Sale la temperatura nella “guerra” scatenatasi tra i tre pretendenti alla segreteria regionale del PD, con toni accesi e stracci che volano in tutte le direzioni. Con le tifoserie scatenate sui social in una guerra senza quartiere gli uni contro gli altri armati di contumelie e livore.

Con chi osserva da fuori che pensa: ma questi sono dello stesso partito?

Infatti, più che un congresso sembra una guerra fra bande rivali che si contendono il controllo di un territorio…..Perchè in un congresso normale, di un partito normale, si andrebbe nelle sezioni, tutti insieme con ognuno a spiegare il proprio punto di vista, partendo -si presuppone- da una base comune.

Ma in questo caravanserraglio che è diventato il PD ognuno accusa l’altro di tutto il male possibile dipingendo la propria vittoria, invece, come salvifica…..e gli incontri li si fa ovunque persino nei ristoranti e nei bar (Santarsiero – Ristorante il Picchio/Polese – Ristorante San Nicola/Purtusiello – Bar Terrazza Annunziata).

Con i candidati che non si incontrano nemmeno per confrontarsi e con qualcuno che lancia il guanto di sfida pubblicamente affinchè l’altro accetti di farlo, con scarsa possibilità di successo.

E’ Vittoria Purtusiello, infatti, che proprio oggi sulla propria bacheca facebook scrive:”I luoghi della politica e i circoli del Pd devono servire alla costruzione delle soluzioni ai problemi dei cittadini! Ai meno abbienti, a coloro a cui manca il lavoro, a chi vive la precarietà e a chi non ha i soldi per curarsi non serve una sede per festeggiare il compleanno ma risposte concrete..come stiamo provando a fare in questi mesi (trovate le nostre proposte qui www.ri-scatto.it)! Di questo avrei voluto parlare da settimane in un confronto pubblico ma #PoleseScappa #diteloaRiserbato” “. Rilanciando il suo guanto di sfida, con altri post che riportano pagine di quotidiani locali su cui a caratteri cubitali è scritto: “Polese ti sfido in pubblico“.

Ma Polese -pittelliano doc- dal canto suo, convinto di avere già la vittoria in tasca, nicchia sul confronto e con la sottolineatura di un “NOI” ripetuto prova a  marcare una propria mite diversità dagli altri. E in un post sul profilo facebook  scrive: “Accolgo positivamente l’appello lanciato da Donato Riserbato, presidente della commissione regionale, di moderare i toni di questo congresso. …..Noi siamo fatti così, siamo diversi da coloro i quali usano parole di odio come cifra e strumento del proprio agire. La politica deve tornare a mostrarsi gentile e bella, impegnamoci tutti affinchè questo sia il tratto distintivo del nostro Pd.”

Più soft e defilato l’altro candidato Santarsiero che non può non essere polemico quel poco che basta a segnalare, anche lui sulla bacheca facebook di aver trovato la porta della sezione PD chiusa : “Rapolla, incontro con amici per parlare di PD….. a proposito di partito con porte chiuse che ha bisogno di aprirsi ed essere plurale”. Con allegata foto a dimostrare il misfatto e il suo incontro comunque avvenuto dinanzi a quella porta chiusa….

Insomma ognuno dei tre va avanti in solitaria nella sua strada di incontri con i propri supporter, a raccontare il suo partito che non c’è e vorrebbe realizzare. Ma che non è quello attuale e nemmeno quello raccontato dagli altri due.

Come faranno poi a ritrovarsi insieme alla fine di questa tenzone? Alla fine di questa narrazione di peste e corna altrui?

Gli unici a non accorgersi di quanto questo teatrino sia tragicamente insostenibile ad un occhio normale, sono gli attori principali e i loro fans da curva sud scatenatissimi.

E così per tutti coloro che andranno all’appuntamento del 3 dicembre, giorno della conta, per votare sarà un vero e proprio “Rischiatutto” alla Mike Buongiorno. Con il presidente di seggio, dinanzi alla cabina elettorale, pronto a pronunciare la magica formula: “Vuoi la busta uno, la busta due o la busta tre?”

Buona fortuna, comunque, ai volenterosi che si cimentano nell’impresa, con una domanda da un milione di dollari: ma questa è politica?