Venerdi 15 Giugno 2018, presso Il palazzo Viceconte alle ore 20 continua la stagione cameristica “Chamber Music”organizzata dal Conservatorio Duni con il concerto dell’Ensemble Barocco del Conservatorio formato dal violinista Claudio Carmelo Andriani ,dal violoncellista Antonio Di Marzio e dal clavicembalista Francesco Cera, tutti musicisti esperti nel repertorio barocco e docenti al Conservatorio Duni.

Il programma che l’Ensemble eseguirà, è completamente incentrato sulla musica antica italiana, e verrà eseguito su strumenti originali, montati con corde di budello, al posto delle attuali corde di acciaio e suonati con archi copie fedeli di archi barocchi. Il clavicembalo è stato di recente costruito dal materano Rino Malcangi.

Sarà un’ esecuzione cosiddetta “storicamente informata”, ovvero seguendo la prassi esecutiva dell’epoca, che si può evincere dallo studio di tutti i trattati antichi che sono stati riscoperti negli ultimi 40 anni. Verranno eseguite musiche di Castello: Sonata Prima a violino e bc.,Bonporti: Invenzione op. X n. 4 a violino e b.c.,Geminiani: Sonata VI per violoncello e b.c.,Corelli:Sonata op. V n. 5 a violino e b.c., A. Scarlatti: Partite sopra la Follia per clavicembalo solo e Veracini :Sonata op. II n. 18 a violino e b.c..

Dario Castello è un compositore, probabilmente veneziano, che visse a cavallo fra fine ‘500 e metà ‘600, che rappresenta, di fatto, uno delle più antiche testimonianze di musica colta per violino. Della sua vita si sa pochissimo, ma divenne molto famoso come violinista e compositore; la sua musica, piena di inventiva e tecnica brillante e raffinata, si rifà alla forma antica della canzona, ove brevi sezioni polifoniche, dall’alto contrasto sonoro, si alternavano a sezioni melodice e meditative.

Francesco Antonio Bonporti, (1672 – 1749) violinista e compositore, nacque a Trento e studiò a Roma, quasi sicuramente con A. Corelli, ebbe fama internazionale, sia come violinista che come compositore, sebbene lui si considerasse compositore solo a livello amatoriale. Proprio questo suo essere libero da costrizioni istituzionali e commerciali, fu libero di sviluppare uno stile abbastanza personale.

Francesco Geminiani, (1687 – 1762) fu allievo di A. Scarlatti e A. Corelli, era considerato fra i migliori violinisti della sua epoca, con un talento e una facilità definite, all’epoca, “molto superiori alla normalità”. La sua fama gli permise una carriera internazionale. Le sue sonate per violino, così come quelle per violoncello, sono un esempio di grande virtuosismo strumentale e compositivo.

Arcangelo Corelli ( 1653 – 1713), considerato fra i più grandi violinisti e compositori del barocco italiano, con le sue composizioni permise lo sviluppo della forma della sonata strumentale del Concerto Grosso, fu il punto di riferimento di tutti i violinisti della sua epoca, e delle generazioni successive, generando un effetto su allievi e seguaci (come Nardini, Geminiani etc) che fu la spinta fondamentale dello sviluppo tecnico violinistico e del linguaggio orchestrale.

A. Scarlatti (1660 – 1725), è considerato uno dei fondatori della scuola musicale napoletana. Sebbene la sua fama sia dovuta più alle opere, nell’ultimo periodo della sua vita scrisse una serie di brani molto belli per il clavicembalo, e in questo filone si inseriscono le Variazioni sopra il tema della Follia.

Francesco Maria Veracini (1690 – 1768), fu considerato il miglior violinista della sua epoca, dopo la morte di Corelli, non fu diretto allievo di Corelli, ma fu a contatto con la sua scuola e con i suoi allievi, soprattutto Geminiani e Nardini, riscosse successi in tutta Europa, sia come violinista che come compositore. Le sue sonate per violino e basso continuo sono considerate fra le più virtuosistiche scritte nel barocco.

Ingresso libero