Con una affollatissima iniziativa, ieri sera a Matera, è stata inaugurata la sede di “Articolo Uno – Mdp”. Tanti i militanti e i simpatizzanti, con la presenza massiccia dei principali leader di questa nuova formazione nata dopo la fuga dal PDR, che hanno assistito al taglio del nastro di un locale che si è rivelato essere troppo piccolo per contenere i convenuti.

Infatti la serata non era dedicata solamente al momento inaugurale della nuova sede, ma era anche la data fissata per l’assemblea provinciale che aveva il compito di discutere ed eventualmente emendare il documento nazionale posto alla base di questa nuova avventura e che sarà discusso nell’assemblea nazionale del 19 novembre a Roma, ore 10,00 presso lo Spazio Roma Eventi – via Alibert 5.

Un percorso, disegnato dalla direzione nazionale del 7 novembre scorso, in vista delle elezioni politiche.

La prima tappa di questo percorso sarà l’assemblea che si terrà a Roma il 19 novembre – ore 10 presso lo Spazio Roma Eventi – via Alibert 5 (metro Piazza di Spagna).

Durante l’Assemblea nazionale del 19 verrà approvato questo documento, nel mentre si lavora insieme a tutti gli interlocutori – partiti, associazioni, movimenti, personalità – per condividere un programma comune e una vera alleanza politica da proporre agli elettori delusi della sinistra italiana. Un lavorio che si svolgerà sin dalla fine della successiva settimana.

Il dibattito è stato introdotto da Pinuccio Dalessandro (coordinatore provinciale)  e da Michele Porcari (Presidente del comitato promotore), quindi, a seguire ci sono stati numerosi interventi, prima delle conclusione del coordinatore nazionale Roberto Speranza. Erano presenti anche Filippo Bubbico, Vincenzo Folino.

Questo il link al documento discusso: https://www.articolo1mdp.it/assets/uploads/2017/11/Stampa_Cambiare-lItalia_nosegni.pdf

Nonostante le migliori intenzioni si respirava un’aria da reduci (l’età media abbastanza alta) di un’avventura andata a male (il PD), seppure con i migliori propositi per provare a recuperare il danno arrecato alla sinistra italiana, al Paese, che si ritrova ora con un centro sinistra distrutto e con alle porte un ritorno al passato.

Una significativa prova di forza con lo schieramento di una batteria di personalità di peso che hanno percorso da protagonisti i decenni che abbiamo alle spalle. Una ricchezza per la preziosa esperienza di cui una nuova avventura necessita, ma allo stesso tempo un peso  che potrebbe rivelarsi ostico agli occhi di chi, disilluso da questi anni si è rifugiato nel non voto, ma che bisogna convincere a ritornare in campo se si rivuole una sinistra di popolo.

Gestire in un saggio equilibrio queste contraddizioni sarà dirimente per la riuscita per il progetto che si vorrebbe “credibile, solido ed autonomo che punti a riconnettere sinistra e società“.

Molto dipenderà dall’abbandono dei tatticismi, di metodiche dejà vu,  dalla capacità di rendere credibile la reale volontà di andare avanti sulla strada disegnata dai contenuti del documento discusso. Oltre ogni dubbio e/o diffidenza pur presenti nella platea a cui occorre rivolgersi.