Lui, Sergio Mattarella, presidente ”riflessivo”, misurato, di alta formazione politica e culturale che affonda le radici nella Prima Repubblica, a Matera ha destato ammirazione ma non c’è stato quel bagno di folla che altri predecessori avevano avuto. Ciampi e Napolitano, rispettivamente nel 2001 e nel 2008, non erano stati costretti al rigidissimo cerimoniale di oggi ( per motivi di sicurezza) che comprendiamo e rispettiamo). Per Mattarella applausi, qualche stretta di mano a cittadini e turisti in piazza del Sedile o in piazza Vittorio Veneto, ma niente folla anche a causa della calura estiva. Una breve visita al palombaro lungo, la vista dei rioni Sassi dal belvedere ” Luigi Guerricchio” di piazza Vittorio Veneto poi la doverosa pausa in Prefettura, dopo una mattinata all’Auditorium per la ”cattedra” Jacques Maritain. E qui qualche perplessità l’abbiamo registrata. Tanti posti assegnati con numero e nome (politici, docenti universitari) più in sù i sindaci con la fascia tricolore e più in alto giornalisti, funzionari, altri invitati. Ma di cittadini poco (usiamo un eufemismo) o nulla. E meno che meno i giovani, che sono il futuro del Bel Paese….costretti ad emigrare per i fallimenti di una politica , spesso mediocre, poco incline alla programmazione e a recitare il mea culpa sugli errori fatti e che si continuano a fare. I giovani? Se non fosse stato per i ”giovani sindaci” l’età media si sarebbe attestata sui 60! Possibile che non si è riusciti a far convenire all’Auditorium quei giovani sensibili ai temi della formazione e alla ricerca di occupazione, vista la presentazione della ”Cattedra” “Jacques Maritain” e di quanto si è detto per l’Ateneo di Basilicata, la cultura e i centri di eccellenza della Basilicata. Presidente Mattarella, si guardi intorno e pretenda che, motivi di sicurezza a parte, una parte di città possa ascoltarla o incontrarla. Altrimenti la distanza fra Istituzioni e cittadini aumenterà ancora e così l’astensione e la mancata partecipazione al voto. Si ricordi dei giovani…

 

COMMENTI E INTERVENTI

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella inaugura a Matera la Cattedra Jacques Maritain

Prima in Italia e intitolata al filosofo francese del “bene comune” e dell’”Umanesimo integrale”, la Cattedra avrà sede a Matera ed è stata promossa dall’Università della Basilicata e dall’Istituto Internazionale Jacques Maritain di Roma.

 

“Sarò sempre lieto di tornare in Basilicata e quella di ricordare il presidente Colombo potrebbe essere una di queste occasioni” ha aperto con queste parole, salutato da un lungo applauso dei presenti, il suo discorso alla cerimonia di inaugurazione della Cattedra “Jacques Maritain”, oggi a Matera, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

L’invito a tornare il prossimo anno in Basilicata per celebrare lo statista lucano è stato rivolto al Presidente Mattarella dal presidente della Regione Basilicata Marcello Pittella. Nel suo discorso, Pittella ha detto: “Oggi, lei visita la città Capitale Europea della Cultura nel 2019; il 23 luglio del 1950 Alcide de Gasperi, compì identica visita, accompagnato dal giovane Sottosegretario all’Agricoltura, Emilio Colombo. Matera, in quel tempo, fu considerata vergogna nazionale e fu proprio Togliatti in un comizio a definirla tale. Sono passati 70 anni ed oggi Matera è orgoglio del Paese, anche grazie alla legge sui Sassi, che porta la firma di un europeista  convinto e di un meridionalista autentico, nostro conterraneo con il quale lei ha avuto modo di condividere esperienze di governo: il compianto Emilio Colombo. Sento di chiederle, a nome di un popolo intero, di ritornare in Basilicata il prossimo anno e, con noi, di ricordare la figura e l’opera del compianto statista Lucano. Una società senza memoria non ha futuro. La storia – ha concluso il presidente Marcello Pittella – si scrive con il mutare degli avvenimenti ed ha bisogno della memoria per essere trasferita. Stiamo provando a scrivere la nostra, nella trinomia “passato, innovazione e sperimentazione”, utilizzando le buone pratiche nell’ambizione di essere compartecipi del futuro di un Paese decisi ad abbandonare lo “scoraggiamento militante” per  abbracciare quello del coraggioso riformismo”.

