Una conferma che nel 2019 Matera, capitale europea della cultura ospiterà , probabilmente a maggio, una convention delle Logge del grande Oriente , di città europee che portano nella denominazione la parola Europa. E sarà una ulteriore attenzione verso quelle realtà come la ”Quinto Orazio Flacco” di Matera, che possono fregiarsi del titolo di ”orgoglio europeo”. La conferma è venuta in occasione dell’incontro per ricordare il politico, docente di diritto amministrativo e massone Francesco D’Alessio e i 90 anni della istituzione della Provincia di Matera, promosso dalla loggia materana, presieduta dal maestro venerabile Pietro Andrisani, e dal Grande Oriente d’Italia Palazzo Giustiniani, presieduta dal Gran Maestro Stefano Bisi. Un incontro davvero interessante, per la qualità e gli stimoli venuti dagli interventi, cominciati con il saluto del maestro Pietro Andrisani che ha tracciato il profondo legame tra la Loggia Materana e la figura e l’opera di Quinto Orazio Flacco e le attività messe in campo per i prossimi mesi, che ha consentito di riprendere il dibattito sul rilancio del ruolo delle Province- come ha ricordato il presidente dell’Amministrazione provinciale e sindaco di Grottole, Francesco De Giacomo- finite nel limbo dopo le contraddizioni della riforma Del Rio e la bocciatura del referendum costituzionale del 4 dicembre 2016. Perchè senza risorse e deleghe certe in materie come infrastrutture, ambiente,cultura e rapporti con i Comuni aumentano degrado ed emigrazione, come sta accadendo in Basilicata. L’altro imput che può essere fatto proprio, perchè no dallo stesso Grande Oriente e dal Comune di Montescaglioso, può essere l’istituzione di giornate di studio o di premi o borse di studio sulle materie di diritti amministrativo nelle quale eccelse Francesco D’Alessio, come hanno brillantemente ricordato negli interventi Francesco Gallipoli, avvocato amministrativista, e il professor Nicola Di Modugno , docente di giustizia amministrativa a Benevento presso l’Università del Sannio nonche storico della massoneria. D’Alessio, con il suo testo unico e il relativo commentario del 1934, resta una pietra miliare del diritto amministrativo e di tutto lo scibile sull’ordinamento degli enti locali, individuando specificità e competenze. L’avvocato Gallipoli, con citazioni e con una anedottica davvero esemplare come quella su intervento verso un ministro dell’epoca affinchè si facesse sentire per completare il collegamento della linea delle FCL Matera-Montescaglioso, ha riferito delle ”intuizioni” avute dal ”Professore” che lo hanno aiutato oggi a dare una risposta e a risolvere contenziosi davanti alla giustizia amministrativa. E’ la prova provata, frase fatta, della necessità di non dimenticare il passato per evitare sconquassi normativi e paradossali nel presente. Se la Francia ha modificato ben poco degli impianti legislativi, passando indenne le diverse fasi della Repubblica un motivo ci sarà…Nel Bel Paese, invece, ci sono le riforme a metà,le circolari integrative e le sentenze parziali, enti locali come le Province senza soldi, con debiti fuori bilancio senza accontonamenti nel caso di soccombenza nei contenziosi, Comuni (vedi Potenza)in piena bancarotta aiutati nel ripianare il deficit dalle Regione e che a loro volta finiscono nell’esercizio provvisorio. Con le prescrizioni del commmentario dell’on. Francesco D’Alessio queste cose, probabilmente, non sarebbero accadute. La storia, infatti, sta dimostrando che occorrono serietà e buon senso per attuare riforme durature e credibili come ha chiesto il presidente della Provincia, Franceso De Giacomo, fermo nel sollecitare il legislatore a far uscire le Province dalla situazione di empasse in cui si trovano. Per il professore Nicola Di Modugno, davvero un archivio vivente come il maestro venerabile Pietro Andrisani, la Riforma Del Rio -definita una ”legge fascista”- potrebbbe subire l’effetto abrogante dopo la bocciatura del referendum di riforma costituzionale… Sarebbe la logica conseguenza di un fallimento accertato e che sta procurando ulteriori guasti al Paese, in termine di costi (li addebiteremmo al governo dell’epoca) e di accrescimento di burocrazia, disagi e disaffezione dei cittadini verso la Res Publica. Il docente universitario ha offerto uno spaccato della vita di D’ Alessio, massone, politico dapprima liberale giolittiano- come l’ex ministro delle Finanze Pietro Lacava- prima iscritto e poi espulso dal Partito nazionale fascista (Pnf) ma