Dopo aver, con il jobs act, precarizzato definitivamente e a vita il lavoro delle giovani generazioni, il creativo ministro del lavoro (?) Poletti lancia un altro messaggio di modernizzazione al Paese : cogli il cottimo!

Insomma, quel “se otto ore vi sembran poche…” cantate a sostegno della lotta per la riduzione dell’orario di lavoro nel dopoguerra, per i nostri governanti (qualcuno osa ancora definirli “di sinistra”) è roba da archeologia.

Semplicemente perché secondo il nostro turbo ministro dello smantellamento dei diritti dei lavoratori “l’ora di lavoro è un attrezzo vecchio che non permette l’innovazione”!

Ed innovazione, per Poletti & C., oltre a dover poter licenziare quando e come si vuole, significa anche che il lavoratore non debba più essere pagato in maniera proporzionale all’impegno in termini di tempo, straordinari compresi, ma sulla base del risultato.

Magari troverà un altro termine inglese per indorare la pillola, renderla più moderna, invece che chiamarla con il vecchio, antico e noto “lavoro a cottimo”.

Il moderno ministro-sinistro-Poletti ci rende edotti che “la storia secondo cui c’è un posto dove si va a lavorare, la fabbrica, è finita. Il lavoro non si fa in un posto: il lavoro è un’attività umana, si fa in mille posti“.

No posto fisico? No posto fisso! No orario di lavoro! ….elementare Julian!

Insomma il lavoro di smantellamento dei diritti dei lavoratori in contrasto con l’ideologia liberista da parte di questo governo sembra continui imperterrito fino alla vittoria finale!

Il ritorno totale alla mercè del datore di lavoro di chi presta il proprio tempo, il proprio lavoro, la propria competenza a creare la ricchezza del padrone e della collettività.

Legittimo per carità questo impegno “contro” i lavoratori e a favore dei “padroni” (scusate la volgarizzazione ma a volte rende di più il senso del discernere).

Sarebbe opportuno però per  chiarezza (ma è forse proprio questo che non si vuole) che non venisse esercitato ammantandosi di una appartenenza ad un campo, la sinistra più o meno di centro.

Sarebbe stato più onesto che queste proposte come per il già applicato taglio dell’art.18 fosse stato sottoposto come programma elettorale al voto degli italiani.

Perché occorre ricordare a noi tutti che sia l’eliminazione dell’articolo 18 e tantomeno queste ulteriori proposte sul lavoro non erano contenute nel programma elettorale in base al quale il PD è ora al governo.

Lo ricordiamo soprattutto ai parlamentari del PD che hanno già votato il Jobs Act in contrasto al voto ricevuto e che sembrano essere disponibili a votare di tutto e di più contro il  mondo del lavoro.

WCody