Con lo scrittore Andrea Taràbbia, settima e ultima tappa di “Amabili confini”, il 16 e 17 giugno prossimi, si conclude l’originale progetto di cultura partecipata per la rigenerazione delle periferie di Matera fondato sull’autonarrazione. Nato da un’idea di Francesco Mongiello e promosso dall’Associazione Gigli e Gigliastri,  per scelta degli organizzatori è stato finanziato solo con fondi privati.

Molto intensi i libri di Taràbbia, che spesso portano a riflettere sul Male che si annida nell’uomo. Russista di formazione e docente di letteratura comparata presso l’Università di Bergamo, tra i suoi lavori segnaliamo: “La calligrafia come arte della guerra”, il durissimo “Il demone a Beslan”, e “La buona morte”, quest’ultimo che tratta in modo delicato il difficile tema dell’eutanasia.

Ancora una volta, la manifestazione si svilupperà con un doppio appuntamento con un prestigioso scrittorei.

Andrea Taràbbia, infatti, sarà  a Matera il 16 giugno per incontrare  gli abitanti dei quartieri Lanera-Pini-Giustino Fortunato-Cappucini-Agna nel Piazzale della Chiesa di Sant’Agnese (ad Agna), e poi il giorno successivo per presentare il suo ultimo romanzo “Il giardino delle mosche” in piazzetta della Cittadinanza Attiva, in via delle Beccherie.

In quest’ultima occasione, converseranno con l’autore Tiziana D’Oppido, traduttrice e interprete, e Stefania Sibilio, blogger. Entrambi gli appuntamenti saranno aperti al pubblico, e avranno inizio alle ore 19,00.

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Una buona partecipazione popolare, quella registrata dagli appuntamenti sin qui svoltisi di “Amabili confini”. Gli abitanti dei quartieri periferici materani, prima invitati a “raccontare i propri confini” mediante l’invio appunto di brevi racconti, in tutti gli incontri di quartiere hanno poi interagito sempre più numerosi con gli scrittori coinvolti nel progetto, diventandone protagonisti con le proprie storie.

Nelle scorse settimane sono stati tra l’altro letti in pubblico i 6 racconti sorteggiati tra quelli pervenuti dalle macroaree nelle quali era stata suddivisa la periferia della città.

Sinora la sorte ha premiato Noemi Dell’Anna, Giuseppe Fiore, Angela Dragone, Giuseppe Perrucci, Stefania Plasmati e Clara Spagnuolo, i cui racconti sono stati commentati con grande attenzione e disponibilità dagli scrittori ai quali erano stati rispettivamente abbinati: Lidia Ravera, Cristiano Cavina, Michele Mari, Diego De Silva, Giuseppe Scaraffia e Michela Murgia.

Molto intensi anche i racconti “emozionali” di Annachiara Clementelli, Vita Epifania, Vittorio Centonze e del giovanissimo Kevin Ramaglia, ai quali si è dato spazio per le macroaree “Villa Longo-Platani”, “Granulari-San Giacomo-San Pardo”, “Spine Bianche‑Piccianello” e “Serra Venerdì”.