” Io a novembre ci sarò…” L’annuncio fatto in una intervista rilasciata al TgRai Basilicata da Nicola Benedetto, ex assessore regionale ai trasporti e candidato con ” Noi con l’Italia-Udc” , nella coalizione di centrodestra, rappresenta – a conti fatti- una candidatura ufficiale per le amministrative di novembre e alla stessa presidenza della regionale. E del resto un candidato materano nei Palazzi di via Anzio ci manca da quasi 15 anni. Il primo fu Gaetano Michetti nel 1985 e il secondo e ultimo, dal 2000 al 2005, Filippo Bubbico, passato nelle file di Liberi e Uguali, ma non eletto alle politiche. E alcuni vorrebbero un suo ritorno alla Regione. La richiesta di discontinuità viene da più ambienti , lo abbiamo sentito anche nella Lega in campagna elettorale. E da formazioni vittoriose come il M5s che con la parlamentare Mirella Liuzzi e alla luce dei risultati conseguiti dal movimento ha annunciato lo sfratto nei confronti del Presidente in carica Marcello Pittella. Ma è presto. Anche perchè in Basilicata, come dimostra la storia del Pd del dopo Luongo si preferisce rinviare in attesa di tempi migliori…e i risultati si sono visti. Mentre in Campania,che ha eletto nel collegio tre Gianni Pitella, è in corso la direzione del Pd per l’analisi del voto (le percentuali sono scese al 13 per cento) sulla scoppola elettorale subita, e con la posizione della segreteria regionale Assunta Tartaglione in bilico. In Basilicata si lavora come da prassi a far raffreddare la situazione in vista di una riorganizzazione e, chissà, di un rilancio in vista delle elezioni amministrative di novembre. Tra l’altro si dovrà rinnovare il consiglio regionale e decidere il da farsi sui Comuni di Matera e Potenza dove i ”governissimi” a tutti i costi hanno procurato malumori, disaffezioni, campagne acquisti trasversali per conferme e indicazioni nelle nomine subregionali, rese dei conti e via elencando, ma con le armi spuntate di un elettorato che ha votato con coscienza o per protesta premiando M5S, Centrodestra e Lega. Analisi da fare e tacito invito a stare tranquilli, partendo dalla considerazione che occorre serrare le fila anche perchè centri decisionali,che possono riavviare il consenso, sono nella mani delle diverse componenti del Partido democratico e della componente renziana pittelliana in particolare. Marcello Pittella resta al suo posto, ci mancherebbe altro, nonostante l’avviso di sfratto lanciato dalla parlamentare grillina Mirella Liuzzi, a commento del risultato conseguito dal M5s, in Basilicata. E del resto le dichiarazioni delle scorse settimane quando era stata ventilata l’ipotesi di una candidatura del Presidente al Parlamento, aveva ribadito di voler continuare a impegnarsi per la nostra regione. E poi di carne al fuoco, in parte bruciata in parte no, ce n’è tanta ma serve un cambio di rotta a giudicare dalla percezione che la gente di Basilicata ha della efficacia della politica regionale su energia (petrolio),ambiente, sicurezza, sanità, politiche del lavoro con una emigrazione giovanile che continua senza posa (nonostante il calderone di progetti, start up, build up e turtilla tap), una tendenza evidenziata dall’invecchiamento della popolazione. E nemmeno opportunità come Matera 2019, a causa di un eccessivo e deleterio peso della politica su questo programma, stanno dando i risultati auspicati. Altrimenti il voto per il Pd e per i rappresentanti locali ufficiali, ufficiosi del Partito democratico o mescolati e contingui nelle civiche, sarebbe stato un altro. Al momento, per i tempi della Basilicata, è ancora presto -lo ripetiamo fino alla noia- per un esame della situazione o per rimuovere incapacità, protagonismi e personaggi da usato garantito. E se qualcuno, qualche testa di melone, scalpita,perchè vuole visibilità deve frenare .La prassi vuole il ricorso ai saggi (sempre presenti a rimestare vecchie minestre scaldate), alle riunioni di caminetto e alle primarie per la conta di sempre. Sfida aperta, comunque, e Matera che spinge per una alternanza alla guida dei palazzi di via Anzio. Potrebbe concorrere una donna rimasta appiedata…Forse. ”Nessuno deve restare indietro”. Quante volte lo abbiano sentito nei discorsi nazionali, Pd compreso.