Quando si hanno passione politica e tanta riconoscenza verso quanti, come l’ex sindaco e parlamentare del Pci di Altamura Fabio Perinei, che hanno dato tutto per ideali e impegno verso gli ultimi e il territorio, allora non può che restare accesa la fiamma di un progetto da riprendere tra la gente, con la gente e per la gente.

I marxisti puri, quelli che il Capitale lo hanno letto per davvero, sono quasi una specie in estinzione e scuotono la testa verso quelli che hanno comprato quel ”volume di analisi rivoluzionaria” per darsi una parvenza di intellettualismo delle apparenze. Puntano il dito verso quanti si professano di ”sinistra” parlamentare di opposizione fatta da personaggi sinistri di un’area sinistrata, o dagli eredi dei ”cerchi magici” renziani e di trasformismi opportunistici, che hanno buttato a mare volutamente gli ammonimenti berlngueriani sulla questione morale e non solo.

La pubblicazione del libro e cd dei Uaragniaun, un gruppo musicale di ricerca e militanza territoriale, ”Perchè sono marxista di Fabio Perinei, poesi, canzoni, ballate” edito dai Suoni della Murgia, apre uno spaccato di riflessione sugli anni Settanta… ”formidabili” per dirla con un noto libro di Mario Capanna, ora passato da esperienze imprenditoriali, sui tanti versi pasoliniani, strofe di cantautori come Francesco Guccini, Claudio Lolli, sull’azione di movimenti artistici e teatrali alternativi, senza dimenticare la militanza di figure e movimenti su temi locali che al Sud sono lavoro e sfruttamento, ieri come oggi, con la deleteria filiera a tutele decrescenti del ”jobs act” e del precariato diffuso.

E il titolo ”perchè sono marxista” è una provocazione, un tassello importante per non disperdere un patrimonio di ideali e,sopratutto di impegno e militanza, che persone come Fabio Perinei hanno portato avanti fino in fondo con convinzione, contagiando anche gli altri. Stefano Losurdo, ideatore del lavoro, fa riferimento alla nascita nel 1971 del circolo democratico ” Graziano Fiore” frequentato da giovani di diversa esperienza (marxista, cattolica, anarchica, socialista, idealista)poi confluiti nel Pci, che portò a esperienze interessanti, compresi lavori di ricerca sui canti popolari con Fabio Pirenei e Michele Saponaro. Dalla proposta al progetto e alla lunga marcia ( il grande Timoniere Mao Te Tung c’entra poco) verso ”Perchè sono marxista”, preceduto da lavori sulla condizione bracciantile ” U saul iè fatt russ” , ” E cus referendum…endum endum”, legato al referendum sul diverzio ” Partito, Sud, paese mio”’ sull’emigrazione fino al lavoro antifascista ”Noi ti neghiamo” dedicato all’efferato delitto dello studente Benedetto ”Benny” Petrone avvenuto a Bari nel 1977.

E allora il cd in 37 tracce dei Uaragniaum è un concerto, legato a eventi ed esperienze di 40 anni fa e anche dell’Italia della Resistenza , una testimonianza reale verso una persona di forte personalità , Fabio Perinei, che abbiamo avuto modo di apprezzare da cronista insieme al senatore Onofrio Petrara per quel progetto di “Parco della pace” da realizzare in una murgia smilitarizzata.

Sogni nel cassetto? Ma no…l’eredità è rimasta e lavori come quello dei Uaragniaun, nel solco di una tradizione che ricorda quella dei Canzonieri e del Cantautorato, sono di una freschezza tematica e ideale davvero esemplare e interessante.

E per le giovani generazioni, immerse nella volatilità, superficialità e,spesso, inconcludenza della dimensione social ”2.0” poco avvezze alla riflessione, all’ approfondimento e al dibattito, con spirito critico, ascolto e lettura , il lavoro “Perchè sono marxista” è occasione per guardarsi intorno per capire come mai lavoro e sfruttamento, emigrazione, ieri con la valigia di cartone oggi con trolley e tablet, continuano a relegare il Sud nel Bel Paese e a due, tre e quattro velocità.

