E’ motivo per una larga riflessione sui trasporti in Italia, e al Sud in modo particolare, il disastroso incidente verificatosi a Bologna, con un morto e molti feriti che, in qualche numero, potranno rimanere sfigurati. Va unito all’altro incidente verificatosi a Foggia, con trasporto di dodici poveri e affranti africani, dediti alla raccolta di pomodori da portare sulla nostra tavola.

Oggi tutti – è la solita storia – lamentano il fatto che lo spostamento di una stragrande maggioranza di merci, in Italia, avviene su strada e su “bisonti della strada”, pericolo per sé e per gli altri. Tutti, in queste ore, ricordano che, rispetto a tanto trasporto su strada, c’è stata una riduzione graduale del trasporto su ferrovia. Non si manca nemmeno di fare calcoli economici, in termini di terreni sottratti all’agricoltura a favore di strade e autostrade. Il trasporto per strada implica, peraltro, l’uso del gasolio, che non poco contribuisce al debito dell’Italia verso i paesi produttori di petrolio. Il pedaggio autostradale è altra spesa che si aggiunge. Il che, alla fin fine, significa aumento del costo delle merci e difficoltà per il comune cittadino ad acquistarle.

E’ in questo quadro che bisogna inserire il discorso della ferrovia nazionale (dicesi nazionale) a Matera.

Poco mi gratifica e non poco mi amareggia il discorso di tanti che vogliono la ferrovia a Matera solo in vista di “Matera capitale europea della cultura”, che porterebbe turisti e turisti e turisti. A parte il legittimo dubbio che, dopo il 2019, il pallone si possa sgonfiare, c’è che il turista preferisce muoversi con mezzo proprio o con mezzo flessibile, qual è il pullman, che ti porta dal portone di casa al portone dell’albergo.

Il problema dev’essere di altro genere, e cioè di decollo di tutta l’area interna del Sud, attraverso una trasversale che, passando per Matera, colleghi il Tirreno all’Adriatico con propaggine verso lo Ionio. Il piano è quello di una linea che, a partire da Napoli, passi per Salerno, per Potenza , per Grassano, aprendosi allo Ionio (come già succede), e deviando verso Gioia del Colle, donde si arriva all’Adriatico.

In tal modo si avrebbe anche un collegamento diretto tra Matera e Potenza e di Potenza verso Bari. Cosa che Potenza non ha.

In tutto questo discorso – va detto – ormai più o meno ci si trova. Ma non si può mollare. E ci si trova – la verità non va celata – per merito di persone che non abbiamo mai votato.

Diciamo della senatrice Antezza, dell’onorevole Vico e del senatore Latronico. Pressoché assenti, invece, sono stati tutti gli altri onorevoli.

Sembra che del sen. Petrocelli debba occuparsi, nel prossimo settembre, la trasmissione “Chi l’ha visto?”. Poco ha brillato lo stesso Bubbico, pur sottosegretario.

Dopo l’uso di violento lanciafiamme contro le FAL , si è assopita l’on. Liuzzi, che, francamente, ci ha meravigliato quando, nei giorni scorsi, insieme al suo ministro, la scapigliata Barbara Lezzi, è venuta a dare la sua co-benedizione alla operazione FAL in piazza della Visitazione, vero sfregio fatto alla città.

Si troveranno fra i nuovi eletti, in cui non ce n’è uno del PD, i sostenitori della ferrovia a Matera?

Si troveranno tra i nuovi eletti rappresentanti che si ricordano che, oltre che l’inquinamento, Matera, con la Basilicata, ha tanti altri problemi? Si faranno incontrare? Finora si son visti poco.

Che arrivi, dunque, il fresco vento di settembre, sempre salutare e ristoratore, quale lo sentì e canto il poeta Vincenzo Cardarelli.