Chi lunedì scorso ha avuto la bella idea di vedere o di rivedere “Novecento – Atto I” di Bernardo Bertolucci,  non mancherà all’appuntamento di lunedì prossimo, 23 aprile, quando alle ore 21,00 sia a Potenza (Cinema Don Bosco) che a Matera (Cinema Il Piccolo) verrà proiettato l’Atto II di questo autentico capolavoro della cinematografia mondiale, nella versione appena restaurata. Ingresso 2 euro.

Un film che dovrebbero vedere tutti coloro che non lo avessero visto in precedenza, specie i giovani, per capire -in modo estremamente semplice ed efficace- da dove veniamo e dove affondano le radici (purtroppo) perse del nostro Paese. Come le classi più disagiate abbiano costruito il proprio riscatto e contribuito alla scrittura della democrazia italiana.

Un film che fa bene rivedere anche a chi lo ha già visto all’epoca. L’occhio di oggi ci fa cogliere (oltre all’amarezza di quanto si sia buttato alle ortiche inopinatamente), i tanti aspetti estetici e dettagli persi e/o trascurati in una prima visione più ideologica e l’enorme fossato che separa l’indifferenza di oggi dal pathos di quegli anni (era il 1976) in cui la pellicola uscì. Anni in cui era ben viva e coltivata, a livello di massa, la cultura e la politica.

L’atto primo si chiude con l’affacciarsi del fascismo, con la scena in cui un Donald Sutherland in camicia nera schiaccia con la testa un povero gattino e poi alla testa di un manipolo di agrari intona “l’Allarmi siam fascisti…” di triste memoria dirigendosi su una piazza appena teatro di un corteo con le salme dei bruciati nel rogo della Casa del popolo…..

 

Quindi l’Atto II si dipana dopo l’avvento al potere del fascismo, spalleggiati dai grandi proprietari terrieri, quando la comunità dei braccianti Dalcò al servizio di Giovanni Berlinghieri (Romolo Valli) è sottoposta alle angherie ed ai soprusi di Attila (Donald Sutherland), il capo fattore e Regina (Laura Betti) , la sua bieca compagna.

Olmo  (Gerard Dépardieu) sembra destinato a percorrere le orme del nonno carismatico Leo (Sterling Hayden) , ma non tutti fra i suoi sono disposti a seguirlo nell’incitamento alla rivolta. Alla morte di Giovanni Berlingeri, suo figlio Alfredo (Robert De Niro) che non ne condivideva le idee e perciò si era allontanato, conoscendo nel frattempo Ada (Dominique Sanda)  che sposerà poi di lì a breve, torna a casa per curare gli interessi della famiglia, incluse le terre e le stalle dove lavorano i braccianti. Il suo atteggiamento nei confronti di Olmo e Attila è ambiguo e nonostante Ada gli chieda insistentemente di prendere le distanze dal suo cinico e malvagio fattore, lui lo mantiene per paura della sua reazione e perché gli è utile per mantenere l’ordine. Quindi l’incattivirsi della coppia Attila-Regina, i loro vizi e le angherie…..quindi il 25 Aprile….la cattura dei due, il processo, la rabbia contro di loro…poi l’arrivo dei partigiani, lo Stato che riprende il proprio ruolo…ed anche -come dice sarcastico Alfredo  anche “I padroni sono tornati…

Ed ecco che tutta l’illusione coltivata ed espressa con grande retorica viene trasformata in una parabola sul contrasto fra utopia e realtà e che vede Alfredo ed Olmo, come in una sorta di regressione allo stato infantile, spintonarsi e bisticciare fra di loro, in una sintesi della lotta perpetua fra padroni e proletari.

I due Atti di Novecento ne fanno un film che dura in totale quasi quattro ore, di cui si possono o meno condividere le opinioni politiche che ne stanno alla base (e che erano ovviamente dello stesso  Bernardo Bertolucci) e la lettura che ne emerge della storia di buona parte del secolo scorso, ma è innegabile la potenza espressiva di quest’opera che ancor oggi colpisce profondamente per alcune sequenze indimenticabili ed una trama trascinante che tocca molte corde sensibili della storia italiana recente ed alcuni conflitti che globalmente affliggono uomini di diversa cultura, origine e potere.

Senza parlare del fatto che la presenza di tanti grandi nomi fra gli interpreti rende quest’opera un vero omaggio che il cinema internazionale, consapevolmente o no, rende a quello italiano. I personaggi rappresentati da Donald Sutherland, Robert De Niro, Gérard Depardieu, Laura Betti, Alida Valli e nel primo atto da Burt Lancaster, Sterling Hayden, Romolo Valli, Stefania Sandrelli e Stefania Casini, senza trascurare la fotografia di Vittorio Storaro, le musiche di Ennio Morricone ed altri prestigiosi coautori, che si possono definire, nelle rispettive sfere di competenza, fra i migliori possibili, costituiscono una squadra di grandissima classe ed autorevolezza che da spessore ulteriore a quest’opera, anche al di là dei temi che tratta.

Sicuramente nel primo atto Burt Lancaster e Sterling Hayden si stagliano nel disegnare le loro figure carismatiche, mentre nell’Atto II Donald Sutherland e Laura Betti sono degli autentici campioni che per differenti motivi restano maggiormente in memoria, per il loro sconvolgente divenire nel corso degli eventi narrati campioni di bassezza e malvagità.

Buona visione, dunque, a chi vorrà condividerla….e grazie ancora alla Lucania Film Commission che ha organizzato questo evento che, lo ricordiamo, chiude la 3^ edizione della Rassegna Cinema Ritrovato in Basilicata (in collaborazione con la Cineteca di Bologna).