che ebbe un ruolo importante e fondamentale nella istituzione della Provincia di Matera, avvenuta il 2 gennaio 1917. Fu grazie alla eliminazione di 143 circondari e alla istituzione di 20 province che Matera fu l’unica città del Sud, insieme a Brindisi, a ricoprire le nuove funzioni. D’Alessio ebbe vita travagliata con la espulsione dal Pnf procurata da una indagine che avrebbe appurato il mantenimento di un rapporto con gli antifascisti e l’iscrizione a una loggia massonica. Una posizione tra ”due fuochi” che gli procurò contraccolpi anche sullo stato di salute, senza dimenticare le ”sofferenze” -non entriamo nei particolari- procurate dalla cattedra all’Università di Napoli. Resta lo spessore culturale, politico e scientifico di una importante figura del Novecento, che andrebbe valorizzata. E il sottosegretario alla Pubblica Istruzione Vito De Filippo , evidenziando come il binomio tra cultura e sviluppo del quale Matera è un valido esempio, ha ricordato come ” memoria e storia siano luogo fertile di futuro”. Argomenti sui quali, ne siamo certi, si sarebbe soffermato anche il sindaco Raffaele De Ruggieri, assente per sopravvenuti impegni. Ci ha pensato il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, Stefano Bisi, a trarre la sintesi della giornata, riprendendo temi e spunti venuti dai vari inteventi, cominciando dal ruolo delle ”Province” rimaste con funzioni, ruolo e risorse in mezzo al guado…” Forse -ha detto il Gran Maestro Bisi- in maniera affrettata sono stati buttati alle ortiche bimbo e acqua sporca. Sono necessari senso di responsabilità e buon governo. Si è dato potere ai dirigenti, ma questi spesso non si assumono responsabilità per un motivo o per un altro. I vecchi politici, proprio perchè eletti dal popolo, se le assumevano”. La palla torna alla politica, al prossimo governo -quando vedrà luce- in base a quello che deciderà il capo dello Stato. Ma serve la politica responsabile e figure preparate e lungimiranti come Francesco D’Alessio farebbero al caso, con la sua formazione -un valore- nelle logge massoniche del tempo, come quella di Roma del maestro Ettore Ferrari autore del monumento a Giordano Bruno, che andrebbe restaurato. ” Le nostre Logge -ha detto Stefano Bisi- sono palestre di educazione civica, di libertà. Dispiace che ci siano alcuni partiti ed esponenti politici che escludono i massoni per la loro appartenenza. Chiediamo di essere giudicati per quello che facciamo. Francesco D’Alessio si inserisce nella tradizione degli amministratori massoni che hanno fatto e bene per le loro comunità. Come non ricordare Ernesto Natan, sindaco di Roma, Lando Conti a Firenze, Aldo Ducci ad Arezzo, Giorgio Cardetti a Torino e tanti altri. E questo vuol dire bene comune. Ci spiace, come ho letto di recente in una intervista alla C.E. che siamo indicati come attentatori del bene comune. Non è vero. Continuiamo ad essere ieri come oggi quello che siamo. Guardiamo a una Europa senza confini e nel 2019 saranno a Matera tutte le logge europee. C’è una memoria comune da difendere e bene ha ricordato il sottosegretario alla Pubblica Istruzione Vito De Filippo, che la memoria è un luogo fertile di futuro. Noi – ha proseguito – sappiamo essere autocritici. Abbiamo avuto pagine belle, altre grigie. Non lo neghiamo. Ma forti di questi errori andiamo avanti con attività culturali e filantropiche, solidali come quella a sostegno degli atleti disabili del baket in carrozzina di Reggio Calabria o del bimbo autistico di Prato al quale avevano rubato la bic,i con il quale andava incontro alla libertà con suo padre. Fuori siamo questo. Dentro nel nostro Tempio non entra nessuno, come nello spogliatoio di una squadra di calcio. Li ci sono il tecnico, gli assistenti e i giocatori e nessun altro perchè è cosi che si fa squadra. Poi si va in campo e il giudizio va dato su quello che facciamo. Siamo liberi e teniamo accessa la fiamma della libertà, in una fase difficile, a volte buia come i tempi che attraversiamo. E lo facciamo non solo per noi, per le 850 logge del Grande Oriente d’Italia, ma per tutti, per quei principi indicati nella Costituzione agli articoli 2 e 18, per esempio. Per evitare quanto accaduto in parlamento nel 1925 con prese di posizioni esemplari, come quella di Antonio Gramsci, che si opposero alle leggi liberticide contro la Massoneria.Non deve ripetersi”. Un rischio ricorrente riproposto con la pubblicazione ”Massofobia. L’antimafia dell’inquisizione” , scritta dallo stesso Bisi.