Il sindaco di Matera,Raffaello De Ruggieri, non perde mai la vena ironica e tira dritto per la sua strada, nonostante la sua eterogenea maggioranza ,l’Arca di Noè, presenti vistosi squarci nel sartiame e continui a navigare sotto costa, in attesa che gli ammutinati ( da Angelo Tortorelli a Saverio Vizziello ad Angelo Cotugno, da Rossella Rubino ad Angelo Lapolla a Maridemo Giammetta ) e i critici di Matera Si Muove (per citarne alcuni) tirino sù scialuppe e remi e si accontentino di quello che passa il convento:giunta a nove e quote Rosa, senza spine. Tanto più che dalla sponda potentina, dopo le reprimende dei giorni scorsi, si preferisce risolvere altre questioni (bilancio, spesa, futuro correntizio del Pd e candidature parlamentari) e rinviare almeno di un mese la questione Matera. Il presidente Marcello Pittella deve muoversi con equilibrio, per recuperare operatività e credibilità a cominciare dalla Fondazione e dal rapporto con Matera e con i materani che sconta incomprensioni e scelte non ancora digerite nella ” Città dei Sassi” e meno che meno nel consiglio comunale di Matera. Se poi aggiungiamo le scivolate di quanti credono o pretendono di rappresentarlo e allora il quadro è completo,sopratutto di quando si parla di Matera 2019. Sarebbe stato opportuno che fosse venuto in consiglio, per colmare tutta una serie di interrogativi che non possono essere affidati a un ordine del giorno che ”auspica”, ”chiede” e lascia le cose come stanno con la ” Capitale europea della cultura del 2019” nel solco contraddittorio tra ”autonomia” e ”accentramento decisionale”. Per ora siamo all’armistizio e il tempo sembra favorire Raffaello De Ruggieri,anche per quanto riguarda un argomento come la definizione della nuova giunta comunale. ” La giunta è pronta?” gli chiediamo a margine della lunga maratona del consiglio comunale su Matera 2019. ”Non è che pronta… E’ pronto il bilancio e quindi sarà il bilancio a stabilire se c’è o non c’è il governo della città. Abbiamo l’obbligo giuridico di approvare il bilancio entro il 31 marzo…” E quindi? Insistiamo. ” Ci rivedremo a Filippi…” risponde.Una espressione,utilizzata per significare che prima o poi si arriverà alla resa dei conti. Ma è anche presagio di avverso destino. Se vi va leggete “Le Vite parallele di Plutarco (Vita di Bruto, 36)” e quello che ha scritto successivamente William Shakespeare nel IV atto del Giulio Cesare. Sembrano proprio fatte per le vicende del Comune di Matera e della Regione Basilicata.