Ad un Mario Polese (segretario regionale del PD)  a cui non è sembrato vero -in merito all’utilizzo dei fondi UE a livello regionale- di non aver ricevuto una “tirata di orecchie” da parte della ministra Lezzi (che non ne aveva invece fatte mancare nelle visite precedenti per i ritardi di Matera2019) al punto da farsene un vanto: “Che la Basilicata fosse una Regione virtuosa nella capacità di programmazione e spesa dei fondi comunitari noi lo sappiamo da anni. Fa piacere che lo abbia dovuto ammettere anche la ministra per il Sud”.

ai consiglieri regionali pentastellati Gianni & Gianni  che hanno, a stretto giro, postato il solito fastidioso e pungente richiamo ad una realtà che consiglierebbe meno giubilo.

A seguire il comunicato di Leggieri e Perrino e quello di Polese.

COMUNICATO STAMPA

Polese non si culli sugli allori dei fondi europei.

Apprendiamo con con un certo stupore le dichiarazioni di giubilo del delfino del “deus ex machina” Pittella, Mario Polese, a seguito dei colloqui di ieri tra il Ministro per il Sud, Barbara Lezzi, e la Regione Basilicata sull’utilizzo dei fondi europei.

Polese deve essere davvero confuso o la sua appartenenza partitica lo rende cieco: confonde volutamente lo scampato pericolo rispetto al disimpegno dei fondi europei entro la scadenza di fine anno, con la virtuosità e la capacità di programmazione.

Sotto questi ultimi due aspetti, infatti, non ci siamo proprio e la Regione Basilicata ha dimostrato lacune notevoli.

Di questa presunta virtuosità della Basilicata non si è accorto nessuno, a parte lui e i suoi sodali: sono alla guida della Regione da decenni ma la nostra terra è tutto fuorché un fiore all’occhiello, e per saperlo basta parlare per strada con qualunque cittadino.

Anzi, qualcuno si è accorto dell’esatto opposto e quel qualcuno si chiama Corte dei Conti. I magistrati contabili hanno stigmatizzato le tante ombre sulla gestione del PSR 2016/2018 definito poco chiaro per quanto riguarda la parte della programmazione e sul quale è stata evidenziata la non veridicità degli assi portanti.

Polese e compagni hanno fatto abbondantemente il loro tempo e si arrampicano sugli specchi, chiamando tra l’altro in causa il ministro per il Sud in modo scriteriato e fuori luogo. Si facciano da parte, i cittadini lucani hanno avuto modo di capire le conseguenze del loro modo di governare.

Fondi europei, Polese: La Lezzi apprezza la Basilicata

(fonte Basilicatanet.it)

Che la Basilicata fosse una Regione virtuosa nella capacità di programmazione e spesa dei fondi comunitari noi lo sappiamo da anni. Fa piacere che lo abbia dovuto ammettere anche la ministra Lezzi”. Così il segretario regionale del Partito democratico della Basilicata, Mario Polese rispetto alla visita del ministro per il Sud, Barbara Lezzi del Movimento 5 Stelle ieri a Potenza per verificare lo stato di avanzamento dell’impegno dei fondi Ue da parte dell’ente Regione.

“D’altra parte, l’ammissione da parte della Lezzi che in Basilicata non c’è alcun rischio di disimpegno di fondi – precisa Polese – dimostra come questa regione sia stata amministrata in maniera virtuosa negli ultimi anni. Il presidente della Giunta, Marcello Pittella, gli assessori regionali tutti e la maggioranza di centrosinistra che governa evidentemente, al netto delle critiche strumentali, hanno fatto un ottimo lavoro che va rimarcato”.

“Ora – continua il consigliere – sarei curioso di sapere cosa pensano tutti quegli esponenti dell’opposizione a partire dal Movimento 5 stelle che per anni hanno continuato a dire che la Regione era incapace di spendere e programmare i fondi comunitari”.

“Perché – prosegue ancora il segretario regionale del Partito democratico della Basilicata – non sfugge a nessuno che se ci fosse stato anche un euro fuori posto nella gestione dei fondi dell’Europa la ministra Lezzi oggi avrebbe fatto fuoco e fiamme contro il nostro Governo regionale”.

“Un plauso va a tutti i dirigenti della Regione Basilicata – conclude Polese – che continuano a lavorare in maniera seria nonostante ci sia chi non perde occasione per alzare polemiche nel tentativo di dipingere una realtà sfocata”.