Non ha ancora quaranta anni, ma è stato eletto alla Camera dei Deputati, per il Movimento 5 Stelle, con 78.452 preferenze, il 46,29% nel collegio uninominale di Matera – Melfi – Pisticci, l’onorevole Gianluca Rospi, ingegnere, nonostante la giovane età si mostra determinato e consapevole del ruolo e delle possibilità che ha nell’influenzare il cambiamento nella nostra regione, la Basilicata, ma anche in tutto il sud. Attualmente è assegnato alla Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati.

Dopo un approccio discorsivo gli chiedo di risolvere un dubbio che mi porto dietro da che abbiamo saputo della sua candidatura. Quei tre anni, nel suo curriculum, di collaborazione con ENI, dal 2010 al 2013, come dobbiamo interpretarli, fermo restando che ognuno è libero delle proprie opinioni.

Mi risponde deciso che aveva saputo che ENI cercava un ingegnere strutturista per realizzare dei manufatti in cemento. “Ho inviato il mio curriculum ed hanno reputato che fossi all’altezza del compito”. Continua: “E’ stato proprio in occasione di quei lavori che ho rafforzato la convinzione di quanto dannose siano le estrazioni petrolifere. Le trivelle per captare petrolio scendono per 4.000, 5.000 metri sotto il suolo, in una area ricca di falde acquifere che alimentano anche bacini naturali. Di certo le trivelle non possono scansare le falde che incontrano sulla loro perpendicolare, ma le attraversano, inquinandole irrimediabilmente. Tra l’altro, tutta l’area interessata alle trivellazioni e l’area del Centro Oli Val d’Agri, insistono su un territorio classificato ad alto rischio sismico dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Io sono stato, non a caso, incaricato di progettare ed eseguire la bunkerizzazione dell’edificio della sala controllo del Centro Oli Val d’Agri di Viggiano. La bunkerizzazione ha reso quell’area resistente a qualunque evento negativo, anche un terremoto catastrofico, perché da lì è possibile gestire tutte le valvole  e gli impianti. Al di fuori di quel bunker, in caso di disastro, e non solo terremoto, tutto sarebbe perso in un area vastissima, non so se mi spiego.

Poi in Basilicata non ci facciamo mancare nulla. Penso all’Inceneritore Fenice di Melfi, alla Cementeria ed alla fabbrica di Laterizi a Matera, a Tecnoparco in Val Basento, all’ITREC di Rotondella, al deposito di scorie nucleari che vorrebbero allocare da noi, alle discariche e alla raccolta differenziata che da noi non parte come dovrebbe, e tanto altro ancora.

Tutto questo con una ARPAB, Agenzia Regionale per l’Ambiente, non in grado di poter monitorare anche per volontà politica.

 Viviamo in una regione, la Basilicata, che è ricchissima di storia, natura, acqua ed ha una geografia unica. Potremmo vivere bene utilizzando al meglio queste risorse, implementando il turismo, l’agroalimentare, orientando gli sforzi economici, per esempio, ad attrarre imprese sane che producono ed investono in energie rinnovabili, abbandonando la strada vecchia, improduttiva, antieconomica ed inquinante dell’incenerimento e del petrolio che si avvia, oltre tutto, all’esaurimento”.

Chiedo ancora all’onorevole Rospi come mai con Matera Capitale Europea della Cultura 2019, la Fondazione Matera Basilicata 2019, non siano mai partiti discorsi sul futuro della regione,  su come poterci riagganciare all’Italia e all’Europa che corrono ad un’altra velocità, di come diventare il volano del Sud e guidare la ripresa economica e culturale. Eppure i fondi in dotazione li hanno da oramai quattro anni.

Fino ad oggi, risponde, abbiamo visto soltanto andare e venire persone, riferendosi anche agli incarichi di prestigio, tra le altre cose pagate dalla Fondazione, che di concreto non hanno costruito nulla. E’ un dato di fatto! E affonda: “Commissarierei la Fondazione e manderei a casa l’Amministrazione Comunale”.

Mi auguro il commissariamento, che come ha salvato  l’EXPO 2015 a Milano, potrebbe salvare la faccia a Matera ECOC 2019. Ritengo che a questo punto, considerati i tempi molto stretti, otto mesi circa, abbandonando la creazione di strutture che sarebbero impossibili da completare, mi orienterei più sulla divulgazione della cultura locale, magari organizzando eventi su gli uomini e donne che hanno dato lustro alla nostra regione, ripulendo, valorizzando e riportando allo splendore tanto patrimonio che abbiamo inutilizzato.