Era il 14 maggio 1998 e la foto in bianco e nero che pubblichiamo riapre una pagina tutto sommato radiosa per Matera, con la visita dell’ex presidente del consiglio Romano Prodi che visitò e inaugurò a Palazzo dell’Annunziata la Biblioteca provinciale ” Tommaso Stigliani”, complimentandosi per il piccolo ”Beaubourg” materano percorrendo scale e spazi con amministratori locali, giornalisti come Pasquale Doria e il progettista Renato Lamacchia. Fuori una scontata contestazione di An con i cartelli ”Pinocchio” e tanti sorrisi e strette di mano. Ma il clou della giornata si ebbe al quartiere Spine Bianche o di ” Bottiglione”, chiamato così dal nome dell’impresa Buttiglione che realizzò il quartiere con il programma di Risanamento dei rioni Sassi. A riceverlo,nel primo pomeriggio, Giuseppe ” APPeppino” Siggillino,  chi scrive, reduce dalla giornata in Biblioteca e alcuni residenti che avevano ironizzato su quel nome (nell’ Ulivo del centro sinistra) in uso nel Ventennio, Romano, insieme a Italo, Benito e Vittoria. Ma fu un attimo e gli inviti ,da parte dei residenti, a prendere un caffè nel Bari Sorriso si concretizzò con un ”grazie”, accompagnato da un largo sorriso che il presidentre Prodi contrassegnò a gote larghe… All’uscita applausi e richieste di fare di più in tema di lavoro e pensioni….gli stessi problemi dell’era montiana, lettiana,renziana e gentiloniana e di chi verrà dopo. Ma contrassegnati, oggi, da tanta precarietà, che costringe ad attaccarsi al voucher e alle delusioni del jobsact e ai conti illusori della previdenza ”al massimo ribasso” con l’aumento delle aspettative di vita. Prodi appuntò ma a Roma non si andò oltre l’avvio di un confronto con i sindacati, anche perchè il suo governo era atteso al varco… Cose di Centro Sinistra e di personaggi sinistri che azionarono la motosega per tagliare prima i rami e poi il tronco dell’Ulivo, che ebbe vita breve anche nel 2006. Resta quella foto in bianco e nero ,con esponenti della politica del tempo e rappresentanti delle forze dell’Ordine, facili da riconoscere… Un Amarcord del 1998 da ricordare per quello che è stato, quando idee, partiti e organizzazione c’erano, e per non continuare a fare errori affossando democrazia e politica del BelPaese. Esempi? Quanti ne volete.Quando nel centro sinistra ( la Sinistra è da costruire…) le cose vanno male, si susseguono errori, protagonisti con tanti sorrisi e tweet da ”faccetoste” e si prendono tante salutari e giustificate scoppole elettorali, che allargano l’area del dissenso e dell’astensionismo, si guarda con rammarico al passato per tentare di salvare il salvabile. Accade ancora con Romano Prodi, noto con il nomignolo di ”mortadella”, fondatore dell’Ulivo , ex presidente del consiglio dei ministri in due tornate e, periodicamente, e amaramente ”trombato” dal fuoco amico,come accaduto in maniera plateale per la elezione a Presidente della Repubblica. Qualcuno vorrebbe tirarlo nuovamente nell’agone politico per ”ricucire’ confronti e alleanze tra il Pd ripartito in tre anime e sottocorrenti, come accade in Basilicata, i transfughi di articolo 1 MDP forse con Piero Grasso , l’area di Pisapia con Gianni Letta ed Emma Bonino e altri , e chissà quello che pullula in maniera diversificata, e con speranze diverse, nella ”Sinistra” tutta costruire. Ma il professore, che continua a tracciare coordinate economiche dalla sua Bologna continua a starsene sulle sue, consapevole come è che le minestre scaldate e rimestate nelle vecchie pentole della politica possono ”servire” portate avvelenate. E poi i conti con il passato non sono stati regolati,anzi. L’Ulivo è andato… per sempre e poi quest’anno l’annata non è stata delle migliori, anzi. Si rischia di ricorrere agli apporti di olive e olio di altri latitudini…nel solco dell’antico detto popolare “chi si  assomiglia si piglia” e l’ orizzonte delle forze moderate corrono tutte verso un affollato centro delle solite facce. Per cui, senza differenze e discontinuità. l’elettore se deciderà di andare a votare lo farà come gli pare. Sicilia docet e non solo. Avanti, miei Prodi…