La scoppola c’è stata e forte nel Pd a livello nazionale e locale anche se alcuni (e non solo nel partito democratico) che già sapevano della malaparata che si apprestava all’orizzonte. si erano già premuniti con un paracadute sicuro altrove,evitando scaltramente di investire un euro nella pista Mattei di Pisticci ( Matera), preferendo la fallimentare ma strategica aviosuperficie di Pontecagnano (Salerno) tra l’altro finanziata con il consolidato strabismo di spesa regionale. Quanto agli sprovveduti, che hanno atteso di scattare al momento opportuno, sono rimasti a casa e stanno lì in silenzio o quasi a chiedere ‘’ e mo’ che mi fate fare?..Sennò col cavolo che metto a disposizione i miei voti (non tanto sicuri come un tempo) per le amministrative’’. E così con la geografia del sottobosco e delle intese per le regionali e le comunali, all’insegna del ‘’ io vado là, ti sostengo, ma poi tu a Matera o a Potenza fai altrettanto’’ siamo arrivati alla prevedibile presa di posizione di presunzione e di arroganza del ‘ t’nim mman tutt nuj’’ ( abbiamo noi le leve del potere) e decidiamo quando, come e con chi cosa fare. Vedremo cosa accadrà nella segreteria di venerdì prossimo. Ma senza azioni dirompenti, come insegna il recente e passato tanto più che il segretario Mario Polese è stato nominato di recente e non avrebbe responsabilità su nomine decise altrove. Il ragionamento non fa una piega e ha il vantaggio di dar tempo di ragionare. Enzo Menzella, vicepresidente di “Iniziativa Popolare’’ e iscritto al Pd chiede senza mezzi termini di procedere a una rigenerazione di quel che resta dell’ex partito -regione con famiglie comprensoriali, supportate  da predellino di correnti, spifferi e opportunisti imbarcati nelle politiche di sostegno e dissesto negli enti locali. Si dovrebbe rompere con il passato e con una svolta chiara, facendo fare un passo indietro a chi ha fatto il suo tempo e scaldato la poltrona del potere per tanto tempo, evitando anche la filiera dei nepotismi di famiglia che sono evidenti.. La rigenerazione chiesta a gran voce da Enzo Menzella, che viene dalla tradizione di mediazione della Prima Repubblica (e non era facile, ma alla fine il buon senso prevaleva), deve scontrarsi con le incrostazioni di questi anni con il rinvio periodico delle ‘’rese dei conti’’ tra le diverse anime del partito, consolidate dalle primarie e dalle proroghe di incarichi. Anzi, appetiti e desiderata sono aumentati, visto che la nuova frontiera è rappresentata dalla nascita della Camera di commercio di Basilicata, con l’auspicio che non diventi un altro carrozzone o un ente subregionale viste le possibilità di interazione con la Regione come è accaduto con la Fondazione Matera-Basilicata 2019. Anche qui serve rigenerazione, rompendo la filiera virtuosa delle designazioni notarili del passato e la conservazione delle posizioni di rendita. Ma siamo in Basilicata e l’assenza di cultura d’impresa, associata al consociativismo e alla mediocrità di certa politica, rappresentano la palla al piede e il fallimento dell’economia locale. La provocazione di Enzo di chiedere la rigenerazione passa per le forche caudine di quanti non si rassegnano a mollare il potere per il potere, perché non hanno alternative. A rimetterci è la Basilicata. E Menzella del quale pubblichiamo l’ampio intervento, invita a un senso di ‘’alta’’ responsabilità che non si vede dietro l’angolo fuori dallo stantio ritornello ascoltato in questi giorni ‘’ …Noi stiamo fermi un giro. Tocca a chi ha vinto (M5s) governare se sono capaci’’ per lasciare le cose come stanno sul tavolo unico regionale. Matera e la sua provincia, infatti, non ci sono e se ci sono restano colpevolmente in silenzio, visto che la sua autonomia è stata venduta e svenduta da tempo. Ed è questo il nodo scorsoio che ha strozzato partecipazione, confronto e proposta. Matera 2019 ne è l’ennesimo esempio, purtroppo.
 

