Inciuci, inquacchi, sottobanchi e accordi tra facciatoste con le gote rosse di bicchieri di ”Rosatellum” andato a male non hanno fatto dormire sonno tranquilli al presidente della Repubblica che ha ritenuto sentirsi oltreTevere, con il Papa, sul futuro del BelPaese. Gli squali, le teste di legne e i laquasi della politica che avrebbero dovuto dare un segnale di trasparenza e di responsabilità hanno deciso,infatti,  di incartarsi per prendere e perdere tempo, dopo il voto inconcludente del 4 marzo, senza nè vincitori e nè vinti ma con un unico e sicuro sconfitto . Quel Popolo italiano che sarà costretto a sorbirsi i soliti noti, qualche impresentabile che avrà la facciatosta di dire che occorre fare un governo comunque, giusto il tempo per una nuova legge elettorale.  Ma stavolta il presidente della Repubblica, con una riservata finite sui social come il segreto di Pulcinella,  ha allargato le braccia e ha presto carta e penna, come da lettera che alleghiamo, per annunciare a Pino Siggillino la decisione di conferirgli l’incarico ‘’non esplorativo’’ per formare il nuovo Governo. Direttivo soddisfatto e pronto a partire per la Capitale. Auto pronte con il cofano pieno di pane di Matera, crapiata di Gusta Mimmo, Vino Trajone, focaccia, olive e l’immancabile ”cuccù” scacciapensieri per una fischiata nelle scuderie o nei giardini presidenziali. Naturalmente non mancano quelli che si crepano in corpo di invidia e con, inevitabili, scariche di diarrea per una decisione che spiazza giochi e giochini dell’Oca giuliva del malandato arco incostituzionale. ” Noi abbiamo  un dovere di responsabilità -ha detto Pino Siggillino- verso l’elettorato e verso il Paese. Parliamo con tutti e la nostra chiave da ”16” rappresenta lo sforzo per evitare che escano punte di ernia strozzata nel gestire la cosa pubblica. Non è semplice. Ma ci faremo in quattro palmenti per apparecchiare anche al Quirinale la nostra tavola operativa. Del resto abbiamo tutte le professionalità a disposizione essendo l’incrocio di via Ridola via Alessandro Volta quel porto di Purgatorio che sappiamo. Da Paolo a Vito, da Michele a Franco a Uccio a Felice ad Antonella ai tanti iscritti al movimento potremo contare su persone leali e non sui soli ‘squagghiacchiummm” e maneggioni che già si son fatti avanti, per fare i parassiti di sempre. Non scherziamo. Intanto prepariamo la missione romana e con una versione remixata di 4 marzo 1943 di Lucio Dalla, che ci accompagnerà durante il viaggio. La faremo suonare dopo l’inno nazionale di Mameli. Sarà un successo”.  Prendete nota APPeppino non scherza ed è pronto per l’investitura (si sta facendo il ”costume” gessato presso l’atelier Taglio e Cucito di via Ridola) e prepara la squadra di Governo con il motto della buonanima di Nereo Rocco : ”Palla lunga e pedalare…”. Catenaccio e contropiede…Forza APPeppinoooo

 

LA LETTERA DAL …PRESIDENTE MATTARELLA

Caro Pino, quale lider del Movimento APPeppino mi rivolgo a Te, in questo epocale momento per la vita del Paese e la tenuta democratica della Repubblica, sicuro che vorrai considerare la presente come strettamente riservata. E’ di tutta evidenza che dalle elezionid el 4 marzo p.v non risulterà alcuna credibile maggioranza poltiica per il governo dell’Italia. In queste condizoni  è compito imprescindibile del Presidente della Repubblica assicurare la continuità istituzionale e il mantenimento delle fondamentali libertà personali e collettive costituzionalmente garantite. Non ti nascondo che nottetempo ho avuto un intenso e proficuo colloquio con Papa Francesco, anche lui grandemente preoccupato. Nella contezza che il futuro del Paese vada messo nelle mani della benemerita sezione APPeppino di Matera, l’unica di cui la Presidenza della Repubblica possa fidarsi in questo difficilissimo momento, intendo riservatamente conferirti, a prescindere dal risultato elettorale, l’incarico non esplorativo di formare il nuovo Governo della Nazione. Sei pertanto convocato, insieme al Direttivo della Sezione, al Quirinale in ora e giorno di tuo gradimento.

Roma, li 18 febbraio 2018