“[Romani] soli omnium opesatqueinopiam pari adfectuconcupiscunt. Auferre trucidare raperefalsisnominibusimperium, atqueubisolitudinemfaciunt, pacemappellant”.

“I Romani, unici fra tutti, ricchezza e povertà vogliono con pari affetto. Portar via, trucidare, rapinare con falsi nomi chiamano impero e, dove fanno il deserto, dicono che han portato la pace”.

Queste parole terribili, riportate da Tacito nell’  ”Agricola”, ci sono venute in mente leggendo la notizia che, riportata dai giornali di stamattina, dà la Basilicata come la regione la più deserta e la più inquinata d’Italia.

Le parole di Tacito sono da Tacito attribuite a Calgàco, l’eroe partigiano che difendeva l’indipendenza della Britannia dalla invasione romana. Ci è venuto di parafrasare Tacito in questo modo: i governi italiani, senza eccezione alcuna, da Roma a Potenza, “solitudinemfaciunt, pulchritudinemappellant” (“fanno il deserto e il deserto chiamano bellezza”).

Nessuno può negare, infatti, che tutta la propaganda turistica, a favore della Lucania Basilicata, trova la sua ragion d’essere nel deserto che via via si va creando attraverso lo spopolamento.

In effetti, dove mai si può trovare il silenzio che avvolge la montagna materana e potentina, Oliveto Lucano e Viggianello? Nei nostri paesi si può sentire il ronzio delle mosche, il cinguettio del passero, il coccodé della gallina, l’abbaiare disperato del cane; ma il monumento ai Caduti della guerra 1915-18, nel primo centenario, serve di sedile agli ultimi anziani che sono rimasti. Quanto otium! Quanta beatitudo!

Ora si fugge anche per l’inquinamento dei pozzi di petrolio, delle dighe, delle falde acquifere, degli orti… dell’acqua minerale, venduta ad aziende del nord. Molti si ammalano e muoiono.

Il fenomeno è analogo a quanto si verifica in paesi dell’Africa, succhiati della loro linfa vitale attraverso i pozzi petroliferi. E che cosa offrono e su che cosa puntano?Al solito, sul turismo dalle sensazioni inedite, viaggi nel deserto e nelle foreste, safari e, magari, qualcosa di peggio.

La sensazione che abbiamo stamattina è che Lucania Basilicata si va desertificando, o se, preferite, si va africanizzando.

Disperatamente, cioè senza speranza, nonostante Matera 2019..