L’INTERVENTO DI ENZO MENZELLA

 

Le proporzioni del risultato elettorale, stringendo l’Italia in una morsa che manifesta il rifiuto di ogni decente forma di coesione sociale e di modernita ‘ meritano di essere  commentate senza indulgenza.  Pur analizzando le ottime “ragioni”dei vincitori, Salvini al nord,  i postgrillini al Sud per le responsabilità’ abbondantemente esposte nelle analisi post elettorali : disagio e sicurezza sociale,  arroganze della cosiddetta casta,  errori e limiti nel governo delle istituzioni territoriali,  difetti e  insufficienze nella comunicazione sui meriti della pur promettente evoluzione della congiuntura economica.  Soprattutto l’incrocio fra il peso della paura  e degli egoismi territoriali al nord e la promessa di redditi a prescindere ai giovani  disoccupati del Sud.  Tutte  cose peraltro note e dibattute,  il cui effetto era largamente previsto.  Ora la politica nazionale dovrà  affrontare il tema della ardua se non impossibile governabilita’ in un Paese  paradossalmente unito non da una moderna idea di Nazione ma da un diffuso sentimento ostile e distruttivo  che rischia di isolarci in Europa e sprofondarci nel Mediterraneo.  Tema della governabilita’ che dovrà  vedere il PD, pur  sonoramente sconfitto, alle prese  con l’urgenza  di una forte e coraggiosa rigenerazione. Lo ha scritto già su queste pagine Vincenzo Viti.  Il PD dovrà fare i conti con la sua inadeguatezza e con le sue evidenti criticità.  E dovrà  partire dai territori  nei quali ha subito le sue più  cocenti sconfitte. Senza badare alle comiche esaltazioni delle percentuali  vantate in Basilicata dai partitini della diaspora a sinistra,  triste recitazione sulle rovine di un patrimonio politico che costituiva una risorsa e che ora è  solo il pallido ritratto del mondo che fu.

Occorrera’ perciò  partire dai territori, sopratutto in una Basilicata che a fine anno affrontera’ la prova più  delicata del rinnovo alla Regione e, temiamo,  nelle sue città  più  significative alle prese con una situazione di stallo e di regressione  politica e amministrativa.

La rinnovata Direzione regionale del Pd verrà  chiamata a riflettere seriamente su questioni rilevanti.  Innanzitutto  sul tema di un radicale ripensamento delle strategie economiche in una regione chiamata a fare i conti con la sostenibilita’ delle sue risorse ambientali e finanziarie e con un modello di sviluppo che affronti seriamente non solo i temi della occupazione e della povertà ma della innovazione e dell’efficientamento della burocrazia regionale, vero ventre molle dei risultati gestionali.

Ma il  tema di un forte e coraggioso rinnovamento riguardera’ sopratutto  il partito sconfitto, che è  stato, nelle realtà  più  significative ed esposte, la negazione del modello di comunità, federazione conflittuale  di potentati e di affarismi locali, evidentemente   privo di guide credibili. Si pensi a Matera dove i grillini hanno conquistato elettoralmente,  sotto la spinta di una protesta senza volto (oltre il 53%), la città  Capitale della Cultura Europea, denunciando così  la più  grave crisi di direzione politica, intellettuale e   morale delle elites cittadine.  Se Matera  é  il caso limite che esige il più  immediato e radicale cambiamento di metodi e di gestione,  aprendo la città  ad un salutare innesto di energie nuove e di qualita’,  ricorrendo a primarie aperte e sottraendo così

il partito a  costumi fallimentari,  a  Potenza è  necessario  chiudere ormai con il balletto  delle recriminazioni e delle fazioni e affrontare piuttosto il tema del governo della città,  delle sue regole e della sua prospettiva. Sono due condizioni preliminari da cui partire per dare un segnale di risveglio e di chiara inversione di direzione di marcia.  Ed è  ben evidente che di fronte al tema così  esigente  vecchie consuetudini, piccole  convenienze e perniciose alleanze non servano più.  E che ogni ambizione personale debba fare i conti con una ambizione  più forte di ogni  legittima aspettativa personale.

Non mi pare inutile scrivere queste cose, dettate dal buonsenso e dalla preoccupazione vivissima  che si stiano  chiudendo le porte alle speranze che il Paese  ci aveva affidato e che probabilmente abbiamo  tradito.  Ora non è  più  lecito sbagliare.

 

Vincenzo Menzella.

Militante, iscritto al Pd di Matera