Allora va ascoltata quella traccia n.34 ”Perchè sono marxista” di Fabio Perinei, voce recitante di Rocco Capri Chiumarulo e Nanni Teot Filicorno – preceduta dalla ”Cancion del poder popular” degli Inti Illimani (Lusii Davis e Julio Rojas, Luigi Bolognese voce e chitarra, Silvio Teot timpano, tin whistle, voce, Filippo Giordano, violino e voce, Nanni Teot, filicorno, tromba e voce, Leo Zagariello contrabbasso) e seguita da ” O cara moglie ” di Ivan della Mea ( Maria Moramarco voce, Luigi Bolognese chitarra, Silvio Teot shaker, Filippo Giordano violino e voce, Nanni Teot voce e Leo Zegariello Contrabasso).

Perchè sono marxista – scrive Fabio Perinei- perchè mi piacciono le mani robuste e callose, quelle mani che sanno di pinza e zappa. Ho simpatia per la guardia notturna che quando rientro di notte, mi saluta. Ed è un rimprovero al mio letto caldo, ai termosifoni di casa alle mie agiatezze borghesi. E’ perchè vorrei che tutti si giocasse insieme, dopo aver lavorato un giorno, che ci salutassimo tutti per strada, chiamandoci tutti per nome. Perchè quando sogno vedo nelle mani che si cercano si trovano e si stringono”.

Altre figure,altro senso di responsabilità e non meravigliamoci se negli anni populismo e antipolitica sono cresciuti a dismisura, con i risultati di sconquasso morale che c’è in giro. Già la ”questione morale” tirata fuori da Enrico Berlinguer, una eredità tradita con lo sfascio e le scelte del Pd apparentato stabilmente e sostenitore delle politiche confindustriali e del sistema bancario.

La traccia ”30” fu una preveggenza di come sarebbe finito il Paese con ”Mani Pulite” e con le tante vicende di malaffare che registriamo tutti i giorni. ” La questione morale esiste da tempo – disse il segretario del Pci nel 1981- esiste da tempo, ma ormai essa è diventata la questione politica prima ed essenziale, perchè dalla sua soluzione dipende la ripresa di fiducia nelle Istituzioni, la effettiva governabilità del Paese e la tenuta del regime democratico”. Sono passati 37 anni e la questione si è incancrenita.

Altro che riformismo virtuoso…con un Paese dalle forti tensioni sociali e con una politica economica dalle mani libere, che alimentano emigrazione, evasione e un futuro molto incerto per le giovani generazioni. E allora ascoltare i canti di lotta del cd, con i riferimenti a Enzo Del Re, Domenico Modugno, Rocco Scotellaro, Leonardo Sinisgalli e tanti altri, è uno stimolo a guardarsi intorno, al passato per costruire un futuro di impegno comune.

Quelle pagine dalla grafica accattivante, con i colori rossi e grigi, che ricordano le testate giornalistiche di forte impegno politico e identitario del passato da L’Unità (finita nell’eutanasia renziana) a Paese Sera, Rinascita, Lotta Continua , invitano a leggere quanto scritto nei capitoli del libro ”Perchè sono marxista”. Riportano grandi e piccole storie, alcune esilaranti, ricche di ironia e tanta passione per la politca e di voler far qualcosa per la gente e i territori.

”Noi credevamo di Stefano Losurdo, ”In direzione ‘Ostinata e contraria’ di Silvio Teot, ”Uomini contro” di Antonio Lorusso, ”Il Limone” di Antonio Cornacchia” e poi quello strano ”Esproprio proletario” che non ha interrotto il lavoro dei Uaragniauan fino ad “Altre Pagine ” di Fabio Perinei con la sua biografia,e la miriade di foto in bianco e nero di impegno politico e culturale, sono uno spinta a continuare e a impegnarsi in prima persona per cambiare.

La storia insegna che è possibile. Ma servono coerenza, denuncia ed elaborazione. L’omaggio a Fabio Perinei dei Uaragniauan, che seguiamo per l’originalità interpretativa in vari lavori, meriterebbe oltre a letture e concerti con anime narranti, anche una trasposizione teatrale e cinematografica.

Il progetto c’è… e per i quattrini serve una sottoscrizione, come si faceva un tempo, oggi è il crowdfunding. Fabio Perinei (ed Enrico Berlinguer) apprezzerebbero, sopratutto se fossero i giovani a continuarne l’opera.