Abbiamo letto solo ora un bel documento redatto da Pasquale Labollita a nome dei Giovani Dem di Policoro, in cui si prova a spiegare le ragioni della decisione di un nucleo di ragazzi della cittadina jonica di fondare, proprio ora, un circolo della gioventù del partito così drasticamente penalizzato dall’elettorato.

Lo abbiamo letto con simpatia, perchè si ritrova tutta la carica dei neofiti della politica, un carburante straordinario per la democrazia, ragazzi che meriterebbero di trovare (come è capitato in gioventù a molti di noi) delle palestre in cui addestrarsi con un  programma di allenamento e degli allenatori adeguati allo scopo di farli crescere in autonomia e competenza politica.

Purtroppo per loro, così come già successo per diverse generazioni, quelle palestre non esistono più sono state chiuse o ridotte a foresterie per gruppi di persone l’un contro l’altro armato con aperture limitate alle campagne elettorali o a ridosso di congressi diventati solo ed  esclusivamente delle conte tra i medesimi gruppi. Spesso delle vere e proprie rese dei conti.

La ragione è che la politica si è sempre più organizzata non più su idee e programmi ma esclusivamente intorno alle singole persone: agli eletti!

Sono così stati cancellati i partiti, la loro funzione (prevista espressamente dalla Costituzione) quel strumento di partecipazione dei cittadini alla vita politica, sono sparite le sezioni, quindi le palestre dove si forgiavano le classi dirigenti  nell’esercizio quotidiano della militanza a stretto contatto con i cittadini, nel quadro certo di valori e programmi condivisi.

Quelli che oggi si chiamano ancora partiti sono solo delle scatole vuote (il PD di Basilicata non a caso dopo la morte di Luongo è rimasto per anni senza un segretario. A che serviva se a decidere sono i soliti capi clan?) prive di qualsiasi orizzonte culturale e politico, solo dei logo da cambiare all’occorrenza, come un qualsiasi prodotto commerciale.

Questo è un danno incalcolabile, la causa dei mali della democrazia che stiamo vivendo, la impossibiltà per intere generazioni di addestrarsi a quell’esercizio indispensabile per ambire a diventare le future classi dirigenti del Paese a tutti i livelli.

E la confusione regna sovrana, alimentata ad arte da chi vuole un Paese e dei cittadini non in grado di organizzarsi per contare davvero (non solo con il voto quando serve) per determinare il proprio futuro.

Destra, sinistra? Categorie  che non esistono più. Quante volte lo si sente ripetere perentoriamente? Nel mentre i ricchi si arricchiscono sempre di più e i poveri aumentano in modo esponenziale, ai datori di lavoro viene concesso nuovamente diritto di vita o di morte sui propri dipendenti, con la cancellazione di tutele per i lavoratori, la licenziabilità facile e la precarizzazione selvaggia del lavoro e quindi della stessa vita dei giovani e meno giovani.

Dopo l’ubriacatura iniziale appare sempre più evidente che il mondo, l’economia e la nostra vita si svolge sempre intorno ai rapporti di forza tra lavoro e capitale. Nulla è cambiato nella sostanza.

Sarà molto difficile uscire dalla cortina fumogena alzata ad arte in questi decenni dalla ideologia liberista. “La confusione è grande sotto il cielo” diceva Mao.

Non ce ne vogliano i Giovani Dem di Policoro se ci permettiamo di rilevare quella parte di confusione presente nel loro documento d’intenti, rimanendo questi ultimi -per altro- validissimi.

Il loro è un documento, al di là della intenzionalità, nettamente con riferimenti di sinistra : il termine “compagni” (al di là della precisazione semantica), il richiamo gramsciano (“odio gli indifferenti”) contro l’autolesionismo dell’indifferenza ben evidenziato con l’aneddoto della nave, l’“Hasta la victoria siempre” slogan di lotta rivoluzionaria del CHE, la foto di Berlinguer sul manifesto che annuncia il congresso e nella sede.

