Questa penultima domenica di luglio è anche il giorno di una tappa significativa della vita dell’amico, prima che collega, Martina…….Franco, di nome e di fatto, per la schiettezza che lo contraddistingue (insomma, il classico: nomen omen).

E così, andando a 100 all’ora (ye, ye , ye ,ye….) che, a bordo della sua inseparabile ed amata “Tempra”, ha doppiato i trenta, attraversato i successivi “anta” e raggiungendo, ora, i suoi….. favolosi anni 60!

E allora che festa sia (e lo sarà, eccome), con i nostri auguri più cari, anche se la location inibisce l’uso dell’immancabile karaoke.

Chi scrive, lo conosce da non moltissimi anni. Ma è stata, subito, empatia assoluta. Davvero un privilegio averlo incontrato ed esserne diventato amico, grazie ad una di quelle fortuite e fortunate combinazioni che il caso a volte ci riserva piacevolmente. Caso, in verità favorito da quella felice intuizione che è stata Giornalemio.it, uno spazio virtuale che è diventato in breve tempo-naturalmente-  la sua seconda pelle.

Infaticabile camminatore per le vie cittadine in cui tutti lo conoscono, lo salutano e lo fermano per raccontargli qualcosa su cui gli chiedono di scrivere. Lui che, saltando da una conferenza stampa all’altra, per poi rientrare di corsa a casa (vicino alla fabbrica del Carro) per scrivere prima di tutto per l’Ansa, il suo lavoro.

Ma subito dopo anche per dipingere, con maggiore spazio a disposizione della sua vena espressiva, con le sue pennellate quotidiane su Giornalemio.it, il quadro non sempre brillante- spesso a tinte fosche- della futura capitale europea della cultura di cui è un profondo conoscitore.

Ma torniamo a noi. A questa giornata di festa in cui, Franco, arriva sull’onda dell’enorme successo canoro tributatogli, solo domenica scorsa, nel bucolico scenario del bosco di Montepiano. Una performance da vedere e rivedere (per chi ha la fortuna di disporre della sequenza completa di quei preziosi “frame”) che è diventata una vera leggenda… tra sospiri pasticcieri, scoiattoli e daini affascinati da cotanto intonato canto.

Eppure, in agguato ci potrebbe essere un groppo alla gola che potrebbe assalirlo a tratti, ed impedirgli la tranquilla deglutizione delle ricche libagioni in menù. La causa? La “dipartita” (in verità per nulla prematura), della sua amata Fiat Tempra…. che lo ha lasciato (è proprio il caso di dirlo) “in mezzo ad una strada”, quella tra Grassano e Matera, dopo “solo” 24 anni di onorato servizio. Insomma, yutto…in una giornata (domenica scorsa): gioia e dolore.

Perche’ è “Nu piezze e cor” che se n’è andato….e non basterà a sopperire al vuoto incolmabile la conservazione in teca di qualche reliquia: uno spinterogeno, una freccia, il cruscotto ….( della Tempra non si butta niente).

A nulla sono serviti i tentativi di rianimazione consumati nella giornata di martedì, con il consulto on the side del provetto meccanico di fiducia. Ma… “Ei fu siccome immobile, dato il mortal sospiro, stette la spoglia immemore….” in balia di un carro attrezzi, dinanzi ad un uomo, con il cuore a pezzi. Provato anche, diciamolo, dal mal celato liberatorio entusiasmo del resto della famiglia, con quel: “era ora”…dal sen fuggito.

Ma lui, che di “tempra” ne ha da vendere, anche senza più la sua amata,  al grido “ tiremm innanz” si appresta a vivere questa significativa e bella giornata della sua vita con il petto in fuori e il patema dentro……

Anche perchè, ci ha confessato di avere già applicato il  classico “chiodo scaccia chiodo” ed in perfetto stile canterino ha intonato:”o ma che tipo è questo qui“….svelando la sua nuova quattro ruote (stessa casa, stesso marchio) su cui scarrozzerà per almeno i prossimi 24 anni.

Nonostante la brexit, colonna sonora della giornata (sebbene solo canticchiata) non potrà che essere il sound pop dei Frankie Goes to Hollywood , con quelle sfumature disco e dance….su cui innestare una spruzzata di anni ’60…evitando di allargarsi verso i ’70 (che… per quelli ci sarà tempo).

Ancora auguri Franco, ancora e ancora…con un corale prosit per questi tuoi  primi 60 years!