La mission impossible di Michele Emiliano per la corsa alla segreteria del PD vedrà una delle sue ultimissime tappe nella piazza principale della futura capitale europea delle cultura.

In un Congresso in cui si scontrano (più che confrontarsi) tre visioni diverse e in taluni casi opposte dell’essere di questo partito, Michele Emiliano -governatore della vicina Puglia, prova a giocare la carta dell’invito ad andare a votare domenica 30 aprile rivolto a tutti coloro che non vogliono la renzizzazione definitiva del PD.

Michele Emiliano, candidato alla segreteria nazionale del PD, chiuderà -dunque- la sua “campagna elettorale” per il Congresso, venerdì 28 Aprile alle ore 19.00 in Piazza Vittorio Veneto a Matera (Cinema Comunale adiacente in caso di pioggia).

Michele Emiliano è presentato dai suoi sostenitori lucani come colui che “ha difeso la Basilicata, è stato al nostro fianco tra i principali sostenitori del referendum sulle trivelle del 17 Aprile.”

Con Michele Emiliano, aggiungono ” il Partito Democratico potrà tornare ad essere vero soggetto di partecipazione popolare per affrontare al meglio le sfide dell’ambiente, del lavoro, della scuola e della giustizia sociale“.

Dopo Guerini e Orlando (Renzi questa volta non s’è visto), ecco Emiliano a chiudere il triangolo delle Bermuda di questa conta -senz’anima e senza alcun dibattito che possa solo lontanamente somigliare a quello di un congresso vero- in cui è stato condotto il non-partito fortemente voluto da Prodi.

Quall’amalgama mal riuscita e destinato -con la vittoria già scritta del suo dominus fiorentino- alla fine ingloriosa di una deriva moderata ben lontana dall’approdo progressista per cui era stato concepito.

Solo una partecipazione di massa di coloro che hanno votato NO il 4 novembre potrebbe salvare il PD e l’Italia dalla coazione a ripetere del renzismo. Ipotesi accarezzata e sollecitata da Emiliano ma ben lontana dal potersi realizzare.

Sperarlo, da parte del governatore pugliese è legittimo…….dopo, ad occupazione avvenuta, sarà davvero difficile coesistere nello stesso contenitore con chi la pensa diametralmente all’opposto.