E ora per i lavori di riqualificazione a Matera di piazza Vittorio Veneto, per la quale sono previsti la chiusura meno impattante dell’apertura prossima al monumento ai Caduti, soluzioni per la chiesa del Santo Spirito, la rimozione della fontana anulare e altri interventi, si prospetta una fase di ”riflessione” con un ulteriore confronto fra Amministrazione comunale e Soprintendenza ai Beni architettonici e Beni culturali della Basilicata, e la richiesta di delucidazioni -inevitabili- che verranno a seguito dalla interrogazione presentata dal senatore Tito Di Maggio (Conservatori e riformisti) al ministro peri Beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, e all’Autorità Anticorruzione Raffaele Cantone.

Un cantiere per 786.000. euro affidato a una ditta campana, destinato a rinviare – si spera in tempi ragionevoli-le ipotesi di intervento sulla piazza, che va riqualificata per le basole sconnesse e per le soluzioni (se così sarà) che saranno prese.

E la piazza su questo tema ribolle da un bel po’ di tempo con tanto di prese di posizioni ufficiali su giornali, tv ,internet su quanto è opportuno e inopportuno fare ed è quello che accade quando non si comunica e si è presi dalla volontà e dal dovere di non perdere opportunità, risorse, progetti per opere di pubblica utilità.

E questo è lodevole, ma alla fine per la fretta (come ripete un noto adagio) si incappa in incomprensioni, errori di valutazione, reazioni sull’onda del ” ma non ci si poteva confrontare per tempo? Come hanno fatto in precedenza altre Amministrazioni rendendo pubblico quello che si sta facendo? Espletati i bandi ma i progetti cosa prevedono? Perchè non li hanno pubblicizzati?”.

Interrogativi legittimi tant’è che il senatore Di Maggio ha deciso di portare l’argomento all’attenzione parlamentare, premettendo -come si legge nella istanza, di non aver potuto avere accesso agli atti- e che ”parrebbe vi sia una lettera della Soprintendenza nella quale si chiede all’Amministrazione comunale di fornire chiarimenti,stante il fatto che la Soprintendenza non ha fornito il parere necessario all’approvazione dell’opera”. Al Ministro ha chiesto di riferire se siano state ”eseguite secondo le norme vigente e, in particolare, se esistano – ha precisato il parlamentare- il parere della Soprintendenza, il progetto esecutivo e se il progettista abbia le competenze necessarie a firmare il progetto”.

Di Maggio ha chiesto,inoltre, se siano state correttamente utilizzate le risorse a disposizione o se siano,invero, utilizzate risorse accantonate per altri interventi”. Il parlamentare ha,inoltre, riferito che la vicenda ha avuto un iter ”così veloce e imprevisto, tale da suscitare un acceso dibattito e l’intervento del consiglio dell’ordine degli architetti, oltre che di comitati di quartiere, professionisti e cittadini”.

E l’argomento è stato esaminato nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato l’ing. Francesco Saverio Acito, che favori il primo intervento di riqualificazione- affidato all’arch. Antonio Mattia Acito- della piazza e la fruizione degli ipogei e l’architetto Paolo Irene,” animatore ” del Comitato dei Cittadini.

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DI MAGGIO: PIÙ COINVOLGIMENTO DELLA CITTÀ NELLE SCELTE URBANISTICHE
Con Acito e Irene: Attenti a fare scelte sbagliate, è in gioco il futuro della Matera
Insieme, senza simboli di partito, per chiedere all’amministrazione comunale di Matera di avviare un vero dialogo con la cittadinanza sulle scelte urbanistiche della città. Con questo spirito il senatore dei Conservatori e Riformisti Tito Di Maggio ha promosso una conferenza stampa per presentare una sua interrogazione parlamentare al ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini sui lavori di rifacimento di Piazza Vittorio Veneto a Matera. All’incontro erano presenti anche l’ex sindaco della città Saverio Acito e l’architetto materano Paolo Irene.
Quale logica ha animato l’intervento in programma nel cuore della città dei Sassi, quali motivazioni hanno spinto l’amministrazione ad avviare un progetto così importante senza il parere dei cittadini e dei soggetti potenzialmente coinvolti? La critica è stata dura, tanto che il senatore Di Maggio ha annunciato di aver inviato la sua interrogazione al presidente dell’Autorità nazionale Anticorruzione Raffaele Cantone.Gli interventi urbanistici sono legittimi e auspicabili secondo Acito e Irene, ma in questo caso siamo di fronte all’assoluta mancanza di pianificazione integrata. Questo tipo di scelte si sono già dimostrate sbagliate in altri centri e in altre epoche, è davvero molto grave – secondo i due professionisti – che nella città che sarà Capitale europea della Cultura nel 2019 si ripropongano oggi in modo miope e incoerente.

Tito Di Maggio, senatore dei Conservatori e Riformisti, promotore della conferenza stampa
“Il lavori sono stati approvati senza parere della Sovrintendenza, per quanto ne sappiamo non c’è ancora progetto esecutivo e non sappiamo nemmeno se chi ha firmato il progetto aveva i requisiti per farlo. Ecco perché ho presentato un’interrogazione parlamentare al ministro Franceschini, annunciandogli di aver chiesto l’interessamento a riguardo del presidente dell’Autorità nazionale Anticorruzione Raffaele Cantone”.
“In tutte le città ormai si tengono referendum per ascoltare il parere dei cittadini sulle più importanti scelte da prendere per la comunità. Perché questo non si è fatto a Matera sui lavori della piazza? Il mio timore è di essere di fronte all’ennesimo progetto avviato per spendere comunque dei fondi che sarebbero andati perduti a causa della incapacità di programmazione di questa amministrazione comunale. Se queste sono le premesse, ritengo più responsabile che la stessa amministrazione si faccia un esame di coscienza e rassegni le dimissioni”.
Saverio Acito, ingegnere ed ex sindaco di Matera
“È più che legittimo immaginare un rifacimento di Piazza Vittorio Veneto, ma il problema è realizzare un investimento utile alla comunità, non sperperare dei fondi che stavano andando a scadenza. Già oggi siamo indietro addirittura nella programmazione degli interventi in vista del 2019, il mio timore è di vedere di qui a quella scadenza altri interventi profondamente  incoerenti come questo”.
“Chi ha deciso la modifica della piazza? Perché? In quale sede di programma? Che c’entra la piazza con gli ipogei? Quali fondi sono utilizzati? Quelli per gli ipogei?  Se per gli ipogei erano inizialmente stati stanziati 800mila euro come si è arrivato al milione di euro impegnato per la piazza? Non comprendo né l’esigenza di tutto questo, né la strategia. Sarebbe stato meglio riqualificare semplicemente gli ipogei e valorizzarli, magari creando occupazione per una decina di giovani di Matera”.
Paolo Irene architetto e animatore di comitati cittadini
“La faccenda mi provoca stupore. Nessun tecnico in città è stato coinvolto per un progetto così importante, molti professionisti locali lo avrebbero fatto gratuitamente. Ci vuole un’idea globale di pianificazione. Sarebbe meglio perdere i soldi destinati al rifacimento della piazza, piuttosto che realizzare un progetto senza senso, estraneo ad una logica urbanistica che guarda alla città nel suo complesso. Lo stesso sta avvenendo nella discussione sul teatro cittadino. Farne uno provvisorio e poi uno definitivo sarebbe uno spreco, meglio riqualificare il Duni. Questa politica è il contrario della sostenibilità”.

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