Sguardo sul futuro, attenzione ai giovani e all’alta qualità della loro formazione, partendo dal valore imprescindibile della Cultura, sono stati i temi affrontati questa mattina nell’auditorum “Raffaele Gervasio” di Matera dove si è svolta la cerimonia d’inaugurazione della prima Cattedra “Jacques Maritain” in Italia. Intitolata al filosofo francese del “bene comune” e dell’”Umanesimo integrale”, la Cattedra avrà sede a Matera ed è stata promossa dall’Università della Basilicata e dall’Istituto Internazionale Jacques Maritain di Roma quale strumento di comprensione e di intesa tra le religioni e le culture del Mediterraneo. Alla cerimonia hanno preso parte i rappresentanti del Governo e del Parlamento, le massime autorità locali. Il presidente della Repubblica ha salutato le comunità lucane attraverso i sindaci presenti ed ha mostrato attenzione per ciascuno degli interventi ascoltati. Rivolgendo apprezzamento per il lavoro svolto dalla rettrice dell’Università degli Studi di Basilicata Aurelia Sole, ha Mattarella ha detto: “tutti gli atenei sono chiamati a ricercare l’avanguardia e il miglior livello di ricerca e di insegnamento”.

Ma è sulla Basilicata che, come ha sottolineato il presidente Pittella, “guarda all’Europa come patria comune” e che “territorio cerniera tra le altre regioni, guarda al Mediterraneo con responsabile attenzione, considerandolo bacino di opportunità e non solo luogo di crisi ed argomento sovente strumentale di divisione politica che il Presidente della Repubblica si è soffermato per ribadire che occorre un nuovo umanesimo e che il Mediterraneo, oggi luogo di morte, deve tornare ad essere luogo di incontro di culture e di comunità.

La giornata a Matera del Presidente Sergio Mattarella è iniziata ammirando gli antichi rioni Sassi. “Da un balcone di questo storico edificio – ha detto il Presidente della Repubblica rivolgendosi al pubblico che gremiva l’auditorium –  ho potuto vedere ancora una volta questa sintesi fra cultura e abitati che rende Matera unica. La fusione fra città e natura è insieme causa e risultato del senso di comunità così forte e che così bene racconta Adriano Olivetti. Senso di comunità che ha permesso a questa città di diventare da capitale del mondo contadino, Capitale Europea della Cultura 2019”.

Nel pomeriggio il Presidente Mattarella, accompagnato dal presidente della Regione Marcello Pittella ha visitato il Palombaro lungo, esempio della raccolta delle acque che ha permesso a Matera di conquistare il riconoscimento Unesco, e il Centro di Geodesia spaziale “Giuseppe Colombo”. Anticipando la visita al Centro di geodesia, il Presidente Mattarella ha affermato che la Cultura e l’innovazione sono “due fra i tanti elementi che consentono a questa città, a questo territorio, di guardare al futuro per dare risposte a quei tanti giovani che il professor Curcio ricordava essere desiderosi di essere protagonisti qui in Basilicata, in Italia e in Europa”.

