del consiglio dei ministri Paolo Gentiloni. Per quella data dall’Arca di Noè deve uscire uno stormo di colombe…I falchi,invece, devono restare sulla tolda in attesa di tempi migliori.