E ora tocca all’Autorità anticorruzione (Anac), Prefettura, Corte dei Conti e Procura della Repubblica, oltre che alla Regione Basilicata, verificare e rispondere se la nomina di Salvatore Adduce -avvenuta un mese fa a Potenza- abbia rispettato norme e procedure. A chiederlo è il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Gianni Rosa, che nella interrogazione che pubblichiamo più avanti definisce ”abusivo” il ruolo ricoperto dal neo presidente dopo la delega del sindaco di Matera. Ed è proprio qui il passaggio contestato : deleghe temporanee, volta, per volta e non a tempo perpetue. Su questo è importante leggere e sapere cosa è stato scritto nel verbale (mostratelo) del consiglio di amministrazione, circa le fasi consumate tra passaggio deleghe e nomina. Finora abbiamo avuto solo dichiarazioni, commenti e dichiarazioni rilasciati dal neo presidente Salvatore Adduce, il quale aveva annunciato una conferenza stampa nelle immediatezze della elezione, e dal sindaco di Matera, Raffaello De Ruggieri. I soggetti chiamati a far luce sulla vicenda sono a chiamati ad approfondire le questioni sollevate da Rosa. Si tratta di Istituzioni che hanno tempi diversi di intervento, per le diverse funzioni che svolgono. Si tratta di fare chiarezza e di recuperare quella trasparenza sollecita da sempre. Un aspetto -quest’ultimo- che il programma Matera 2019, nei diversi contesti, e nella gestione della Fondazione hanno destato perplessità come dimostrato in passato nei dibattiti del consiglio comunale, nelle interrogazioni e interpellanze parlamentari e regionali. E proprio in Regione, ente che ha maggior peso politico nella Fondazione, è da immaginare un intenso dibattito sull’argomento con gli inevitabili risvolti di campanile. Ne avremmo volentieri fatto a meno. Matera e la Basilicata hanno bisogno di impegno, serietà e responsabilità non solo per Matera 2019, che mostra pecche,limiti e ritardi e ci attendiamo che qualcuno per dignità faccia il ”mea culpa”, ma per tutti i problemi economici e sociali (emigrazione, spopolamento ecc) che la Basilicata sta vivendo. Il ricorso al commissariamento, come accaduto per Milano Expo 2015, avrebbe concretizzato a quest’ora il programma Matera 2019. E invece si è andati avanti con tante forzature tra ambizioni, opportunismi con la complicità di venduti e svenduti e teste di legno di casa nostra, che hanno cancellato l’autonomia cittadina sul tavolo della regionalizzazione. Materani, sveglia…

LA NOTA DEL CONSIGLIERE GIANNI ROSA

Fondazione Matera Basilicata 2019. Adduce, l’abusivo, dovrà rendere conto alle Autorità. E Pittella vuole coprire quanto accade?

Abbiamo presentato un’interrogazione a risposta immediata per chiedere spiegazioni della nomina che noi riteniamo illegittima di Salvatore Adduce a Presidente della Fondazione Matera Basilicata 2019 e l’abbiamo inviata alla Procura della Repubblica, al Prefetto, alla Corte dei Conti ed all’ANAC.
Vedremo se alle Autorità basteranno le spiegazioni dell’ex Sindaco sul fatto che non ha accettato l’incarico per spartirsi la torta o, peggio, che si è tratta di una nomina dovuta alla strettissima collaborazione con il Sindaco De Ruggieri.
La sfacciataggine di Adduce raggiunge livelli biechi ma sappiamo che, per le poltrone, gli uomini del Pd farebbero di tutto. Anche collaborare con un ‘minus habens’, come Adduce definì De Ruggieri. Sarebbero disposti a tutto, anche ad appoggiare un Sindaco di centrodestra che fino a ieri hanno ostacolato. Anche ad andare contro la legge.
La vicenda è molto più complessa di quello che appare alle superficiali considerazioni che abbiamo letto in questi giorni. In primo luogo c’è l’illegittimità della delega permanente fatta da De Ruggieri. Lo Statuto non la prevede; anzi, l’articolo 15 è esplicito al riguardo: la delega del Sindaco di Matera può avvenire “solo di volta in volta” “per singole sedute”.
Il delegato è, appunto, un delegato. Non è membro del Consiglio di Amministrazione. E lo Statuto è chiaro anche in questo, stabilendo che il Presidente della Fondazione non può essere soggetto esterno al C.d.A..
In secondo luogo, c’è un divieto normativo esplicito per i consiglieri comunali di Comuni al di sopra dei 15.000 abitanti di assumere posizioni di amministratore di enti a controllo pubblico di livello regionale. E la sua violazione è un fatto gravissimo.
Il divieto è posto a tutela della trasparenza e del buon andamento dell’Ente, per evitare fenomeni corruttivi. E all’ANAC non basteranno le blande giustificazioni di Adduce che l’incarico è senza compenso, perché la Fondazione gestisce, anche appalti ed incarichi che, come sappiamo, devono essere verificati con attenzione.
Inoltre, in base al Piano anticorruzione approvato dalla Fondazione, chiunque assuma incarichi dirigenziali deve presentare un’autocertificazione di assenza incompatibilità ed inconferibilità. Adduce l’ha fatta? E cosa gli ha risposto il Responsabile del Piano? Abbiamo chiesto anche questo al Presidente Pittella.
Ricordiamo al neo Presidente della Fondazione che la dichiarazione rivelatasi mendace comporta la nullità dell’incarico e l’inconferibilità di qualsiasi incarico all’interessato per un periodo di 5 anni. Lo sa Adduce che perde la possibilità di altre poltrone per i prossimi 5 anni?
Quindi, consigliamo al neo Presidente della Fondazione di cercare scuse più plausibili quando verrà chiamato a rendere conto alle Autorità.
Potenza, 17 Aprile 2018
Gianni Rosa, Fratelli d’Italia