Tosta, sanguigna, ironica e senza peli sulla lingua la mamma volante della politica del BelPaese, Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia ha ripagato iscritti, simpatizzanti e curiosi anche di altri versanti politici con un breve ma efficace intervento a Matera per le elezioni del politiche del 4 marzo. E ha cominciato ad affondare la lama del coltello della politica tricolore, dopo aver affettato una forma di pane di Matera da 5 chilogrammi, davanti a un pubblico proveniente anche da fuori regione che ha atteso pazientemente nel sala dell’Hotel Palace il suo arrivo con un bel po’ di ritardo sulla tabella di marcia, lungo un tour che da Lecce l’ha portata a Matera e poi a Bari. E ha parlato di tutto passando in rassegna le contraddizioni e i paradossi dei partiti, sopratutto nel centrosinistra con il Pd, passando a M5S , toccando i temi come la disoccupazione,questione morale, con riferimento alle vicende giudiziarie del presidente del Potenza calcio-che riportiamo a parte, l’immigrazione incontrollata e la sicurezza che coinvolgono maggiormente l’elettorato. L’uccisione di due ragazze e l’emergere della mafia nigeriana sulla quale pochi parlano, con le politiche del buonismo e degli annunci di ”tolleranza zero” che non risolvono i problemi, gli scontri di piazza con le aggressioni alle forze dell’ordine hanno portato Giorgia Meloni a parlare di serietà e di certezza della pena. Prima la Patria, i diritti e il ruolo degli italiani e in proposito ha denunciato il ruolo di debolezza del Paese, e di quanti l’hanno governata, nei confronti dei poteri forti dell’Unione europea con il presidente del consiglio dei ministri, Paolo Gentiloni, che ha ”rassicurato” il presidente della commissione europea Jean Claud Juncker con un ”tanto vinciamo noi”, l’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il ministro degli Interni Minniti alle prese con la scelta delle leadership per il futuro governo. ” Noi -ha detto Meloni- vogliamo un governo che faccia gli interessi degli italiani e non di quelli che lo hanno messo lì e cioè di quella Europa forte degli egoismi. L’Italia,invece, è tra i Paesi deboli per la incapacità e scarsa autonomia decisionale di chi la rappresenta. Prendete la direttiva Bolkenstein che fa piazza pulita dell’ambulantato, delle piccole attività. Noi zitti. La Germania no, perchè dà la priorità a leggi nazionali che sono vantaggiose per l’economia tedesca, mettendo da parte quella europea che la penalizza. Ed è quello che vogliamo fare noi. Difendere gli interessi dell’Italia e degli italiani. Ecco perchè vogliamo portare in Parlamento patrioti votando Fratelli d’Italia che è la componente più forte per far vincere il centro destra. Ora o mai più. Altri cinque anni con un governo a guida Pd sarebbe una rovina. E noi non sosterremo alcun governo che favorisca gli inciuci”. Un concetto altrettanto lapidario che abbiamo sentito qualche giorno fa dal leader della Lega Matteo Salvini e che ha toccato con intensità di diverse temi cari e sensibili non solo all’elettorato di centro destra, ma a tanta parte di italiani che su ”lavoro” e ”sicurezza” vuole fatti e concretezza e l’inno nazionale suonato alla fine, con gli immancabili selfies, le strette di mano tra candidati, da Gianni Rossa a Pasquale Di Lorenzo, giovani e di vecchi militanti ”fedeli alla linea” come Rocco Tauro, Cosimo Mongelli e altri hanno fatto rievocare ricordi e rammarico per quello che poteva essere con Alleanza nazionale e con figure risultate poi deludenti come quella di Gianfranco Fini. Ma resta accesa una fiamma tricolore…quella dei patrioti di Giorgia Meloni.

E A DI MAIO CHIEDE DI RISPONDERE SUL CANDIDATO M5S E PRESIDENTE DEL POTENZA

“Mi auguro -ha commentato Giorgia Meloni- che Luigi Di Maio dica qualcosa su questo suo capolista indagato per riciclaggio” Salvatore Caiata, candidato del Movimento cinquestelle al collegio uninominale della Camera Potenza-Lauria. “Nelle liste dei grillini – ha detto – ci sono circa 14 persone che sostenevano di restituire dei soldi che non hannomai restituito, poi tra i quattro e cinque massoni, un indagato per riciclaggio, un condannato per omicidio e un candidato premier che non sa nemmeno usare i congiuntivi. Io lascio questasuperiorità al Movimento cinque stelle: ho difficoltà a comprenderla. Direi – ha concluso Meloni – che conviene fidarsi di un movimento come Fratelli d’Italia che considera l’onestà un prerequisito, ma il requisito per governare è la competenza: sapere di cosa si sta parlando”. Il M5S come ha fatto in altre occasioni sta verificando fatti e responsabilità. Poi le decisioni. Si attende un eventuale intervento di Caiata. Una candidatura , la sua, davvero forte e che aveva impensierito non poco i partiti tradizionali, a cominciare dal Pd. Una scelta azzeccata e sorretta dall’entusiasmo dei tifosi rossoblu primi in classifica con la squadra nel campionato di serie D. Sulla vicenda tanti commenti e di taglio diverso. Vedremo.