 

 

 

 

 

Inaugurazione Cattedra Maritain, il discorso del presidente Marcello PIttella

Il governatore: “C’è bisogno di più Europa, di un’Europa unita nel Mediterraneo e verso il Mediterraneo. E c’è bisogno di riconoscerci come comunità capace di trasferire valori saldi senza immaginare che la contaminazione sia una minaccia”

 

“C’è bisogno di più Europa, di un’Europa unita nel Mediterraneo e verso il Mediterraneo. E c’è bisogno di riconoscerci come comunità capace di trasferire valori saldi senza immaginare che la contaminazione sia una minaccia.

È il pensiero che consegno e con il quale mi accompagno nel saluto deferente all’esimio Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Presidente, la sua presenza ci inorgoglisce ed accresce di profondità e di significato l’inaugurazione della cattedra Maritain e del corso “Pace e dialogo tra le Religioni e le Culture del Mediterraneo”, rafforzando il tratto distintivo di una regione che ha assunto la direzione di una cultura aperta e multietnica, pronta alle sfide che questo tempo ci consegna.

Il grande fermento della Basilicata che raccoglie e rilancia la sfida della cultura intesa quale ponte per il futuro si è nutrita e si nutre dell’azione strategica e lungimirante di eccellenze come Giampaolo D’Andrea, Capo di Gabinetto del  Ministro Franceschini, Aurelia Sole, rettrice dell’Università di Basilicata, il Prof. Gennaro Curcio, segretario generale dell’Istituto Jacques Maritain, ai quali porgo un ossequioso saluto ed un ringraziamento per aver raccolto in uno alla Regione l’ambizioso traguardo odierno.

La Basilicata è regione del Sud, territorio cerniera tra le altre regioni, che guarda al Mediterraneo con responsabile attenzione, considerandolo bacino di opportunità e non solo luogo di crisi ed argomento sovente strumentale di divisione politica.

E la Basilicata guarda all’Europa come patria comune, preoccupata della sua evidente crisi identitaria e valoriale, dimentica del ruolo insostituibile nel percorso di costruzione di Pace e di sviluppo nel tempo dell’inconciliabile paradosso tra globale e rigurgiti nazionalistici.

C’è bisogno di un nuovo umanesimo, di rinnovare vincoli di vicinato e di solidarietà.  Di recuperare l’umanesimo integrale di Maritain, alternativo all’integralismo che genera lutti e paure, inducendoci al contrario ad operare per una politica al servizio del bene comune.

Proprio Lei, Signor Presidente, più volte ci ha ricordato che la politica, nel suo essere servizio alla persona e alla sua dignità, deve battersi per l’affermazione dei nuovi diritti come quelli alla protezione sociale, all’educazione, alla tutela della salute, all’inclusione e al rispetto della disabilità, al giusto salario.

Noi, umilmente, la seguiamo e facciamo nostro il suo insegnamento.

E gli sforzi prodotti in questi ultimi anni, ci dicono che è possibile, non solo perché nella crescita complessiva del Paese, rispetto ai periodi di recessione, questa piccola regione mostra trend di crescita maggiori delle altre, perché riduce nel solo 2016 la povertà di 4 punti percentuali, perché aumenta la sua capacità occupazionale, perché il suo pil dopo anni di segno negativo segnala un’inversione in positivo,  ma perche questa regione, resiliente, dimostra come la sua vocazione, il suo straordinario patrimonio culturale, storico, con i suoi mari, con i suoi parchi, con l’agro-alimentare di qualità, con Matera è riuscita e riesce ad agganciare il treno dello sviluppo e ad affermare la cultura dell’altro, l’equità sociale, una qualità della vita.

E sull’emergenza umanitaria ha dimostrato di non aver paura, nel rispetto della sostenibilità territoriale: sono circa  3000 i richiedenti asilo che accogliamo, nella forma della micro-accoglienza. Su 131 comuni ne partecipano 65 e quando iniziammo erano appena 10.

