Raffaello De Ruggieri con il pollice verde (per lui che ha militato con il partito dell’edera, il Pri) che parla di sostituire cepponi e cespugli, di rischi da ‘’decomposizione culturale’’ , di “vade retro’’ contro le baldorie ludiche e politiche e che è fiero di far parte di una minoranza, di ben altro spessore culturale, alla quale la storia finirà con i dar ragione. Sindaco sulla graticola e con un po’ di pessimismo, costretto a barcamenarsi con le frastagliate posizioni individuali, da pieno clima di campagna elettorale, per le regionali e le politiche, che non gli consentono di ”pensare” e lavorare su obiettivi e progetti che la città richiede in vista di Matera 2019.  E così quell’invito rivoltogli, a margine della conferenza stampa ad assistere mercoledì 13 settembre al concerto ” 1oo anni di musica italiana”, con l’orchestra metropolitana di Bari, resta sospeso e lascia tutti di stucco con un sibillino ”…Se sarò ancora sindaco”. Un commento amaro, che gli abbiamo visto fare in altre occasioni quando aveva posto gli ultimatum a vogatori, passeggeri da crociera e sabotatori dell’Arca di Noè, la coalizione trasversale con una dozzina di partiti, movimenti, padri ispiratori locali e regionali, consiglieri e consigliori con un piede in più scarpe, che gli ha consentito di vincere le comunali 2015 su Salvatore Adduce. Commenti che sta ripetendo con il governo di unità municipale, allargato al Pd che era ufficialmente all’opposizione in alcune componenti , o governissimo o marmellata come lo chiamano in città, dopo tante note stonate, protagonismi, posizioni strumentali , a volte ricattatorie, che fanno rimpiangere la Prima Repubblica, quando c’erano i partiti. Altri tempi. Sono venuti al pettine i  nodi dei vecchi contrasti tra correnti e anime del Partito democratico, insieme a quelli delle componenti della vecchia maggioranza che ricordano aspettative e desiderata messe da parte proprio per l’arrivo del Pd nella maggioranza. Dalla programmazione degli eventi culturali e musicali, con polemiche non ancora smorzate, ai provvedimenti per il turismo e i servizi spesso disattesi per gli interessi di quanti sono abituati al consenso con il ‘’laissez faire’’, alla questione rifiuti con un bando da 100 milioni di euro da espletare e che alcuni preferirebbero rinviare per opportunità , all’organigramma del Comune e della Fondazione Matera 2019 a questioni da piccolo ”particulare” che solo i Santi Medici ” Cosimo e Damiano potrebbe dipanare, magari somministrando cicuta, lassativi  o percolato alle bisogna. Il sindaco tira dritto e continua  a muoversi anche in maniera autonoma, come ha fatto con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, scavalcando per un attimo i rappresentanti di Governo. Modi di vedere diversi in maggioranza? E perchè? Equilibri e impegni saltati o pillole amare da ingoiare. A rimetterci, aldilà dei protagonismi, che registriamo da più parti, a rimetterci è la città. L’unica notizia positiva riguarda il Cis, il  contratto interistituzionale  di sviluppo (Cis) previsto dal decreto Mezzogiorno, che prevede investimenti per 35 milioni di euro in opere pubbliche per Matera capitale europea della cultura 2019. E, in proposito, da quanto ha riferito lo stesso sindaco –a margine della conferenza- si attende l’arrivo del ”coordinatore e facilitatore”, Salvo Nastasi, per esaminare la bozza di intesa per firmare ( probabilmente il 19 settembre). Le opere, ricordiamo, riguardano la sistemazione di piazza della Visitazione, con un progetto redatto dalle Ferrovie Appulo lucane per 16,5 milioni di euro, il parco storico dell’uomo per 13 milioni d euro e la sistemazione della viabilità di accesso alla città lungo la vecchia statale Appia e a ridosso delle cave del Sole e Paradiso. Sarebbe un passo avanti, anche perché a preoccuparsi degli appalti sarebbe lo Stato. Il Comune del resto non è nelle condizioni, nonostante l’arrivo di 20 nuove unità tecniche, di operare in tal senso. La cosa, naturalmente, toglie autonomia e aspettative in quanto pensavamo di entrare nel grande programma di investimenti delle opere pubbliche. Settore, ricordiamo, sul quale sono ripetuti gli interventi di ‘’attenzione’’ della Autorità centrali e della Magistratura regionale, come ha ripetuto il procuratore distrettuale antimafia di Basilicata Gay. Serve trasparenza a tutti i livelli, evitando le incursioni dei maneggioni della politica abituati a mediare e a interessarsi di tutto quanto può fare affari, clientelismo e far carriera- Un pericoloso ‘humus’’ che fa attecchire tante “malepiante”, che andrebbero estirpate (via cespugli e ceppi per dirla con il sindaco) con diserbante e “avvisi” ultimativi a operare con lealtà. I segnali di una pericolosa deriva del tessuto socio economico e politico ci sono. Il ‘’laissez faire’’ e il remare contro sono il brodo di coltura per operare nell’ombra, in danno della città. Le beghe in corso per la campagna elettorale non ci interessano, perché in funzione di percorsi e candidature personali, che saranno frutto di compromesso e degli ennesimi movimenti da mercato delle vacche, di quanti sono abituati a vendersi al miglior offerente. E il rischio è questo:  che nella Primavera 2018 o giù di lì si vada a votare  oltre che per le regionali anche peri Comuni di Potenza e Matera, dove ci sono i governissimi. Un disegno strategico del quale si parla da tempo. La città del divano che fa? Dorme o fa finta di non vedere o sentire? Anche questa è una pagina buia, con tante sfumature di grigio di Matera 2019.

E LA NOTA DEI VERDI GETTA BENZINA SUL FUOCO

COMUNICATO STAMPA

 

Giovanni Angelino (Verdi): sulle candidature alle Politiche e alle Regionali Matera non può essere messa da parte

 

Le prossime scadenze elettorali, Parlamentari e Regionali, in programma nella prima parte del prossimo anno, impongono ai partiti di avviare anche il lavoro per le candidature e in proposito voglio subito mettere in chiaro un concetto: non accetteremo scelte calate dall’alto ed è giusto che le forze del centrosinistra come i Socialisti, le forze di sinistra e Verdi, che da sempre sono determinanti per la vittoria della coalizione possano esprimere le proprie scelte per le candidature, che dovranno esprimere per esempio alle Regionali un candidato presidente materano, dopo tre consigliature affidate ad un rappresentante del potentino. Matera, per il ruolo che ha acquisito a livello internazionale con il titolo di capitale europea della cultura per il 2019 non può e non deve essere messa da parte e per quanto ci riguarda, poiché non abbiamo padroni sulle nostre teste, abbiamo il diritto di scegliere i migliori candidati che può esprimere il territorio materano.

Voglio solo precisare che faccio parte del gruppo consiliare più forte a livello politico locale

e che se le scelte sulle candidature per i prossimi appuntamenti elettorali non saranno condivise sono pronto a fare le mie opportune riflessioni per decidere liberamente l’area politica da sostenere.

 

 

Giovanni Angelino, responsabile provinciale Verdi