Anche i seggi ora emigrano dal Sud al Nord, seguendo il flusso dei nostri conterranei che continuano ad essere costretti ad abbandonare la propria terra, nonostante ricchezze come il petrolio abbondino.

Infatti, sulla scorta dell’andamento demografico, nell’attività di ridisegno dei collegi a seguito dell’approvazione del Rosatellum, si sta procedendo (con una commissione tecnica, presieduta dal titolare dell’ISTAT, presso la Presidenza del Consiglio) ad adeguare anche la distribuzione degli stessi in base alla nuova fotografia dei residenti scattata dal censimento generale della popolazione del 2011.

Ebbene, sembrerebbe che, in base a tale nuova distribuzione dei residenti alle prossime elezioni politiche il sud cederà al nord (oltre che braccia e cervelli) anche 8 o 9 deputati in più, che saranno ovviamente sottratti al Sud. E’ la legge dei numeri bellezza.
La Basilicata rischia di perdere la fetta maggiore. Si parla di 4 o 5, mentre la Sicilia e l’Umbria dovrebbero cederne due a testa.

Per il Senato si tratta di variazioni più modeste, al massimo della cessione di un solo senatore.

Ovviamente questa è solo la base di partenza, oltre ai collegi del Mattarellum del 1993, per la emanazione del decreto legislativo che sarà trasmesso alle Camere.

Ma chi ci guadagnerebbe? Sembra che ad avvantaggiarsene sarebbero la Lombardia e Veneto (+3 a testa), oltre all’Emilia (+2).

Ovviamente ciò comporterà in tali regioni una ridefinizione dei collegi e delle circoscrizioni, operazione non proprio indolore dal punto di vista politico, tenuto conto che la delega dà la possibilità al governo di scostarsi dalla media della popolazione fino al 20% in eccesso o in difetto.

Criteri elastici che c’è da giurarci scateneranno una guerriglia non indifferente per le ricadute che avrà sui territori a beneficio di questa o quell’altra forza politica più o meno lì insediata.

Tempi stretti, comunque, con la commissione Affari costituzionali della Camera che sembra abbia già in calendario per il 20 novembre il rilascio del proprio parere al decreto legislativo.

Nel mentre il senatore Margiotta gia’ rassicura, la Basilicata ne perdera’ massimo due deputati e (ovviamente) nessun senatore come da Carta Costituzionale.