Proviamo a non chiuderci e ad essere propositivi: la velocizzazione delle istruttorie per il riconoscimento della protezione internazionale, le attività di formazione e lavoro utile  dei migranti e della accoglienza diffusa  con strutture di piccoli dimensioni ed appartamenti sono alcune delle proposte accolte ed inserite nei provvedimenti assunti giorni fa dal Governo. Ed è oggetto di nostri approfondimenti un progetto pilota per la creazione di un modello di accoglienza ed integrazione capace di abbattere paure xenofobe ed ansie razziste.

E non abbiamo chinato la testa dinanzi alla lotta al caporalato. Anzi, l’abbiamo condotta fino in fondo, smantellando i campi della vergogna di Boreano e soprattutto dimostrando che bisogna crederci per agire, ed avere coraggio per realizzare.

Signor Presidente, il nostro è un popolo determinato che vuol lasciarsi alle spalle la palude dei pavidi e che ha l’ambizione di far diventare questa Terra laboratorio di un pensiero utile ad una società cosmopolita.

Oggi, lei visita la città Capitale Europea della Cultura nel 2019; il 23 luglio del 1950 Alcide de Gasperi, compì identica visita, accompagnato dal giovane Sottosegretario all’Agricoltura, Emilio Colombo. Matera, in quel tempo, fu considerata vergogna nazionale e fu proprio Togliatti in un comizio a definirla tale. Sono passati 70 anni ed oggi Matera è orgoglio del Paese, anche grazie alla legge sui Sassi, che porta la firma di un europeista  convinto e di un meridionalista autentico, nostro conterraneo con  il quale lei ha avuto modo di condividere esperienze di governo: il compianto Emilio Colombo”.

Sento di chiederle, a nome di un popolo intero, di ritornare in Basilicata il prossimo anno e, con noi, di ricordare la figura s l’opera del compianto statista Lucano. Una società senza memoria non ha futuro.

La storia si scrive con il mutare degli avvenimenti ed ha bisogno della memoria per essere trasferita. Stiamo provando a scrivere la nostra, nella trinomia di  passato, innovazione e sperimentazione, utilizzando le buone pratiche nell’ambizione di essere compartecipi del futuro di un Paese  decisi ad abbandonare lo “scoraggiamento militante” per  abbracciare quello del coraggioso riformismo”.

Omaggio speciale al Presidente Sergio Mattarella

Il Primo cittadino italiano ha ricevuto dalle istituzioni regionali una scultura in bronzo di grande valore simbolico. L’opera raffigura la Dea Enotria, antica colonia della Magna Grecia, dove oggi è posta la Basilicata

Il Presidente Sergio Mattarella oggi è in visita a Matera per l’inaugurazione della Cattedra Maritain dell’Unibas. Non poteva esserci modo migliore di celebrare il fascino delle tradizioni e degli antichi mestieri che donare al Presidente Mattarella un omaggio speciale. Il Primo cittadino italiano infatti ha ricevuto dalle istituzioni regionali una scultura in bronzo di grande valore simbolico. L’opera raffigura la Dea Enotria, antica colonia della Magna Grecia, dove oggi è posta la Basilicata. La leggenda narra che re Italo decise di stabilirsi in questo luogo pieno di bellezza ribattezzandolo con il nome di Italia.

Autore del particolare manufatto Antonio Saluzzi, un artista lucano che vive e lavora nel comune di Acerenza. Da anni egli fonde e scolpisce il metallo con una tecnica millenaria che risale ai tempi dell’Antica Grecia, utilizzando elementi semplici e allo stesso tempo impareggiabili per unicità come la sola terra e i carboni. Grande appassionato di storia sacra e antica, Saluzzi ha realizzato numerose opere in Italia e alcune sono arrivate fino ad Hong Kong. Nel 2015 il suo lavoro Phoenix è stato selezionato per la prestigiosa mostra d’Arte contemporanea internazionale Florence Biennale di Firenze.

