Potere al Popolo è da tempo impegnato nella denuncia del sistema di speculazione che si è sviluppato e consolidato in Basilicata con l’avvento dell’eolico, incentivato dallo Stato, con l’alibi di promuovere le energie rinnovabili.”

Comincia così il comunicato stampa diffuso da Potere al popolo di Basilicata che così prosegue:

“Dalle installazioni di impianti, così detti mini-eolici (pale alte circa 40 – 50 metri) che interessano, ormai, tutti i versanti della città di Potenza, nonché, pericolosamente, la viabilità principale, secondaria e persino il raccordo Potenza –Sicignano, si passa al cosiddetto maxi-eolico (mostruose croci alte fino a 150 metri e oltre).

La devastazione di boschi, paesaggi e alture (Pietragalla) non si ferma neanche nei territori a forte vocazione cerealicola come nel caso delle selve eoliche autorizzate tra Oppido, Tolve, Genzano, Banzi, Palazzo e Forenza. La presenza in Basilicata di personaggi come Domenico Cerruti e Oreste Vigorito assume caratteri inquietanti.

L’affare eolico non si limita solo a devastanti installazioni di croci, che privano di quiete e del diritto a vivere nelle proprie case le comunità locali, ma attira grandi colossi come Terna – il proprietario principale della Rete di Trasmissione Nazionale italiana dell’elettricità in alta e altissima tensione.

La costruzione della “Trasversale Lucana”, un elettrodotto faraonico, finanziato con i fondi europei dalla Regione Basilicata, servirà a immettere in rete la produzione degli impianti di energia da fonti rinnovabili, in particolare eolico, autorizzati o in corso di autorizzazione, ed è soprattutto fonte di ossigeno per l’eolico selvaggio.

La rete si sviluppa da Avigliano-San Nicola di Pietragalla e attraversa diversi Comuni (Potenza, Vaglio, Tolve, Oppido e Genzano) per connettersi infine all’elettrodotto Matera-Santa Sofia ai confini con la Puglia, con diverse stazioni elettriche.

Terna opera in un regime di monopolio naturale e svolge un servizio per la trasmissione e il dispacciamento dell’energia elettrica sul territorio nazionale e gli interventi in corso di realizzazione nei territori di Oppido e Tolve, sono stati autorizzati dalla Regione Basilicata e dai Comuni interessati.

Nonostante la scadenza del termine di validità del Giudizio Favorevole di Compatibilità Ambientale e del termine di ultimazione dei lavori, 12 marzo 2018, Terna continuava a lavorare indisturbata. Fino a quando, pressata dalle proteste dei cittadini, dalle ripetute denunce di Antigone, dei comitati No eolico e anche, in parte, grazie alle nostre, sospende i lavori il 7 giugno 2018.

Soltanto a sospensione avvenuta, i Comuni di Tolve e Oppido Lucano emanano un’ordinanza di sospensione dei lavori. Con colpevole ritardo. Intanto, la Regione tace.

Le due ordinanze sono firmate dai responsabili dell’area tecnica, mentre i sindaci continuano a non esprimersi. Dunque la questione non è solo tecnica: è soprattutto politica. Le ordinanze, quindi, sono state emesse a devastazione già compiuta e hanno il sapore della beffa!

Potere al Popolo chiede alla Regione Basilicata (Giunta e Consiglio Regionale) e ai Sindaci dei Comuni di Tolve e Oppido di dimostrare coerenza e di sospendere definitivamente ogni altro lavoro, intervento o opera sia da parte di Terna che delle altre società installatrici di croci eoliche nei territori citati e di programmare la bonifica e il ripristino dello stato dei luoghi.

Su tutta la devastazione attuata dall’eolico in Basilicata, chiediamo che venga immediatamente approvata una moratoria definitiva, avendo già pagato un prezzo troppo alto e avendo superato da tempo la quantità di energia rinnovabile spettante per legge alla Basilicata.

Noi ribadiamo la nostra denuncia al Presidente della Regione, alla Giunta, al Consiglio Regionale e ai Sindaci sulla loro colpevole assenza, sui ritardi e sulle carenze legislative, e chiediamo l’attuazione dei più basilari principi costituzionali. Siamo con le comunità locali e i cittadini colpiti da tale invasione e saremo al loro fianco in ogni iniziativa, presidio o azione vorranno intraprendere nei prossimi mesi.