Una impronta di provocazione sgarbiana nel lavoro di Luca Pardi e Jacopo Simonetta ” Picco per capre”, Lu.Ce edizizioni, ci sta tutta come pure lo sforzo di far capire, anche alla ultracitata ”Casalinga di Voghera”. perchè e per come l’economia ha leggi scritte e non scritte e dove andremo a parare se continueremo ad avere un modello di sviluppo ”insostenibile”. Per farla quel ” Picco” per capre ( le tante brave persone che diffidano di tutto o di tutto o quasi) con tanto di grafico sul quale si mantiene in equilibrio ostinato il simpatico caprino è uno schiaffo materiale alle leggi sulla trasparenza : dalla Bassanini a seguire. E ne abbiamo avuto prova nel corso della chiacchierata, a più voci, che si è sviluppata nella Sala Laura Battista della Biblioteca provinciale ” Tommaso Stigliani” su iniziativa di Saverio Castoro . E della sua Bottega del Vicinato, frequentata da avventori che vogliono capirne di più e che vorrebbero essere ascoltati dalle lobbyes, di potere e podere, che intaccano energia, cibo, ambiente, usi,abusi e malcostumi che hanno procurato le crisi economica, energetica ed ecologica che stiamo sorbendo. E non si poteva non cominciare dal petrolio, ormai fuori dai prezzi e dai consumi convenzionali, che con la ”globalizzazione” ha fatto saltare il banco e le nostre tasche. La stessa cosa sta avvenendo con l’acqua e con l’ambiente. Temi che in Basilicata sono ultrasensibili, visto che dopo l’esperienza del sito nucleare unico di Scanzano Jonico abbiamo perso l’occasione di costruire un modello di crescita sostenibile. I esponsabili ci sono e stanno avendo la facciatosta di ricandidarsi ”de visu” o con le teste di legno facente funzioni e finzione. Luca Pardi, chimico del Cnr, ospite a Matera per altre iniziative come quella del Centro Levi con l’aiuto di grafici, esempi, riflessioni, dati ha tracciato un quadro per nulla entusiasmante sulla situazione del pianeta, fatta eccezione per lo strato dell’ozono grazie alle limitazione sui CFC. Servirebbero politiche di grande respiro, scelte coraggiose, inversioni di rotta e con una sintesi tra gli interessi degli affari della politica o della politica degli affari. Non si può pensare a un ritorno pre rivoluzione industriale, vista la scoperta fatta con l’impiego di carbone ed energia e poi di petrolio o alle moderne ”comunità hamish”, ma una regolata ci vuole. E allora sorseggiando un bicchiere d’acqua, travasato dalla caraffa portata da Saverio Castoro, occorre guardare a un bicchiere mezzo pieno …ma di veleni. Ottimisti, pessimisti?No, realisti. Gli interventi e i contributi davvero interessanti al dibattito con il pubblico venuti da Paolo Manicome, Carmela Lapadula, Marino Trizio, Saverio Paolicelli ,dal parlamentare pentastellato Vito Petrocelli e da altri hanno fornito riflessioni e percorsi per fermarsi un attimo e riflettere tra cambi di passo, programmazione Marchionniana, insensibilità della cultura o scarsa partecipazione. Ma la capretta del picco , che non è la grù di Chichibio, si muove e con lo zoccolo fa cadere i ciottoli a valle. Forse ci fornirà utili indicazioni per salvar sè stessa e i cavoli dell’assalto del lupo cattivo, mentre il traghettatore si sta arrovellando come organizzare il trasbordo senza danni. Attendiamo Luca,che nelle fisionomia per alcuni ha ricordato il caustico Giorgio Panariello, per il seguito del libro: ” Un picco per salvare capre e cavoli”. Quando? Un po’ di pazienza.Lo ”spread” corre ad arte fin davanti al precipizio…