Il Bue (ci riferiamo al paziente emblema cittadino) a passo lento si muove ma deve stare attento alle buche, perchè rischia di azzopparsi e di presentare il conto al ”giudice di pace” stanco di aggiungere sale a una minestra insipida ma scaldata. Ma andiamo per gradi. E partiamo dalle ultime. I capigruppo al Comune hanno trovato una intesa per convocare il consiglio comunale venerdi’ 29 settembre, concordando un ordine del giorno che tratterà dei temi sul bilancio e anche di interrogazioni. Tra queste anche quella , presentata dal consigliere Angelo Cotugno ( Matera capitale) in merito a un “comunicato” dell’Amministrazione comunale dell’ 8 settembre scorso, relativo allo spostamento delle fioriere in centroe con l’incipit ” Strana città Matera” . Una richiesta di chiarimenti da clima di ‘armistizio’ , vista la data… Ma non è detto. La sua voce baritonale spazia dal ” Su Libiam” al ”Nessun dorma”. Le altre due notizie positive che vengono dal Palazzo di Città riguardano la conclusione dei termini per l’avviso che dovrà portare alla selezione dei tre componenti, destinati a comporre la commissione di valutazione per la scelta dell’impresa o del raggruppamento di imprese per l’affidamento del servizio di raccolta e smaltimento rifiuto del sub ambito 1. L’importo è di 100 milioni di euro e ha visto la partecipazione di cinque aziende, alcune delle quali – ricordiamo- hanno presentato osservazioni durante le fasi di espletamento. La cosa, lo abbiamo scritto in altri servizi, potrebbe portare a ricorsi e a inevitabili rallentamento. Di certo, comunque vada, e visti i tempi, l’Amministrazione comunale dovrà procedere a una inevitabile proroga dell’attuale servizio. Come finirà? La gara va espletata e che vinca il progetto migliore e convincente. Dal cartone al pallone, tifoserie interessate a parte, l’importante è che alla fine non paghi Pantalone…e cioè la cittadinanza, come accaduto in passato con una situazione di empasse che lascia le cose come stanno. Sarebbe tutto percolato che cola… in attesa che la Regione ci metta una pezza e la Tari resti stabile. L’altra buona nuova è che martedì 26 settembre il sindaco, Raffaello De Ruggieri, per firmare a Roma con il Governo e con il il Ministro per gli Affari Regionali e il Mezzogiorno, Claudio De Vincenti, il contratto istituzionale di sviluppo (Cis) pevisto dal Decreto Mezzogiorno del 12 agosto scorso che prevede investimenti per 35 milioni di euro in opere pubbliche per Matera capitale europea della cultura 2019. Le opere, ricordiamo, riguardano la sistemazione di piazza della Visitazione, con un progetto redatto dalle Ferrovie Appulo lucane per 16,5 milioni di euro, il parco storico dell’uomo per 13 milioni d euro e la sistemazione della viabilità di accesso alla città lungo la vecchia statale Appia e a ridosso delle cave del Sole e Paradiso. Arrivano altri soldi ma con una gestione precisa, affidata a Invitalia, per velocizzare le procedure di gare, come ha ripetuto il coordinatore o ”facilitatore” del Governo per Matera 2019 Salvo Nastasi in più occasioni.Per le opere pubbliche e per gli eventi di Matera 2019 della Fondazione ” Matera-Basilicata 2019” ? Qui la situazione per alcuni è delicata e per altri è chiara, con i progetti che ci sono : quattro grandi eventi e 50 tra co creazione e co produzione e con gli sponsor che devono farsi avanti in virtù di un logo da sottoporre a un leggero lifting. Ma a tenere banco sono gli aspetti gestionali e della trasparenza, segnalati in più occasioni e in relazione alla limitata ed episodica pubblicità alla spesa. Se provate a sfogliare il sito web della Fondazione ne avrete una conferma. I bilanci messi a posto, nonostante tre interrogazioni e una interpellanza parlamentari ancora senza risposta. Resta in piedi,nonostante il parere negativo di un esperto interpellato dal consiglio di amministrazione, la questione dell’adeguamento contrattuale del direttore Paolo Verri, che nel marzo scorso – ricordiamo- lavora a tempo pieno per la Fondazione dopo il doppio incarico con Puglia Promozione. E il dinamico direttore, che è un valido manager, sull’argomento ”compensi” ha invitato i giornalisti – come abbiamo pubblicato a valle della conferenza stampa di Materadio-a mettere da parte l’argomento e a dar spazio a quanti sono orgogliosi di Matera 2019. Allo stesso tempo ha invitato a separare , e su questo nulla da obiettare, sulle competenze ”culturali” della Fondazione da quelle sulle infrastrutture e i servizi che spettano agli Enti Locali. Giusto, ma la politica è abituata a mettere tutto nel calderone dei fatti positivi, che pure ci sono, e ne parliamo. Naturalmente continueremo a occuparci di tutto, ma con tanta difficoltà vista la scarsa trasparenza gestionale della Fondazione che sconta tutti i limiti di una impostazione politica e per nulla imprenditoriale. Sarebbe bastato che gli atti del consiglio di amministrazione venissero pubblicato integralmente e con puntualità per non incappare in inevitabili sospetti o nelle strumentalizzazione. E questo non è certo colpa dei giornalisti. Se il parere contrario per l’incremento annuo di 14.000 euro è stato argomentato con un parere che cita i limiti delle normative regionali e , di riflesso, come i limiti di spesa imposti da quelle nazionali, perchè non pubblicarlo negli Atti della Amministrazione trasparente, trattandosi di soldi pubblici ? Per quanto se ne sa il parere , citando l’articolo 10 comma 4 della legge n.8 /2014 della Regione Basilicata circa la rideterminazione degli emolumenti per incarichi e cariche in enti , società partecipate ecc,vieta che le corresponsioni possano superare i compensi (decurtati del 10 per cento) dei Direttori generali. A sostegno di questa direttiva si cita la deliberazione n.780/2014 , che risente dei limiti imposti al contenimento della spesa pubblica, con riferimento ai parametri da impiegare per determinare i compensi e che riguardano il bilancio, la dotazione organica e la complessità di gestione. Conti, parametri e medie ponderata massima , riferiti al compenso massimo di un direttore generale della Regione Basilicata,non hanno consentito di recepire le richieste avanzate dal Direttore della Fondazione. Capitolo chiuso? E’ una scelta politica.Quando, come e se riaprirlo di qua al 2019 non spetta a noi dirlo. Ma vorremmo saperlo tutti, abitanti culturali compresi. La Fondazione finora, del resto, è stata finanziata con fondi pubblici. E questo è nei bilanci.