Renzi è uno che non molla. Lo ha scritto: mi dimetto ma non mollo! Nonostante lui stesso ammetta (nell’intervista di oggi al Corriere della Sera) che “Abbiamo dimezzato i voti assoluti rispetto a quindici mesi fa”.

Uno normale a fronte di tale ammissione di disastro sparirebbe dalla circolazione, cambierebbe mestiere…ad avercelo, ovviamente, uno.

Lui no, ancora lì a vaneggiare che “La ruota gira, la rivincita verrà prima del previsto“! E’ evidentemente segnato dalla sua esperienza giovanile di partecipante alla ruota della fortuna, ma qui è in gioco ben altro.

Quello che aveva da dire per dettare la sua linea al PDR lo ha fatto con post sui social ed interviste. Non ha compiuto l’atto più significativo che avrebbe dovuto fare: presentarsi in direzione per dare le dimissioni e provare a dare una spiegazione di questa catastrofe.

Ma anche quì saremmo ad una normalità a cui non si è adusi. Lui è costretto a dimettersi ma è convinto che sia una ingiustizia proprio come per “Calimero“.

Ed allora eccola lì una lettera di dimissioni di circostanza e i suoi fedelissimi a mantenere il PDR sulla sua rotta. Costi quel che costi.

Dare un governo al Paese? Che lo facciano loro M5S e Lega che hanno vinto!

Un Aventino che non sappiamo quanto durerà e quanto reggerà, mano a mano che le settimane passeranno e una qualche soluzione per il governo del Paese il Parlamento la dovrà dare.

E un filo di ragionamento politico che non siano le declamazioni di questi giorni bisognerà pur provare a farlo.

Bisognerà spiegare verso quale soluzione si preferisce sbocchi la ricerca di una maggioranza parlamentare considerato che non ha vinto nessuno, grazie anche alla pessima legge elettorale voluta fortissimamente proprio dal PDR, perchè gli Italiani hanno indicato solo una direzione ma non hanno voluto consegnare a nessuno lo scettro della maggioranza.

Quindi tocca a tutti farsi carico di assicurare il miglior governo possibile per il Paese nella situazione data.

Nessuno pensi di essere escluso da tale responsabilità. Il PD è l’ago della bilancia.

E sarà sua la responsabilità se avremo un governo di destra a trazione leghista, oppure uno a trazione cinquestelle, oppure ancora un minestrone del terzo tipo…o il ritorno al voto.

Appena Mattarella e la voglia dei parlamentari di non andare a casa, faranno prendere coscienza di questa straordinaria golden share c’è da scommettere che i pasdaran cederanno il passo e molti di loro diventeranno colombe.

Dare tempo al tempo….