 

Cattedra Maritain, Mollica: “Dialogo per una comune civiltà”

Per il presidente del Consiglio regionale “la questione migratoria  chiama in causa la nostra capacità di programmare il futuro delle società, comprendendo e governando la profondità di trasformazioni cui saremo inevitabilmente soggetti”

 

“La cultura è, per definizione, terreno d’uguaglianza tra tutte le forme che essa può assumere e, in questo senso, essa è al contempo fondamento e vettore di un rapporto equo. Ma la cultura è anche, per antonomasia, il luogo di incomprensioni e di grandi intese e, in quanto tale, costituisce lo spazio privilegiato di un lavoro comune e tra pari finalizzato a creare e ad arricchire un rapporto euromediterraneo. La conferma arriva proprio oggi con la visita del Presidente Mattarella e l’inaugurazione della Cattedra Maritain, istituita presso l’Università degli Studi della Basilicata, artefici di un cambiamento di prospettiva che si traduca nell’attenzione alla persona”.

Lo ha detto il presidente del Consiglio regionale Francesco Mollica, che oggi a Matera ha partecipato alla cerimonia di inaugurazione Cattedra Maritain.

“Una giornata – ha aggiunto Mollica – che trova le sue ragioni in un contesto in cui, per effetto degli incroci tra popoli e idee, il ritmo del cambiamento non consente sempre di individuare quanto è rimasto di immutato all’interno delle diverse civiltà teatro di queste trasformazioni. Affinché si costruisca un futuro comune tra le diverse civiltà bisogna porsi insieme alla testa di questa evoluzione perseguendo due obiettivi: il dialogo con l’altro e l’ambizione di costruire una ‘comune civiltà’ al di là della legittima diversità tra le culture ereditate, una condizione che andrebbe condivisa da tutti. La volontà politica di dar vita ad un’iniziativa come questa scaturisce dalla presa di coscienza di questa necessità”.

A parere di Mollica “l’azione consiste a sviluppare un dialogo interculturale, non solo nel senso tradizionale del termine, ma soprattutto nell’accezione antropologica estesa a tutti gli aspetti concreti che una cultura pratica assume nel quotidiano: istruzione, ruolo della donna, immagine delle popolazioni originariamente immigrate, ecc. Perché privilegiare un simile rapporto? Non certo per prevenire uno scontro tra civiltà ma piuttosto nella certezza che le due sponde del Mediterraneo scopriranno nel quotidiano le loro complementarità principali; ed è oggi che bisogna prepararsi. L’inaugurazione della cattedra Maritain e del corso su ‘Pace e dialogo tra le religioni e le culture del Mediterraneo’ sono certo che creerà le condizioni propizie per un armonioso connubio delle diversità culturali, per una libertà di coscienza senza riserve e espressa in tutte le sue dimensioni, e per la neutralità della sfera pubblica. Così riunite, queste condizioni possono garantire una secolarizzazione aperta, in assenza della quale sarà duro sconfiggere i pregiudizi razzisti, in particolar modo antisemiti e islamofobi”.

“Bisogna andare oltre l’emergenza, vista oggi come un ‘problema’ per le comunità, e guardare – conclude Mollica – all’immigrazione come un fatto che deve essere affrontato partendo da un’integrazione concreta. Bisogna, dunque, puntare sempre più ad un approccio di accoglienza, uscire fuori dall’assistenzialismo per realizzare pienamente quel percorso di interazione e integrazione per restituire piena dignità alla persona. La questione migratoria  chiama in causa la nostra capacità di programmare il futuro delle società, comprendendo e governando la profondità di trasformazioni cui saremo inevitabilmente soggetti. Bisogna lavorare dunque per sensibilizzare i cittadini lucani aiutandoli a sconfiggere quella paura della diversità che domina i paesi occidentali, per evitare, per dirla con Tzvetan Todorov, che sia ‘la paura dei barbari a renderci barbari’”.

