Con ” Il Cielo è sempre più blu” Marco Morandi e i RinoMinati hanno infiammato, congedandosi, il pubblico di Altamura (Bari) e con un applauso finale al grande Rino Gaetano. Il cantautore crotonese scomparso troppo presto nel 1981, che ha lasciato un patrimonio di brani e di questioni di stretta attualità : dalla corruzione al lavoro, dall’emigrazione ai protagonisti, dalla politica al vivere la vita come viene quando viene.

Merito di formazioni militanti, è il caso di dire, come i RinoMinati, in tour da più di 10 anni ,se quel messaggio creativo, scanzonato provocatorio del compianto Rino continua a girare grazie alla vena interpretativa- per certi versi somigliante, per esperienze personali – di Marco Morandi. Sì il figlio dell’ugola di Monghidoro.

Ma nulla a che fare, lo diciamo ai somari e a quanti sono devastati dalle ridondanze del web sul progettista del ponte di Genova. E Marco nel vasto repertorio serale ha cantato anche un inedito, di quelli non incisi da Rino per vari motivi, come ” Ciao Charlie” dove l’interprete di ” Berta filava, Aida e altri successi” si rivolge a un suo mito musicale. E poi ”Nuoto a Farfalla”, ” Cerco”, ” A me mi piace il Sud” .Altri poco conoscuti come ”I Love You Marianna ”perchè incisi con lo pseudonimo salgariano di Kammammuri’s e dietro insistenze di Antonello Venditti e altri amici. Non potevano mancare ”Mio fratello è figlio unico” , il caraibico ” Maria Salvador”, la scanzonata sciarada ” La zappa, il tridente e il rastrello ” , ” Nun te reggae più” che Marco Morandi ha attualizzato inserendo tra i partiti anche Lega e M5s, precisando che di politica non capisce un ” Cazz…aniga” (simpatico giornalista sportivo) e poi anche il babbo Gianni Morandi…sfumato, con l’aiuto del pubblico, in Gianni Brera il notissimo e simpatico giornalista lumbard della prima Repubblica.

Il bravo Marco, che ha tirato fuori alcuni crescendo di violino davvero originali come per Aida, ha saputo coinvolgere il pubblico accennando all’incontro di sei anni prima nella stessa piazza e all’aroma del liquore nocino ” Padre Peppe” oltre che intonando brani legati alla Puglia. Non poteva mancare l’invito al duetto, con una ragazza – Antonella- invitata a salire sul palco, che ha letto lo spartito di ” Sei ottavi”. Marco le ha chiesto se conosce il brano e il contenuto, ricevendo in cambio un sorriso e il ritornello esplicito dei fans ”… Passava la notte, passavano in fretta le ore La camera fredda già si scaldava d’amore Chi troverà i miei seni avrà in premio il mio cuore Chi incontrerà i miei semi avrà tutto il mio amore ”.

Un inno all’amore libero, più volte risuonato nelle canzone di Salvatore ”Rino” Gaetano, che fece fortuna nella Capitale. Tanto da concludere la breve carriera con un Qconcert e un Ep insieme a Riccardo Cocciante e al New Perigeo, incidendo a mano a mano.

Uno degli ultimi ricordi ai fans e al Bel Paese, ma anche agli altamurani e non solo che hanno assistito al concerto di lunedi 10 settembre (preceduto da quello dell’8 con Irene Fornaciari per la festa in onore Madonna del Buncammino), affiancato a una azzeccatissima mini medley di cinque minuti con i titoli e i ritornelli dei brani di successo del papà Gianni.

Ma anche un omaggio al 94enne Santino, che avrebbe voluto ascoltare altro brano paterno… Per farla breve Marco è degno di Rino …e la band dei RinoMinati è di quelle toste con Yuri Capacchi (batteria), Menotti Minervini ( Basso), Andrea Ravoni (chitarra elettrica e Giorgio Amendolare alle tastiere che concedi il bis per una fetta di cielo sempre più blu.