Ecco ragazzi, per concludere: cosa c’entra la sinistra con il PD? Assolutamente nulla!

Quindi: o cambiate riferimenti culturali, oppure cambiate location per il vostro preziosissimo impegno politico! Comunque, buon impegno e buon lavoro.

Ecco a seguire il documento integrale dei Giovani Democratici di Policoro:

Qualcuno di voi si chiederà: perché proprio i Giovani Democratici, specie nel periodo più buio del Pd? Perché abbiamo deciso di ricreare la sezione dei GD a Policoro? Perché abbiamo deciso di fare Politica attiva? Perché ci troviamo oggi con questo bellissimo gruppo di amiche e di amici, di compagne e di compagni? 
Prima di entrare nel merito della questione, mi piacerebbe fare una piccola premessa. Tra di noi ci chiamiamo “Compagni” e sono consapevole che la parola “Compagno”, se pronunciata oggi, è persino capace di suscitare qualche polemica. Ma la parola Compagno, a prescindere dal suo significato strettamente politico, è una parola, forse tra le più belle della lingua italiana, che non dobbiamo lasciare in disuso; Compagno deriva dal latino “cum panis” che accomuna coloro che mangiano lo stesso pane. Coloro che lo fanno condividono la propria vita con tutto quello che comporta: gioia, felicità, lavoro, lotte, vittorie ma anche sofferenze e sconfitte. 
Nessuna parola ha mai racchiuso come questa il significato ideale della solidarietà e dell’appartenenza, l’aspirazione all’uguaglianza, l’impegno a battersi per una società più giusta 
Chiamare qualcuno “compagno” significa attribuirgli non solo una convinzione politica ma riconoscergli un valore di umanità, onestà, generosità, attendibilità, che nessun’altra parola può esprimere con uguale compiutezza. 
Ed è proprio questa la ragione per cui ci chiamiamo e vi chiamo Compagni, perché vorrei che tra di Noi ci fosse questo legame, ci fossero questi valori: il far gruppo, l’anteporre il NOI, il collettivo all’io, alle individualità. 
Questa è e dovrà essere l’organizzazione di tutti e dovrà essere aperta a tutti. Per tutti alla sola condizione di lavorare, di dare il meglio, di credere in ciò che facciamo e soprattutto di essere indipendenti, autonomi e liberi. Solo così potremo rappresentare quel cambiamento che tutti chiedono e che nessuno ha il coraggio di realizzare. 

Ma che cosa è la Politica? Se noi andassimo a sfogliare il vocabolario dell’opinione pubblica, troveremmo alla voce “politica” solo significati e sinonimi negativi. 
Spesso, troppo spesso, sentiamo dire: 
”La politica è una brutta cosa”, “che me ne importa della politica”, “la politica mi fa schifo”, “sono tutti gli stessi”, “ho altro da fare che pensare alla politica”. E’ così bello, è così comodo, ci sono sicuramente altre cose da fare che interessarsi alla politica. E lo sappiamo anche noi! Il mondo è così bello, ci sono tante cose belle da vedere, da godere, oltre che occuparsi di politica. 
Ma quando sentiamo fare questo discorso, ci viene sempre in mente quella vecchia storia, che qualcheduno di voi conoscerà, di quei due amici, che traversavano l’oceano su una nave traballante. Uno di questi dormiva nella stiva e l’altro stava sul ponte e si accorgeva che c’era una gran tempesta con delle onde altissime e la nave oscillava: E allora questo, impaurito, domandò ad un marinaio: “Ma siamo in pericolo?”, e questo dice: “Se continua questo mare, la nave fra mezz’ora affonderà”. Allora lui corre nella stiva a svegliare il compagno e dice: “Beppe, Beppe, se continua questo mare, la nave fra mezz’ora affonda!”. E quello dice: “Che me ne importa, NON E’ MICA MIA!!!”. 

