Il generoso tentativo intrapreso da Anna falcone e Tommaso Montanari, partito dal Teatro Brancaccio di Roma, per provare a costruire quella sinistra che non c’è più, provando a dare linfa nuova e credibile ad un corpo rinsecchito. Provando a ridare il senso vero a quella parte politica, discutendo ostinatamente prima del che fare e dopo del chi lo deve fare. Provando a non disperdere l’energia emersa dal referendum del 4 dicembre 2016, quando gli elettori (a differenza delle altre tornate elettorali) andarono in massa alle urne per difendere la Costituzione.

Ebbene quel tentativo è fallito! Come si legge nel comunicato stampa che pubblichiamo a seguire.

Che fosse una mission impossible lo abbiamo già scritto in passato (sperando, allora, vivamente di sbagliarci) ma lo era per davvero.

Troppo radicale la loro impostazione a fronte di comportamenti sedimentati anche in quelle frange che si considerano “di sinistra” e che pure hanno fatto finta di accettare il percorso e i contenuti del “Brancaccio”. Ci sarebbero voluti ben altra generosità ed altruismo, ben altra intelligenza politica, per comprendere come era proprio quel percorso che poteva costituire il lievito per una vera rinascita della sinistra perdutasi lungo il viale del liberismo e la prassi del tardo berlusconismo.

Accettato a parole un documento, fatto stranamente filtrare alla stampa prima del tempo, poi l’aver convocato separatamente la data di una assemblea nazionale senza attendere i tempi altrui, eleggere un giorno si ed un’altro pure l’uomo della provvidenza a cui affidarsi (in un tardo berlusconismo deteriore) sono state tutte mosse per far fallire il progetto autenticamente utile alla sinistra italiana.

Perchè (ma in modo molto miope) fa molto più comodo poter decidere nel modo solito le candidature (le solite facce) illudendosi magari di costituire qualcosa di nuovo, pensando di rifarsi una rivergination alla Litizzetto.

Ma è solo una pia illusione. Sarà l’ennesimo de profundis. Il colpo mortale a quella sinistra che è stata mortificata in questi ultimi decenni e chissà se mai ritroverà la luce.

Voteranno meno persone? E chi se ne frega. Magari è proprio questo che si vuole. Perchè più sono in pochi e più loro se la suonano e loro se la cantano.

“L’assemblea di sabato prossimo, 18 novembre, è annullata.”

Quella che doveva essere una bella assemblea civica e programmatica rischia di trasformarsi in uno scontro tra partiti. In questo clima esasperato, l’organizzazione leggerissima su cui possiamo contare ci avrebbe impedito di garantire un andamento democratico e sicuro di questo incontro cruciale.
D’altra parte, le scelte dei vertici dei partiti che avevano aderito al percorso (opposte nella direzione, ma simmetriche e prive di ogni reale garanzia per un processo trasparente, democratico e partecipato) rendono ormai comunque irraggiungibile l’obiettivo dichiarato e unico dell’appello di giugno, e di tutto il nostro impegno: la creazione di una lista unica a sinistra davvero innovativa e non solo partitica.
Tra poche ore pubblicheremo un documento di Tomaso, e in seguito uno di Anna.
Non abbiamo alcuna intenzione di abbandonare il nostro impegno, e cercheremo di essere all’altezza della fiducia di tante e tanti, il cui lavoro sul programma è il vero risultato di questo percorso. È di questo che vi siamo infinitamente grati.
Con le cittadine e i cittadini che vorranno, continueremo a lavorare insieme, in un modo completamente nuovo e del tutto autonomo.

Anna Falcone, Tomaso Montanari

Ecco di seguito un ulteriore successivo post di Anna Falcone sul suo profilo facebook:

L’ASSEMBLEA DEL 18 NOVEMBRE NON SI TERRA’ PER IMPOSSIBILITA’ DI GARANTIRE UN CONFRONTO SERENO, DEMOCRATICO E LIBERO DA OCCUPAZIONI E STRUMENTALIZZAZIONI PARTITICHE.

Abbiamo ricevuto in queste ore accuse e pressioni inaccettabili. Le rigettiamo tutte, come persone libere, prima che come garanti di questo percorso. Non è questo il clima politico per cui abbiamo lavorato. Se vi odiate, continuate a farlo fuori da qui. Le vostre lotte intestine, i veti incrociati, questa coazione a ripetere sempre gli stessi errori e a mettere sempre le pretese egemoniche di pochi, sull’interesse dei tanti. Tutto per bloccare la nascita di qualcosa di veramente nuovo e serio a Sinistra e fra i cittadini. Sono queste azioni, questi metodi le vera cause della sconfitta della Sinistra in questo Paese. Noi le rifiutiamo categoricamente. Così come, se volete suicidarvi politicamente con progetti miopi, chiusi o di mera testimonianza, fatelo voi. Non accadrà quello che è già accaduto con “Rivoluzione Civile”: promesse di apertura e candidature blindate. L’Italia ha bisogno di altro. E tante persone di sinistra, tanti militanti di base, che hanno generosamente lavorato a questo progetto, chiedono altro. Forse, anche per questo, non ha più bisogno di alcuni di voi. Quei pochi che vorrebbero condizionare i più con metodi e strumenti che non hanno nulla di democratico. Oggi si cambia pagina. Noi non ci pieghiamo, né ci vendiamo. Abbiamo già costituito un’associazione “Democrazia e Uguaglianza” la cui azione mettiamo a disposizione di quelle persone libere, quelle “cittadine e cittadini” con cui, se vorranno, “continueremo a lavorare insieme, in un modo completamente nuovo e del tutto autonomo.”
Fine di ogni pretesa egemonica di partito, di ogni tentativo di ‘scalare’ il Brancaccio e impedire la nascita di una voce autonoma della società civile nel dibattito a sinistra. Noi siamo e restiamo liberi! #avantiliberi”