Capocantiere con la passione per la cucina. Una passione tanto forte che dai ponteggi e impalcature l’ha portato a  guadagnare il “grembiule”: quello di MasterChef.

Michele Cannistraro, tatuato, motociclista, padre di due splendide bambine, fino a qualche mese fa, aveva un sogno: diventare chef. Oggi, dopo la partecipazione a, MasterChef 3 Italia, famoso talent show  che ha avvicinato ai fornelli milioni di telespettatori, vive del suo sogno realizzato.

Trentacinquenne, nato a Rozzano (Mi) da genitori meridionali, il “cannibale” -come  si fa chiamare- per la sua capacità di non arrendersi mai e recuperare in situazioni apparentemente disperate, ha conquistato il pubblico con i suoi modi, spesso un po’ ruspanti, ma sempre schietti e sinceri.

Non è il vincitore proclamato dalla  trasmissione, ma sicuramente il concorrente più carismatico e amato dal pubblico che lo segue attraverso i social, le fiere e gli eventi. E proprio in occasione della festa  #Campanaccio 2015 a San Mauro Forte (Mt), ospite dell’amministrazione comunale  nell’ambito dell’evento Cantine Aperte, organizzato dall’associazione Ambiente e Natura, ci ha raccontato i suoi progetti, le passioni e le sue impressioni sul territorio.

La prima volta in Basilicata?

Le mie origini sono meridionali, tra Puglia  e Sicilia. Molte volte vengo al Sud soprattutto perché per noi cuochi è importante trovare prodotti di ottima qualità. E al Sud questo è molto facile. E’ la prima volta, però, che visito la Basilicata. Una terra bellissima. Ma la cosa che ho scoperto oggi, grazie al mio nuovo amico,  FrancoMario Belmonte,  è conoscere questo territorio anche attraverso i suoi prodotti di prima qualità. Le mozzarella, la ricotta, i vini, il tartufo.

Alla fine di un percorso enogastronomico che comprende 7 pietanze consumate in altrettante cantine e accompagnate ognuna da un vino diverso, cosa pensi dei nostri sapori che sono abbastanza decisi rispetto al resto d’Italia.

Prediligo la dieta Mediterranea, quasi casereccia ma sempre ricca di sapore.

Ho fatto il percorso culinario di Cantine Aperte in cui ho avuto modo di apprezzare sia i vini che il cibo;  le pietanze tipiche e la loro preparazione. Devo dire che, nonostante è molto lontano da quella che è la mia cultura, mi sono trovato davvero ottimamente. A mio avviso occorre  valorizzare ancora di più sia il territorio sia i prodotti. Perché ti assicuro sono davvero eccezionali e di primissima qualità. E poi tutti a Km 0. Se uno volesse aprire un ristorante, qua, riuscirebbe a trovare tutti prodotti della così detta filiera corta. In un paesino così piccolo, ho trovato dell’ottimo tartufo, del miele, del pistacchio, l’olio extravergine di oliva, i latticini. Con degli ingredienti così, i piatti sono un successo assicurato.

E i severissimi giudici di MasterChef, Bruno BarbieriCarlo Cracco e Joe Bastianich, cosa direbbero?

Io a MasterChef mi sono legato molto, come cucina,  allo chef Bruno Barbieri, perché la mia idea di cibo è sia utilizzare prodotti di stagione, sia i prodotti di qualità dei nostri territori. E secondo me in Basilicata avete entrambe le cose. Alla settima cantina, ho mangiato tutto, ho bevuto almeno due bicchieri a cantina e sto benissimo. Non ho mal di testa e questa è la prova che il vino, il cibo in genere genuino, non fa mai male. Il corpo, oltre che il palato,  riconosce la qualità e non si ribella. Neanche ad un bicchierino in più.

Cosa  ti è piaciuto in particolare di questo posto?

L’accoglienza. Sono qua da pochissime ore e sembra che ci conosciamo, con tutti,  da dieci anni. Ho già tantissimi amici e mi sembra di stare in un luogo che sembra mio da sempre. Ecco, mi sento a mio agio. E questo non capita sempre e non capita così spesso con la gente che incontri per la prima volta e per poche ore. Questa è la rarità di questo posto. Il valore aggiunto che condisce i cibi e che renderebbe unica qualsiasi pietanza.

E le cantine come ti sono sembrate.

A dir poco stupende. In queste “Grott” , mi hanno detto si chiamano così,  anche il semplice (si fa per dire) pane e formaggio, diventa squisito. Tra queste botti di rovere, tra le insenature della roccia, tra i muschi sulle pareti,  i cibi assumono un retrogusto unico. Peccato non poter replicare questo percorso su a Milano, dove vivo.

Ma si può portare Milano qua.

Infatti. Io sono qua per questo. Per conoscere i vostri prodotti e chissà che non ne nasca qualche progetto interessante. Come dicevo prima dovete continuare a valorizzare questo vostro patrimonio. L’Italia ha bisogno di conoscere le eccellenze e la genuinità.  Il mondo ne ha bisogno. L’Expo 2015 di Milano, sarà per il cibo e il Made in Italy una grande occasione.

Oltre al cibo hai altre passioni?

Ho una passione sfrenata per le moto. Il motociclismo è uno sport che ho praticato anche a livello agonistico. Appena posso partecipo a gare. Insomma lo reputo quasi un secondo lavoro, tanto lo prendo sul serio.

Ti piace la competizione?

Si la amo molto. E’ quel qualcosa in più che fa scattare dentro qualcosa e ti permette di dare il meglio di te.

Qual è il piatto che preferisci?

Se proprio devo, allora scelgo quello che ho presentato a MasterChef. “Quadrotto di pasta fresca ripiena con scarole e scampi su una vellutata al profumo di mare guarnito con scampo fresco al profumo di timo”

I talent show hanno avvicinato molto un pubblico fino a poco tempo fa completamente disinteressato ai fornelli.

Si ma credo che non si tratti di una moda, piuttosto di una necessità. La gente ha bisogno di convivialità, di stare in compagnia, di chiacchierare, ridere, discutere in amicizia, dialogare, parlare. E’ risaputo che intorno ad un tavolo tutto questo è assicurato.

Come ti ha cambiato la partecipazione a Masterchef 3 Italia.

Innanzi tutto mi ha cambiato lavorativamente perché non faccio più il capocantiere ma il personal chef. Organizzo eventi, faccio scuole di cucina,  show cooking. Ecco MasterChef ti da l’opportunità per dare una svolta alla tua vita poi devi essere bravo a saper cogliere le occasioni.