Che una lista unica di sinistra possa vedere la luce per davvero è stata sempre (e rimane) una scommessa al limite dell’impossibile. Al di là delle buone intenzioni di chi ci sta lavorando.

Incidenti di percorso, tatticismi e fughe in avanti, messi in campo maldestramente da taluni soggetti che potenzialmente dovrebbero riunirsi in questa difficile avventura che ambisce a garantire nel prossimo Parlamento una significativa rappresentanza della sinistra, contribuiscono non poco ad indebolirne il percorso.

Incidenti come quello segnalato da Anna Falcone nell’articolo che è possibile leggere a questo link (http://www.perlademocraziaeluguaglianza.it/2017/11/09/si-vince-si-va-avanti/) che ha riguardato il testo di un documento unitario tra i vari soggetti destinato a rimanere riservato e che come lei scrive : “Purtroppo esso è filtrato sulla stampa prima che potesse essere sottoposto a tutte le forze. Passaggio che va recuperato. Detto ciò, è necessario ribadire con forza che questo testo preliminare NON E’ LA SOSTITUZIONE DEL NOSTRO PROGRAMMA CON UN ACCORDO DECISO DALL’ALTO, ma una base condivisa per stabilire il perimetro su cui costruire l’alleanza.” Incidente che ha già registrato una levata di scudi da parte di Rifondazione comunista e della Lista Altra europa che l’hanno vissuta come un tradimento dei propositi iniziali.

Tatticismi come quelli di indicare ora uno (Pisapia)  ora un’altro (Grasso) potenziale leader futuro entrano in stridente contraddizione con il necessario cambio di passo che privilegi prima il che fare e solo dopo il chi lo deve fare. Un balletto di leader investiti in TV che è cosa davvero triste e che non aiuta il divenire di un soggetto davvero nuovo anche nelle modalità di procedere nella selezione della leadership e nemmeno della lista unica di sinistra.  E davvero non si comprende come leader avveduti come Bersani non ne avvertano l’impatto negativo sul percorso che pur si dice di voler percorrere.

Fughe in avanti come quel documento (http://www.huffingtonpost.it/2017/11/11/ricomincio-da-tre-civati-fratoianni-e-speranza-convocano-per-il-2-dicembre-lassemblea-della-nuova-sinistra_a_23274011/) a firma di Speranza-Fratoianni e Civati con cui si legge :“Care italiane, cari italiani, vi diamo appuntamento ‪il 2 dicembre a Roma per una grande assemblea popolare insieme ai delegati che verranno eletti democraticamente il 25 e 26 di novembre. Vogliamo costruire una nuova proposta politica capace di fronteggiare le emergenze del nostro tempo…”.

E il resto della compagnia con cui si sta discutendo e che ha partecipato alle assemblee di questi mesi che dovrebbe fare? Accodarsi?

C’è una sola cosa certa: grande è la confusione sotto il cielo della sinistra, per parafrasare citazioni di personalità serie di altra epoca.

Forse non è stato chiaramente detto ( ma sarebbe stato molto, ma molto meglio chiarirlo sin dall’inizio) per evitare equivoci che possono rivelarsi letali per gli obiettivi in campo, che il lavorio avviato ha due obiettivi non necessariamente al momento combacianti : uno è quello di una lista unica di sinistra alle prossime elezioni (che non può essere l’obiettivo finale) e l’altro è quello di dare vita ad un soggetto nuovo della sinistra (obiettivo con un orizzonte molto più alto e più lungo).

Trovare un solido punto di incontro sul primo obiettivo più immediato è doveroso e sarebbe di buon viatico per il successivo, molto, ma molto più impegnativo e di lunga lena.