Sarà contento il lothar Minniti e i suoi esegeti, proprio come si brinda sulla nave fascista “C- Star” che aveva proprio quest’obiettivo, come festeggiano i leghisti, la destra nostrana e il Di Maio-No-taxi del mare.

Infatti, proprio come nell’economia “la moneta cattiva scaccia quella buona” e così, nel mare nostrum “la mala politica” ha cacciato via le navi delle ONG ree di salvare vite umane.

Le ONG hanno dunque mollato, anche quelle abituate ad operare in zone di guerra. Pensate che opera d’arte è stata compiuta.

Una deriva iniziata con la vergognosa campagna mediatica (i famigerati “Taxi del mare” del supercolto Di Maio) basata sull’avvio di una inchiesta della Procura di Catania che ha al massimo “ipotizzato” il reato di “favoreggiamento dell’immigrazione clandestina” a carico di talune ONG. Un reato che, se Grillo come è solito fare, non avesse cambiato idea all’ultimo minuto, il Parlamento italiano avrebbe già cassato nei mesi scorsi dal Codice penale italiano.

Una deriva poi continuata con la messa in campo di una tenaglia che ha stritolato definitivamente quel poco di umanità che salvava altra umanità disperata in questa zona del Mediterraneo.

Da una parte l’imposizione del codicillo Minniti (pretendere di imporre regole che si sapeva inaccettabili da chi opera in zone di guerra, quindi altro fango addosso a MSF che ovviamente si rifiuta) e dall’altra una rianimazione forzosa della guardia costiera libica che ha così cominciato a sparare (mentre non si dovrebbe mai per convenzione internazionale farlo) sulla “croce rossa” costituita dalle navi delle ONG, completando così il lavoro sporco per conto nostro.

Dunque, tutti contenti. Ora, gli sbarchi sono diminuiti, le ONG sono state allontanate così la smetteranno di coltivare il vezzo di salvare vite umane: una colpa grave di cui si sono macchiate quotidianamente.

E’ una deriva umanitaria prima che politica, un abbruttimento egoistico che riguarda gli italiani e l’Europa, un cedimento alle peggiori pulsioni della destra continentale, di cui una classe politica codarda, incapace di dare risposte ad un problema che non è certo destinato a finire qui, non ha gli strumenti per valutarne le conseguenze disastrose sul lungo periodo. Che è un precipitare verso un buio che abbiamo già conosciuto e troppo presto dimenticato qui in Europa.

Una classe politica incolore, indistinta, preoccupata solo a galleggiare sull’ondivaga ed umorale “opinione pubblica”, incapace di avere idee e progetti di lunga portata (come sarebbe richiesto a degli statisti), senza valori in cui credere e per cui battersi anche contro corrente, anche rischiando l’impopolarità immediata.
L’orizzonte di questa mediocre politica, d’altronde,  è al massimo costituito dalle prossime elezioni. Per cui se la gente, opportunamente incattivita da una disinformazione dilagante, ha paura dell’uomo nero, giù tutti a fare a gara chi gli da addosso più forte.

Destra, sinistra? Bravo è chi riesce a trovare una qualche differenza tra i protagonisti. Tra il PD (per il quale solo l’anziano Scalfari, ancora ieri, si continuava ad interrogare: “Ma Renzi si sente un uomo di sinistra?”) che con Minniti ha realizzato la svolta renzian-leghista “aiutiamoli a casa loro” (a morire lontano da noi ovviamente), fa specie come anche da parte degli auto proclamati costruttori di una nuova sinistra (evidentemente temendo anche loro le urne prossime, confessando così la povertà del progetto) si faccia fatica a smarcarsi da questa “linea dura”. “Pisapia si o Pisapia no“, non può essere il dilemma dei dilemmi di un cantiere che ha l’ambizione di  rifondare la sinistra e non dire nulla su questioni dirimenti come questa. Che tristezza.

Certo c’è Roberto Saviano (http://espresso.repubblica.it/attualita/2017/08/10/news/j-accuse-roberto-saviano-1.307832) che con una chiarezza esemplare pone la questione del rumoroso silenzio della sinistra. C’è, poi, quella frastagliata sinistra che prova a ricomporsi intorno ai contenuti dell’assemblea del Brancaccio  (http://www.huffingtonpost.it/tomaso-montanari/i-migranti-e-il-comma-22-della-sinistra_a_23076039/)  ha -invece- posizioni nette e per questo sottaciute dai media. Ma è ancora poca cosa per fronteggiare l’onda di destra che rischia di travolgere tutto e tutti.

Ed ecco allora riecheggiare tristemente il gaberiano sberleffo (eravamo nel 1995/95) “Ma cos’è la destra, cos’è la sinistra?

Qualcuno vuole rispondere a questo quesito? Si vuole distinguere dalla marmaglia dilagante ed ignorante che sta appestando la nostra democratica società europea che aveva messo alla base del suo essere (dopo la tragedia della guerra mondiale) il rispetto dei diritti umani? C’è qualcuno che ha voglia e coraggio di alzare alta la bandiera della lotta alle diseguaglianze, alla giustizia sociale, con lo sguardo alto oltre il cortile di casa propria? C’è qualcuno che come programma politico ha quello di rimettere al centro di tutto l’uomo?

La regola aurea della politica insegnata ai tempi della buona scuola (quella si) dei partiti di massa era: prima guardare alla situazione internazionale, poi a quella nazionale e quindi a quella locale. Perchè quest’ultima va inquadrata nei precedenti due scenari per essere congrua. Ora, invece, è dalla paura del proprio cortile che si parte. Manca l’analisi e ci si mette l’elmetto. Ed ovviamente così non si può andare molto lontano col cervello.

Magari sarebbe il caso di informare i cittadini che l’immigrazione non è un fenomeno passeggero, che non si estinguerà con il momentaneo respingimento nei campi di concentramento libici delle donne, dei bambini, degli uomini disperati che scappano dall’inferno d’Africa. E’ una tragica illusione.

Che non c’è nessuna invasione in corso: gli immigrati in Italia sono meno dell’1% della popolazione. Che la percezione diversa è colpa della mala gestione dell’accoglienza (oltre 6000 comuni che si rifiutano di ospitare i profughi) e di una campagna razzista non adeguatamente contrastata.

Che i problemi veri: la crisi economica, la disoccupazione, la corruzione dilagante, non è colpa degli immigrati. Loro, poverini, sono usati come fumo nei nostri occhi, proprio per farci dimenticare che quelli sono i nostri problemi veri.

Nel frattempo, come cantavano i partigiani….”Pietà l’è morta“.

E come cantava ancora Gaber “…è evidente che la gente è poco seria quando parla di sinistra o di destra“.