L’indifferentismo alla politica è racchiuso tutto in quest’ultima frase. E l’indifferenza, la non partecipazione è parassitismo, è vigliaccheria, è la malattia più diffusa tra i giovani. 
“La più grande tragedia avrà inizio quando i giovani non vorranno più cambiare il mondo” perché, se quella nave affonda, affonda per tutti, non solo per qualcuno. 
E allora, forse, è il caso di darci da fare per tenerla a galla. Perché, se non siamo noi ad impegnarci perché questa nave non affondi, non lo farà nessuno per noi. Se non siamo noi ad impegnarci e riprenderci il nostro presente, prima, ed il nostro futuro, poi, sicuramente nessuno lo farà per noi!!! 

Non possiamo più pensare che siano i giovani ad occuparsi del proprio futuro se restano sempre chiusi fuori dalla porta e devono spingere per poter entrare. Papa Francesco, la scorsa settimana, diceva: “Cari giovani, non fatevi manipolare e anestetizzare. Non restate zitti, GRIDATE!!! 
E’ giunto il momento di gridare: ”Basta con questo ruolo da comparse. Basta stare tra la platea degli ascoltatori passivi delle scelte altrui.” E’ ora di posizionarci dall’altra parte: dalla parte delle proposte e magari delle decisioni. E’ giunto il momento che i giovani si riapproprino della Politica per esserne gli assoluti protagonisti. Vogliamo essere i protagonisti per ridare credibilità ad una politica che parla dei giovani e dei più deboli ma non parla più ai giovani e ai più deboli. 

La (Ri)-nascita dei Giovani Democratici a Policoro e la giornata di oggi sono i nostri primi atti di rivincita. Il nostro obiettivo è quello di dare rappresentanza ad una generazione che fatica a trovare gli spazi che merita . Una generazione che, nonostante si sia formata e abbia studiato, non può vivere il presente e progettare il proprio futuro. Una generazione che deve lottare semplicemente per poter sognare. Una generazione alla quale stanno togliendo il diritto di sognare. 
Attraverso iniziative e attraverso la sana e genuina Politica alla quale non siamo più abituati tra la gente e per la gente, la Politica fatta da giovani che parla ai giovani e ai più deboli e dei giovani e dei più deboli, possiamo e dobbiamo parlare al cuore delle persone, riaccendere quella fiamma che si sta lentamente spegnendo e farla brillare nuovamente. Abbiamo il dovere di dare un segnale che un futuro qui, in Basilicata, è ancora possibile e noi possiamo esserne gli assoluti protagonisti. 

E’ indubbio che la politica ha perso il contatto con la realtà e con le problematiche quotidiane delle persone. Insieme, però, con il nostro entusiasmo, con la nostra passione e la nostra freschezza abbiamo il dovere di rappresentare quel vento nuovo che fischia fortemente, che soffia intensamente e che cambia veramente e insieme possiamo davvero ridare alla parola “Politica” il suo significato e la sua funzione più pura. E per farlo abbiamo bisogno del contributo di tutti. 

Ci riusciremo, non ci riusciremo, questo non lo sappiamo. Sarà il tempo a dirlo. 

Nella vita non è importante cosa si trova alla fine di una corsa, è importante ciò che si prova mentre si corre. Perché “Hasta la victoria siempre” non significa “devi vincere per forza” ma “provaci, dai tutto te stesso, impegnati: del resto, un vincitore è semplicemente un sognatore che non si è mai arreso. 

Un giorno, senza il rimpianto di non aver fatto nulla, forse, potremmo innanzitutto guardarci allo specchio e guardare anche i nostri figli negli occhi e dire, non è stato sufficiente lo sappiamo, ma noi ci abbiamo provato a regalarvi un futuro migliore di quello che noi abbiamo ereditato dai nostri genitori. 

Perché la Storia può cambiare, se noi decidiamo di cambiarla!!! “

Pasquale Labollita 
Giovani Democratici Policoro.