E alla fine è stata la pioggia (pur essendo cessata nel pomerigio) a fornire un’ottimo assist per sospendere (rinviando a data da destinarsi) i due dibattiti in programma nella seconda serata (quella conclusiva) della festa del PD materano. Sarebbe stato davvero da autolesionisti ripetere la mesta esperienza della serata precedente.

Certo che bisogna essere invisi persino al meteo, se in una estate così lunga e torrida si arriva a beccarsi proprio le primissime piogge…. nei due unici giorni  contemplati in tal senso dalle previsioni.

Altro che “festa bagnata festa fortunata”. Qui più che “piove governo ladro”  ci sembra sia più azzeccato gridare al “piove sul bagnato”, tenuto conto delle circostanze che hanno fatto la “festa” alla “Festa de l’Unità”…e scusate la cacofonia (ma che ci sta tutta, tenuto conto dell’olezzo che ha imperversato per tutta la prima giornata sulla Città).

Una festa mesta, dicevamo, che più mesta non si può, al netto della parte musical-spettacolare che ha raccolto un pò di gente in quella Piazza S. Giovanni materana che (per capienza) è l’esatto opposto di quella storica romana delle grandiosi manifestazioni sindacali e della sinistra. Non particolarmente difficile, quindi, da riempire per il potente “partito regione” e dal parterre di big schierati nei dibattiti.

Invece, nella giornata di venerdì, impietose foto che giravano sul web, ma che era possibile verificare recandosi “on side” davano conto di una platea semi deserta. Poche decine di persone ad assistere ai due dibattiti in programma. Le sedie disposte sotto il palco quasi totalmente vuote.

Non sappiamo quale sia la/e ragione/i che gli organizzatori individueranno come causa/e di questa scarsa affluenza ad una iniziativa che pur si presentava con l’ambizioso obiettivo di incontrare il popolo in un confronto fattivo. Ed immaginiamo in primis il popolo del PD, considerato che c’erano dibattiti proprio incentrati sulle problematiche condizioni di convivenza interna.

Il segno di una disaffezione per la scelta del governissimo cittadino? Oppure per l’andamento non certo brillante del governo regionale? Oppure ancora per la disillusione di una narrazione nazionale naufragata sulla dura realtà di quel 4 dicembre scorso?

Di certo non era un bel vedere quel dibattito in cui Lacorazza diceva a Muscaridola cosa fare, Giuzio rinfacciava a Lacorazza le dichiarazioni antivaccini di Emiliano e Muscaridola -a sua volta- che replicava a Lacorazza di guardare alle contraddizioni proprie e quelle in salsa potentina.

Insomma, non sembrava proprio una grande sforzo di ricerca di ciò che unisce, ma piuttosto l’appigliarsi spasmodico  a tutto ciò che tornava utile per punzecchiare chi pure (incredibile ma vero) è un compagno (non nell’accezione antica, ovviamente) di partito.

Se questo è un partito…..diventa davvero difficile percepirlo come tale da fuori e forse ancora di più da parte di chi ci sta testardamente ancora dentro.

E questo, al di là, della condivisione o meno delle politiche portate avanti non è un bene  per la democrazia che per funzionare, piaccia o non piaccia, ha maledettamente bisogno di partiti veri.

Non di assemblaggi improbabili, uniti sotto un logo, utili solo a presentarsi alle elezioni e garantire un posto al sole al tizio o caio di turno.

In piazza San Giovanni per camminare insieme verso verso il 2019″ recitava il post sulla bacheca facebook del segretario cittadino del PD che annunciava la festa….ci pare che servirà molto lavoro ed impegno per evitare che sia una camminata solitaria.

Non buona la prima…..speriamo che vada bene la seconda (quando e se ci sarà).