Potenza, 17 luglio 2017

 

LATRONICO (DIREZIONE ITALIA) : CULTURA GRANDE INVESTIMENTO

“Ringraziamo il Presidente  della Repubblica, Sergio Mattarella, per la sua visita a Matera  in occasione dell’inaugurazione della cattedra di Jacques Maritain. L’attenzione alla realtà di Matera, della Basilicata e del Mezzogiorno  non può che far bene per non perdere la tensione civile e politica  attorno al traguardo, sempre attuale, di superare il sottosviluppo che ancora segna tanta parte dei Paesi del Mezzogiorno. I segni del sottosviluppo sono la conferma di diseguaglianze tra le persone che il paese deve provare a superare con pensiero ed azione.  L’investimento in azioni che divulghino la cultura come prima infrastruttura sociale, e’ la strada principale.  Anche la visita al centro di geodesia spaziale di Matera è il segno di un incitamento ulteriore verso scelte che sappiano privilegiare l’attenzione per la ricerca e l’innovazione proprio nella Basilicata e nel Mezzogiorno per superare l’arretratezza presente”. Lo ha dichiarato l’on. Cosimo Latronico, capogruppo di Direzione Italia alla Camera.

 

Comunicato stampa.

Giordano (Ugl) su visita Mattarella a Matera.

“La giovane Provincia ha accolto, fiera e felice di farlo, il Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella. Da oltre 8 anni che Matera attendeva la visita del Capo dello Stato, oggi si è rinnovata l’occasione per raccontare da vicino la nostra storia e il nostro quotidiano insieme alla bellezza di questa piccola terra”.

Lo ha detto il segretario provinciale dell’Ugl Matera, Pino Giordano in occasione dell’inaugurazione della cattedra di Jacques Maritain fatta dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Per il sindacalista, “Un sentito ringraziamento a Mattarella per essere al nostro fianco nell’affermare il principio che tutti i cittadini hanno pari dignità regalando oggi una grande e vera vicinanza. Matera e il suo territorio sono sopraffatti da problemi, i grandi problemi di questa epoca, se affrontati con un approccio inadeguato e angusto rischiano di travolgerci: ci sono problemi complessi che nessuno può pretendere di risolvere da solo in un territorio dove registra occupazione troppo precaria e poco retribuita: in particolare quella fra i giovani, invoca un lavoro ‘stabile e dignitoso’. Priorità, – aggiunge Giordano -, che per l’Ugl deve essere al centro dell’esercizio delle responsabilità di istituzioni e forze sociali. Se così non fosse ecco giustificarsi e da affrontare il rapporto tra povertà, disuguaglianza e globalizzazione che ha trascinato la nostra provincia con numerosi problemi preliminari. Vanno creati condizioni politico/sociali tali da sconfiggere pregiudizi razzisti, non rincorrendo l’emergenza ma anticipandola, spiegando e formando il territorio da non vedere oggi come un ‘problema’ l’immigrazione ma, come un fatto che deve essere sempre più consono ad un approccio di accoglienza e integrazione per restituire piena dignità alla persona. Bisogna lavorare dunque – conclude Giordano – per sensibilizzare i cittadini lucani aiutandoli a sconfiggere quella paura della diversità che domina anche nei nostri paesi: per cui il sindacato, se unito, può fare tanto a sostegno e supporto di tale causa”.

Potenza lì; 17 luglio 2017.

