Era prevedibile che l’operazione “Liberi e Uguali” non avrebbe soddisfatto l’esigenza presente in tutto quel popolo di sinistra orfano di rappresentanza politica. Il Brancaccio sembrava potesse essere una sintesi tra l’esistente e l’auspicabile…ma è franato malamente, tanto che i promotori di quell’interessante percorso (Falcone e Montanari) se ne sono tirati fuori.

Ora nel mentre a Roma LeU celebra la sua Assemblea nazionale programmatica e si accinge a definire le candidature ecco che entra in pista una nuova formazione che presenterà, alla sua sinistra, le sue liste.

E’ il movimento “Potere al popolo” che presenterà le proprie liste anche in Basilicata per le prossime elezioni politiche, con “candidati scelti dal basso, in assemblee locali e di seggio entro il 12 gennaio” così come hanno annunciato da Potenza, in una conferenza stampa, i rappresentanti locali del movimento: Ettore Gallo, Davide Lapenna e Giovanni Filizzoni.

L’obiettivo ambizioso non è solo quello elettoralistico ma quello di provare a  “costruire un blocco sociale della sinistra e per rispondere a tutti quei lucani che non si riconoscono nel sistema che li amministra da decenni“.

Auguri, perchè se è esattamente ciò che serve ad una forza politica che voglia avere un futuro ed un orizzonte lungo, si presenta a breve come una vera mission impossible, sebbene le condizioni di degrado sociale stiano maturando più rapidamente di quanto si immagini.

Questa  nuova lista per le elezioni politiche del 2018 è stata presentata a livello nazionale  il 17 dicembre scorso al teatro Ambra Jovinelli di Roma.

Essa è nata dal basso, in seguito all’appello lanciato dal centro sociale napoletano, Ex Opg, Je So Pazzo, che ha visto l’adesione di tanti singoli che evidentemente non si sentono rappresentati dalle attuali formazioni politiche oltre che di numerose realtà sociali e sindacali, comitati ambientali, reti civiche, associazioni e collettivi, alcuni partiti minori della sinistra Rifondazione comunista, PCI).

La lista nasce per ridare senso alla parola democrazia, per tornare a decidere insieme delle nostre vite e del nostro futuro, partendo dalle periferie e dalle province d’Italia, per rispondere all’emergenza sociale che viviamo mettendo al centro le persone, i diritti, la solidarietà, l’accoglienza, la redistribuzione della ricchezza, in sintesi semplicemente i principi fondanti della Costituzione, mai veramente applicati”, scrivevano i promotori nel Manifesto di lancio della piattaforma.

Una lista che nasce in aperta polemica anche con LeU  (bordate contro Grasso non sono mancate all’assemblea nazionale romana) e comunque con un sentimento rancoroso verso “un ceto politico  che Troppo spesso si chiama sinistra ma che ha fatto politiche antipopolari indistinguibili dalla destra”. Noi, dicono i promotori : “vogliamo unire le reti reali di attivismo che in questi anni hanno cercato di rispondere alla crisi, reti che vivono nella resistenza sui luoghi di lavoro, nelle lotte, nei movimenti contro il razzismo, per la democrazia, i beni comuni, la giustizia sociale, la solidarietà e la pace”.

All’assemblea di domenica 17 dicembre è stato presentato il programma elettorale elaborato attraverso il dibattito in oltre 60 assemblee territoriali e con i contributi inviati alla piattaforma di “Potere al Popolo”.

I lavori sono stati aperti da un saluto da parte di un rappresentante palestinese che si è espresso contro le recenti scelte di Donald Trump su Gerusalemme, mentre l’introduzione è stata affidata alla giovane attivista dell’ex Opg di Napoli Chiara Capretti. Con, a seguire, un saluto di Heidi Giuliani, madre di Carlo, il giovane ucciso nel 2001 al G8 di Genova e quelli degli ospiti internazionali: esponenti di Podemos, Partito Comunista spagnolo e France Insoumise.

Il saluto del sindaco di Napoli De Magistris è stato portato dall’intervento del professor Giuseppe Aragno, docente universitario ed esponente di DeMa, quindi l’europarlamentare Eleonora Forenza,   la No Tav Nicoletta Dosio,  numerosi attivisti delle vertenze ambientali e sociali,  il sindacalista Giorgio Cremaschi, che ha parlato in rappresentanza della rete Eurostop.

Sono intervenuti poi, in rappresentanza dei rispettivi partiti, Mauro Alboresi del PCI, Maurizio Acerbo di Rifondazione Comunista e Franco Turigliatto di Sinistra Anticapitalista, mentre tra il pubblico presente anche diversi  tra gli autosospesi da Sinistra Italiana e la nota conduttrice satirica radiofonica Francesca Fornario.

Alle spalle del palco, il simbolo del nuovo soggetto : scritta”Potere al popolo” in nero, su sfondo bianco, affiancata da una stella rossa e il tutto è circondato da una bordatura rossa.

All’obbligo della nuova legge elettorale che chiede venga esplicitamente indicato un leader per ciascuna coalizione,  rispondono che “Potere al Popolo”  “non sceglie capi perchè non ne ha.
Qualcun altro ha leader e soldi, noi abbiamo migliaia di donne e uomini mossi da passione e dalla forza delle idee. La nostra portavoce non poteva che essere donna, giovane, meridionale e precaria. E allora, il nostro “capo politico” non può che essere un portavoce, anzi una portavoce, delle migliaia di storie del nostro popolo, una di noi, che condivide le nostre condizioni di vita, speranze, progetti: Viola Carofalo!”.  37 anni, ricercatrice, attivista del centro sociale napoletano Je so pazzo).