LE RIFLESSIONI DI FRANCO VESPE

Matera ospita il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Viene ad inaugurare la cattedra dell’università della Basilicata dedicata a Jacques Maritain ( Il padre del personalismo cristiano ed uno dei padri conciliari della Chiesa) e, presumibilmente, l’affaccio di S. Agostino dedicato alla figura ed alla memoria di Emilio Colombo. Due eventi intimamente intrecciati che rendono giustizia ad un filone politico-culturale, quale quello del Cattolicesimo democratico, che ha concorso grandemente a sterilizzare le terribili ideologie Hegeliane che hanno attraversato il nostro continente nel secolo breve del 900. Si è fatto un gran parlare, per scadere perfino in scellerate ed ignoranti denigrazioni, riguardo la giusta decisione da parte della città di Matera, di dedicare l’affaccio a E. Colombo. Lo stesso attuale sindaco, portentoso nel custodire la memoria storica della nostra città, ha saputo dare una giustificazione ineccepibile delle ragioni di questa titolazione. Quello è l’affaccio visitato da De Gasperi nel 1952 che con Colombo firmò la legge di sgombero dei materani dai tuguri dei Sassi e che diede l’avvio alla ricostruzione sul piano di una nuova città con criteri innovativi e paradigmatici. Ma il merito di Colombo, va ben al di là di questo episodio che riguarda la città. Quando veniva a Matera, soprattutto negli ultimi tempi, lo andavo ad ascoltare. Non andavo ad ascoltare un uomo che conosceva la storia ma uno che l’aveva fatta! Meravigliosi quegli scorci storico-politici che raccontavano di come la sua generazione e dei nostri padri, aveva ricostruito l’Italia. Forse il più bel periodo dell’epoca unitaria: eroico ed entusiasmante! Periodo costruito fra l’altro andando a lezione di Maritain (tanto dal filosofo ha attinto il popolarismo sturziano a cui si rifaceva la DC !). Come dicevo non raccontava la storia ma, avendola fatta,con lui la si riviveva. Dal suo racconto ho per esempio appreso che la sua azione politica traeva spunto dalle tesi socio-economiche della scuola SVIMEZ di Pasquale Saraceno, o di economisti straordinari come Paolo Sylos-Labini, Rossi-Doria o Beniamino Andreatta. Secondo questa scuola non si poteva parlare di vero sviluppo del meridione senza sviluppo industriale. L’innervamento industriale del Sud, sempre secondo questa scuola, doveva però avvenire attraverso le imprese del parastato. Colombo fu politicamente uno dei più efficaci implementatori di queste teorie economiche. Così nacque l’Italsider a Taranto, come a Bagnoli, ed i poli chimici (a quei tempi era un settore industriale nel quale l’Italia era all’avanguardia!) in val Basento, Sicilia e Sardegna. Per non parlare degli insediamenti Finmeccanica seminati in varie sedi del meridione. Checché ne dicono i professoroni ignoranti che sparano idiozie su FB, proprio quegli investimenti, insieme alla CASMEZ, permisero per la prima volta nella storia unitaria, di ridurre la forbice fra Nord e Sud. Fu (Colombo) uno degli attuatori della riforma agraria. Le strategie della CASMEZ erano state tutte ispirate dalla Tennessee Valley Administration (TVA) che ebbero un certo successo in quell’area 10 anni prima. Alla domanda impertinente di chi scrive del perché quelle iniziative non abbiano funzionato a lungo, ammise ob-torto collo che esse si impantanarono per una conduzione statalistica troppo asfissiante e pochissimo attenta alle dinamiche del mercato. Il terzo ambito sul quale l’azione politica di Colombo si è spesa è stata quella della costruzione dell’Europa. E’ stato presidente del parlamento europeo dal 1977 al 1979 e poi deputato anche dal 1989 al 1992. Ascoltato ed autorevole statista europeo. Vinse fra l’altro il premio Carlo Magno (dato solo ad Alcide De Gasperi ed Antonio Segni prima di lui). Quindi stiamo parlando forse del più importante statista che la Basilicata abbia avuto al pari dello stesso Francesco Saverio Nitti. Quest’ultimo, ormai anziano, inizialmente lo definì “sagrestanello”, ma poi ammise: “E’ un colombo che volerà”. Paradossalmente fece del male solo alla sua amata Potenza riducendola a mero nodo burocratico assistenziale. In conclusione è giusto che quell’affaccio sia dedicato a Colombo e ci sta tutto che il Presidente della Repubblica Mattarella venga ad onorarlo.

Francesco Vespe